50 top Italy: i migliori locali low cost e le migliori trattorie 2022
50 top Italy: i migliori locali low cost e le migliori trattorie 2022

Bologna, 19 ottobre 2021 - Autunno, tempo di verdetti culinari: dopo la presentazione, una settimana fa, della guida enogastronomica del Gambero Rosso targata 2022, ora è il turno della famosa classifica online 50 top Italy. La guida - ideata e curata dai giornalisti e critici gastronomici Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere - premia i migliori ristoranti italiani suddividendoli in 4 categorie: low cost (locali in cui si mangia spendendo fino a 20 euro), trattorie/osterie, ristoranti in cui si spende fino a 120 euro e ristoranti in cui si supera tale soglia. In attesa di svelare le ultime due e più prestigiose categorie – la cerimonia di premiazione è prevista il 26 ottobre, in diretta streaming dalle 17:30 – i curatori hanno voluto stuzzicare la curiosità degli appassionati pubblicando già, sui canali social della guida, i ‘top 50’ per quanto riguarda la sezione ‘low cost’ e le migliori 50 trattorie e osterie italiane.

I ristoranti low cost

Decisamente magro il bottino dei ristoratori emiliano-romagnoli e marchigiani per quanto riguarda la categoria ‘low cost’: solo tre, infatti, i locali complessivamente menzionati dalla classifica. I piazzamenti, però, sono di tutto rispetto: Anikò, l’innovativa salumeria ittica aperta a Senigallia (in provincia di Ancona) dallo chef bistellato Moreno Cedroni, si piazza immediatamente fuori dal podio, al 4° posto. Ennesimo riconoscimento, dunque, per il funambolico patron della Madonnina del pescatore e del Clandestino Susci bar: Anikò, infatti, è diventato un punto di ritrovo fisso per gli amanti dello street food di qualità, con i suoi ‘piattini gourmet’ e i cocktail insoliti, denominati ‘la versione liquida dei desideri’.

Poco più giù, al sesto posto, riecco il pluripremiato Forno Brisa di Bologna, fresco delle ‘tre rotelle’ assegnate dalla guida ‘Pizzerie d’Italia 2022’ e dei ‘tre pani’ riconosciuti dalla guida ‘Pane e panettieri d’Italia 2022, entrambe firmate dai severi critici del Gambero rosso.

Chiude la top ten, collocandosi appunto al decimo posto, la piadineria riminese Nud & Crud, gettonatissimo locale con vista sul ponte di Tiberio.

Osterie e trattorie

In compenso, l’Emilia-Romagna sbanca la classifica delle cinquanta migliori osterie e trattorie d’Italia con ben sette piazzamenti nel ranking. La seguono, a quota 5, Campania e Lazio; mentre Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto si fermano a 3. Solo un riconoscimento per le Marche: si tratta dell’osteria Ophis di Offida (in provincia di Ascoli Piceno), piazzatasi in 18esima posizione.

Tornando agli osti emiliano-romagnoli, al secondo posto della top 50 c’è subito Franco Cimini, patron dell’Antica osteria del Mirasole, a San Giovanni in Persiceto (nel Bolognese). Meglio di lui fa solo Giovanni Milana, al timone della storica insegna Sora Maria e Arcangelo, in provincia di Roma. Basta scendere di qualche posizione per trovare, al quinto posto, un’altra eccellenza tutta bolognese: si tratta del famoso ristorante Al Cambio, in via Stalingrado.

Raggiunge il numero 17 un locale inaugurato appena tre anni fa e già divenuto destinazione di punta a Rimini: è la trattoria di mare Da Lucio, in viale Vespucci. Re della cucina è il giovane chef Jacopo Ticchi, appena 28 anni, specializzato nell’innovativa tecnica di frollatura del pesce. Occupa il 19esimo posto la trattoria da Amerigo a Savigno, sui primi Appennini bolognesi, mentre al 27esimo si piazza la parmense ‘Ai due platani’.

Si torna nel Bolognese per il 31esimo posto, assegnato alla Taverna del Cacciatore di Castiglione dei Pepoli. Infine, al 49esimo posto, una gradita conferma: la Trattoria Irina, sempre a Savigno.

"Le trattorie e le osterie del Bel paese – sottolineano i tre curatori della guida – rappresentano l’autentica anima gastronomica della nazione. Presidi dei territori che compongono la penisola, fanno da trait d’union tra agricoltori, allevatori, vignaioli, artigiani e tutti gli abitanti e i visitatori di un luogo. Una tradizione, questa, che non va affatto abbandonata, ma valorizzata secondo le nuove esigenze del pubblico. Senza perdere mai di vista i concetti di sostenibilità ambientale ed economica, divenuti ormai elementi imprescindibili anche della ristorazione".