Simone Montedoro
Simone Montedoro

Riccione (Rimini), 16 marzo 2018 - E’ uno degli attori più amati in tv e in teatro, versatile e fascinoso, capace di catturare il pubblico anche solo con il suo sguardo. Simone Montedoro (Roma, 28 luglio 1973) domani sera a Riccione sarà protagonista di una delle commedie più brillanti e di maggior successo delle ultime stagioni Finché giudice non ci separi, proposto dal cartellone de La Bella stagione. Lo spettacolo è allo Spazio Tondelli alle 21.
L’attore che nell’immaginario collettivo è ormai per tutti il capitano Giulio Tommasi della storica serie televisiva Don Matteo, salirà sul palco assieme a Laura Ruocco, a Luca Angeletti e ai fratelli Toni e Augusto Fornari, quest’ultimo regista dello spettacolo.
Cosa racconta “Finché giudice non ci separi”?
“E’ la storia divertentente e ricca di colpi di scena, che ruota attorno a quattro amici, tutti separati, l’ultimo è Massimo (Augusto Fornari), che si è diviso di fresco ed è in piena crisi perché ancora non riesce a capacitarsi di questa scelta. Ci sono poi gli amici, Roberto (Toni Fornari, con il fratello autore del testo teatrale assieme ad Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli), Paolo (Luca Angeletti) e Mauro, interpretato da me. Ognuno cerca di aiutare il suo amico secondo la propria visione e il modo in cui ha vissuto la sua separazione. Ad esempio Mauro, il mio personaggio, è una persona abbastanza superficiale, che tende a coprire il vuoto della separazione attraverso le donne, facendo il viveur, e il suo umorismo. ”.
Una racconto a lieto fine?
“Il finale è molto bello, sicuramente comporta grandi riflessioni e grandi messaggi”.
Uno spettacolo che non finisce di stupire e di divertire?
“Finché giudice non ci separi sta riscuotendo grande successo in tutt’Italia da oltre tre anni. Per il momento
l’ultima tappa è Riccione. So che ci sono delle richieste per il prossimo anno, ma non so dire se verrà replicato o meno. Solo quest’anno, da quando sono entrato a far parte di questo cast, sono andate in scena 110 repliche”.
Per il teatro ha altri progetti?
“Forse avrò un’altra parte in un altro spettacolo, ma ancora non c’è niente di sicuro”.
C’è però dell’altro?
“Attendo di sapere quando uscirà il film tratto da questa pièce teatrale. L’abbiamo già girato l’anno scorso, con la regia di Toni Fornari e di Andrea Maia, spero esca a fine estate”.
Ha preso parte a numerose fiction come Distretto di Polizia, Sotto Copertura, Salvo d’Acquisto, Enrico Mattei, Provaci ancora prof, ma per tutti lei è sempre il Capitano Tomasi…
“Purtroppo il cambio non è dipeso da me, ma dalla produzione. Ho accettato le motivazioni, perché questo capitano aveva fatto un po’ tutto e non sapevano più che cosa raccontare. Peccato perché con Nino Frassica c’era un grande feeling e una comicità che rendeva gradevole la puntata con il giallo. L’hanno tinto di rosa inserendo una donna”.
A Ballando con le stelle ha dimostrato i avere talento anche nel ballo!
“A me piace ballare, però la è molto difficile. Creare delle coreografie e eseguirle per tre/quattro ore di seguito in cinque giorni non è semplice per i ballerini, figuriamoci per gli altri. Però è stata una bellissima esperienza”.
Sul set ha indossato spesso una divisa, una passione?
“No! Un attore si deve trasformare in base al copione che è stato scritto. Io rivesto tutti i ruoli, dal delinquente al capitano dei Carabinieri, alla persona che ha dei problemi. Per me poi più questo ruolo è lontano dal mio personaggio e più è difficile, più mi piace”.
Cosa le piacerebbe interpretare ancora?
“Sarebbe interessante un ruolo diverso anche fisicamente, magari con delle problematiche fisiche, non il gay che ho già fatto nel film Matrimoni e altre follie, comunque qualcosa legato alla diversità. Questa è la sfida”.
Nel suo futuro vede più televisione, cinema o teatro?
“Io spero di vedere tutto e di lavorare sempre di più, mi piacerebbe comunque continuare a lavorare con i fratelli Fornari, sia al cinema cha teatro. Sono un po acerbi ma molto bravi”.
Ha tempo per coltivare degli hobby?
“Adesso è un po difficile perché la mia vita è scombussolata, sembro un nomade. Però mi piace fare sport e curare le mie piante, le chiamo mie bambine”.
La touné si chiude a Riccione, che rapporto ha con questa città?
“ Ci sono stato una volta, questà è un’occasione per rivederla. Sicuramente a Riccione si vive meglio, qui è tutto più a portata d’uomo e la gente comunica di più, è meno stressata. Sono realtà piacevoli dove apprezzi maggiormente anche il pubblico”.