Bologna, 18 ottobre 2019 - Si parla di allargare il voto ai 16enni, ai ‘gretini’ che dovrebbero continuare a frequentare la scuola o, almeno, meglio meditare sulle innumerevoli ‘gretinate’ dei politici. Con una proposta così i politici non fanno altro che ammettere la loro totale incapacità, disposti a passare il testimone agli adolescenti.
Enzo Camera​

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Lasciamo perdere Greta e i suoi fratelli, fenomeno nato dalla buona intenzione giovanile di difendere i valori dell’ambiente e strumentalizzato da adulti e politica. Sedici anni probabilmente sono pochi per prendersi la responsabilità di assegnare il voto a un partito, anche se ci sono adulti meno preparati degli adolescenti. Una scelta intelligente sarebbe invece quella di preparare nella scuola dell’obbligo i ragazzi a comprendere i meccanismi che regolano Costituzione, Stato, politica. Sarebbe una operazione didattica utile anche per i diciottenni di oggi (pur senza influenzarli politicamente) che hanno già diritto di voto. Chiamatela come volete, ma potrebbe essere una buona idea.
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