Il Pil crescerà dello zero virgola, debito e deficit pubblici di più. Tira e molla sulle cifre valido per la campagna elettorale, irrilevante per i mercati: i conti sanno farli da soli. Il boccone del prete – il più gustoso – è la prossima manovra. Si annuncia attorno ai 35 miliardi di euro. Uno zero virgola in più o in meno non cambia la sostanza di un paese che da decenni cresce poco o nulla. Eppure, in questo stesso paese, a volte si allineano i pianeti e si costruiscono fondamenta per lo sviluppo che ancora non c’è. Sta accadendo in Emilia-Romagna con centro Bologna. Candidate a diventare polo internazionale di settori strategici, come quello dei Big Data. Un nuovo distretto nella terra che ha dato i natali a Guglielmo Marconi.

Unite i puntini: a Bologna avranno sede il Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a breve termine, la nuova Agenzia nazionale ItaliaMeteo, il nuovo quartier generale del maxiosservatorio Cta, la più grande rete al mondo per lo studio dei raggi gamma dell’universo. Sono realtà la rete delle università e i Tecnopoli, l’Istituto nazionale di Fisica nucleare e astrofisica con il radiotelescopio di Medicina e, soprattutto, il centro per il super calcolo Cineca che ospita tre dei cinque super computer nella Top500 mondiale. Si chiamano Fermi, Marconi e Galileo e pochi giorni fa, non a caso, hanno ricevuto la visita di Beppe Grillo e dal sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi. Sono realtà e iniziative di alta formazione e ricerca avanzata: dal corso di dottorato in Data Science firmato Università di Bologna e Fondazione Golinelli, all’auto a guida autonoma sulla quale lavora l’Università di Modena e Reggio Emilia. In sintesi: già oggi in regione si concentra il 70% delle capacità di calcolo del paese.

In ballo c’è un posto di primo piano in un mercato globale – quello della business Intelligence – che il Gartner group stima in 17 miliardi di dollari alla fine di questo anno. A questi risultati si è arrivati anche grazie al rapporto tra istituzioni: atenei, governo regionale, sindaci e governi nazionali che – pur di colori diversi – si sono passati la staffetta. Se la politica, al momento giusto, saprà anche lasciar fare a merito, competenze, scienza e conoscenza il gioco è fatto. Questa terra ha le carte in regola: qui è nata la più antica università del mondo. Dalle macchine automatiche ha creato la Packaging Valley, dal cibo e dal buon vivere la Food Valley e dalla grinta alla Enzo Ferrari ha realizzato quella Motor Valley che questa settimana celebra, con giusto orgoglio, se stessa. Ora ci sono le premesse per un passo nella sfida mondiale dei titani digitali. Grande gioco tra Usa e Cina con un’Europa alla finestra, priva di campioni ‘nazionali’ come i Facebook e gli Ali Baba, ma non di talento. È in questo scacchiere che si comprende quanto potrebbe contare quella che dovremmo chiamare Marconi Valley. In onore dello scienziato che da Villa Griffone, a Pontecchio, contribuì a scrivere la lunga storia dell’innovazione che ha cambiato il mondo fino a farlo diventare il nostro.