Bologna, 24 febbraio 2020 - A proposito della diffusione del virus cinese, qualche Procura dovrebbe ritenere che sussistano i presupposti per indiziare di reato alcuni rappresentanti dell’attuale Esecutivo. Fino a qualche giorno fa certe persone  assicuravano che non c’era da preoccuparsi dell’epidemia perché era tutto sotto controllo al punto che minimizzarono sul fenomeno e qualcuno gridava al razzismo se si fossero bloccati i voli da o per la Cina e le aree dell’Asia orientale interessate. Con estrema superficialità, ritenevano che non ci sarebbe stato nessun pericolo. Questo fu detto esattamente i primi di questo mese. Una nota del Ministero della Salute ha pure riportato che era “moderata la probabilità di introduzione del Coronavirus in Italia “. Dopo meno di due settimane cominciavano ad essere bloccati i voli con la Cina e mentre il virus si stava diffondendo, con immediati accorgimenti di cure da parte di diverse strutture ospedaliere, le autorità di governo continuavano a dire “tutto sotto controllo “. Mentre scrivo, oltre 20 Comuni nel nord Italia, purtroppo, sono interessati dalla diffusione di questa epidemia. Si è parlato, ieri sera, di provvedimenti urgenti, immediati, due decreti legge, perché, tardivamente, hanno preso coscienza e compreso la gravità del problema. Allora io dico che è più che opportuna una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni in Parlamento, invece di mandare a processo un ex ministro dell’Interno, solo perché ha ritardato di qualche settimana lo sbarco di immigrati.

Adalberto De'Bartolomeis, Monselice (Padova)

 

Risponde il condirettore del Resto del Carlino Beppe Boni


E' evidente che la situazione è stata abbondantemente sottovalutata per settimane e ora che l'Italia è il terzo Paese per diffusione del virus si corre ai ripari (giustamente) con misure drastiche. per giorni abbiamo bloccato i voli dalla Cina ma entravano senza controllo passeggeri provenienti dall'Asia attraverso altri scali. A parte Lombardia e Veneto, dove ci sono morti e contagiati, anche Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna a scopo preventivo hanno deciso chiusura di scuole, università, musei, biblioteche, vietato spettacoli e manifestazioi sportive. Le mascherine vanno a ruba e la gente fa scorta di prodotti nei supermercati in previsione di una possibile blindatura in casa e isolamento se dovessero comparire casi di contagio. Un po' di psicosi c'è, ovvio, come c'è paura. Considerando che le istituzioni governative hanno tentannato così tanto, meglio eccedere in prevenzione e in sicurezza.
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