ANDREA SPINELLI
Cosa Fare

Tony Hadley scende nell’Arena "Vorrei sul palco Elio e le Storie tese"

Il cantante stasera in concerto a Cattolica con ’Mad about you’. "Sono un uomo felice e guardo al futuro"

Tony Hadley scende nell’Arena  "Vorrei sul palco Elio e le Storie tese"

Tony Hadley scende nell’Arena "Vorrei sul palco Elio e le Storie tese"

di Andrea Spinelli

Ad un certo punto si fa pace con sé stessi, navigando il passato senza rischiare d’incagliarsi nelle secche della nostalgia. Quell’età per Tony Hadley sono i 63 anni che spende in ’Mad about you’, lo spettacolo con cui plana stasera all’Arena della Regina di Cattolica affiancato dall’irrinunciabile Fabulous TH Band. Per molti il cantante inglese degli anni Ottanta più amato al mondo dopo Simon Le Bon rimane "quello degli Spandau Ballett", ma in cuor suo l’epopea di ’True’ si perde fra le caligini di un pop new romantic sepolto da tempo.

Il tempo passa, ma la passione del pubblico rimane.

"Già, quella per una stagione segnata da interpreti di grande personalità, basta pensare a Madonna o a George Michael, e canzoni bellissime proposte da artisti straordinari come Duran Duran, Depeche Mode, Culture Club, Human League. Gli Spandau Ballett? Sì, pure loro. Abbiamo passato momenti magnifici assieme. Riaprire la storia, però, non m’interessa. In scena la gente si accorgerebbe che stiamo fingendo".

Nei mesi scorsi ha partecipato ad ’I was only sixteen’ canzone scritta da giovani pazienti della Pediatria oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

"È stato suggestivo partecipare a questo progetto realizzato, tra gli altri, da Faso, bassista di Elio e le Storie Tese. È una canzone molto bella, profonda, impreziosita da arrangiamenti un po’ alla Queen. Per creare consapevolezza attorno alla malattia penso che non ci sia modo migliore che partire da chi ne è coinvolto".

In Italia ha duettato con Caparezza, Nina Zilli, Arisa. Con chi altro le piacerebbe mischiare le carte?

"Grazie a Faso ho conosciuto le canzoni degli Elii che ho trovato molto interessanti. Quel poco che mi sono fatto tradurre dei loro testi, però, è divertentissimo. Come interessante sarebbe poter cantare con un’artista che ho incontrato spesso e stimo molto quale Laura Pausini".

Esperienze incredibili?

"Una volta Ringo Starr mi ha chiesto un autografo. Presumo avesse bevuto un po’ di troppo...".

Tra le tante avventure della sua vita c’è stato pure il musical, nel 2007 a Londra nei panni del Billy Flynn di ’Chicago’.

"Ottenere subito recensioni fantastiche, in un’esperienza così nuova per me non me lo sarei mai aspettato. Avrei potuto andare avanti, ma avevo una band che m’attendeva e non potevo rimanere chiuso in teatro".

Quando alza lo sguardo, cosa legge nelle stelle?

"Serenità. Ho una moglie e cinque figli. Nel 2020 ho superato i quarant’anni di carriera e ringrazio il cielo di poter continuare a fare il lavoro che mi piace".