Sergio Venturi, ex commissario per l'emergenza Coronavirus in Emilia Romagna -FotoSchicchi
Sergio Venturi, ex commissario per l'emergenza Coronavirus in Emilia Romagna -FotoSchicchi

Bologna, 28 ottobre 2020 - Attenzione, sacrificio e speranza. Questi i concetti più importanti richiamati, nella sua ultima diretta Facebook di oggi pomeriggio, da Sergio Venturi, già assessore regionale alle Politiche per la Salute e Commissario regionale ad acta, nei mesi della prima ondata, per la gestione dell'emergenza Coronavirus. A seguire il breve intervento, sotto una pioggia di cuori e pollici alzati, si sono radunati quasi 600 cittadini, che, a leggere i commenti, attendevano da tempo il ritorno sugli schermi del dottore.

Dopo avere spiegato le ragioni, "legate alla necessità di dare il buon esempio", di una rinuncia a proseguire il tour di presentazioni del suo ultimo libro ('La goccia del colibrì, edito da Pendragon) arrivata quando ancora gli eventi erano concessi, Venturi ha quindi condiviso il proprio punto di vista sull'attuale operato delle autorità di viale Aldo Moro e sulla situazione legata al nuovo aumento dei contagi.

"La Regione sta facendo ciò che è necessario, aggiungendo le limitazioni agli incontri interpersonali alla triade formata da mascherine, distanziamento e igiene delle mani - ha affermato l'ex assessore -, ma serve, anche stavolta, che tutti diano una mano, con rispetto, responsabilità e spirito d'unione".

Questo tenendo ben presente che "la quota di 21mila tamponi giornalieri raggiunta dall'Emilia-Romagna rappresenta un traguardo notevole" e che "al netto del ritorno del virus e degli occhi da tenere bene aperti, siamo ormai sulla strada giusta".

Il riferimento, in questo caso, è al fatto che "nei primi mesi del 2021 saranno a disposizione anticorpi monoclonali specifici" e "alla fase 3, quella di finale, raggiunta dalla sperimentazione effettuata in Stati Uniti ed Europa di 10 nuovi vaccini".

Quindi, nonostante "la pazienza di cui dobbiamo ancora una volta armarci" e a dispetto dei "sacrifici duri ma necessari imposti a categorie professionali come quelle dei baristi e ristoratori", ora "serve anche guardare al futuro, per lanciare un messaggio di fiducia nel domani utile quanto l'attenzione richiesta oggi".