Bologna, 9 aprile 2021 - "Dopotutto domani è un altro giorno...", come dice  Rossella O'Hara nella sequenza finale di Via col vento. Già domani, o meglio lunedì è un altro giorno, quello in cui si riparte con l'Emilia Romagna in arancione, come già le Marche e altre regioni, che poco alla volta escono dall'incubo delle chiusure quasi totali. I dati dei contagi hanno indotto il governo ad allentare le restrizioni, ma anche se siamo in una fase nuova non dobbiamo e non possiamo pensare che siamo al liberi tutti, allo sciogliete le righe.

L'emergenza non è finita, l'operazione-vaccini avanza, la strada però è ancora lunga, i contagi diminuiscono, ma ci sono ancora e gli ospedali smobilitano i reparti Covid al rallentatore. Dunque, respireranno un po' meglio i commercianti, i ristoratori, i baristi e  altre categorie, tireranno un sospiro di sollievo. Così come i ragazzi delle medie e delle superiori che tornano a scuola (per ora, i più grandi al 50% delle presenze). Eppure un imperativo categorico si impone a tutti noi:  siamo più liberi ma non dobbiamo abbassare la guardia.

Le precauzioni personali, come distanze, mascherine e il divieto di affollamento, vanno mantenute. L'incubo non è finito, la resistenza continua. Tutti contiamo i numeri delle vaccinazioni (ora 30mila al giorno in 143 punti) che vengono resi noti quotidianamente, come Robinson Crosue faceva le tacche dei giorni sull'albero nell'isola deserta. E speriamo, vediamo la luce in fondo a questa lunga galleria che dura da oltre un anno.

Mentre il Governo e le Regioni esprimono regole e ordinanze, noi tutti dobbiamo usare cervello e buonsenso continuando ad osservare le più elementari norme di comportamento relative alla sicurezza. E' un'alleanza necessaria.