Bologna, 26 gennaio 2020 - In questa campagna elettorale sia destra che a sinistra c’è stata l’accusa reciproca di fomentare odio. Ma in democrazia si dovrebbe poter esprimere il proprio parere senza subire ritorsioni. Mi pare che il metodo sia sempre quello: prima Andreotti poi Craxi, dopo Berlusconi e adesso altri ancora. Mi sono stancato.
Giulio Longhi 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

L’accusa di fomentare odio nelle campagne elettorali, a seconda dell’ intensità, è usata spesso. Si utilizza l’accusa a sproposito, ma fa parte del gioco. Purtroppo oggi ci sono strumenti di comunicazione, come i social network, che sfuggono alla gestione e al controllo di chiunque. Chi fa politica a volte alza i toni, ma gli idioti che utilizzano i social per minacciare, offendere, insultare lo farebbero comunque perchè hanno a disposizione uno strumento immediato. In un mondo in cui i motori di ricerca sono in grado di spiare i nostri movimenti minuto per minuto è necessario arrivare ad una regolamentazione dell’uso dei social. E chi oltrepassa i limiti paga il conto. 
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