Bologna, 7 luglio 2019 - Nel grande spettacolo estivo del turismo c’è un’Italia da ‘angelo con la faccia sporca’. Era la definizione di Omar Sivori, il talento argentino del pallone degli anni Cinquanta: genio e sregolatezza, talento e incongruenza, fantasia e contraddizione. Il turismo, categoria imprenditoriale che nessun coreano dal cervello fino riuscirà mai a clonare, vale il 5% del Pil. La sola Notte rosa muove oltre 2 milioni di persone con un indotto di 200 milioni di euro. Una festa lunga 140 chilometri, dai lidi ferraresi a Pesaro.

Le vacanze ’lente’ in agriturismo sono un successo, sulle colline di Forli da venerdi non c’era posto nemmeno su un’amaca. Tanto per fare un paio di esempi, lasciando da parte gli altri gioielli di famiglia. E questo si chiama talento. Poi c’è il lato B della medaglia, a proposito di incongruenza. La mobilità è un rebus a macchia di leopardo. Lasciamo da parte l’Alta velocità ferma al palo, ma finchè ci si impiega meno tempo da un qualsiasi aeroporto italiano alle spiagge di Ibiza in Spagna anzichè fare il tragitto in auto da Bologna a Milano Marittima, la contraddizione fra qualità dell’offerta e della dinamica per ottenerla è evidente. La Statale Adriatica è un budello pericoloso, bloccato dal traffico e l’autostrada tra Venezia e Rimini resta un sogno. Hanno aggiunto qualche rotonda ed è come curare la polmonite con lo sciroppo.

L’imbuto del nodo stradale di Bologna è una trappola vietnamita e l’idea del futuro Passante si ridurrà, dopo i ritocchi grillini, all’allargamento di qualche uscita. Alzi lo sguardo verso Roma e l’E45 è un disastro perenne fra chiusure a singhiozzo, cantieri, buche eterne. Certo, l’Italia non è solo l’Eldorado emiliano, ma da qui si innescano riflessioni serie. Il marketing turistico non è solo partecipare alle fiere in Cina o in Germania. Significa anche mantenere una immagine di efficienza in casa nostra. A Roma durante il recente vertice il corteo di 40 auto del presidente Vladimir Putin è stato costretto a transitare in una delle strade a più alto tasso di buche della capitale. Pessima immagine. Lungo il percorso è scomparsa magicamente l’immondizia, ma cumuli di rifiuti continuano a sostare ovunque.

Ci rendiamo conto che i turisti stranieri vedono Roma come una discarica? Nessuno risponde. Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha ordinato di pulirla in una settimana. Solo marketing politico. Sono queste le mancanze che danneggiano l’immagine dell’Azienda Italia. Poi si sa, i charter di stranieri arrivano e le autostrade si riempiono ugualmente. Con obbligo di riflessione godiamoci l’ultimo giro di giostra della Notte Rosa con un brindisi alle Olimpiadi bianche Milano - Cortina del 2026. Nonostante tutto lo stellone italico continua a brillare.