Luigi Ottaiano responsabile di Enel X
Luigi Ottaiano responsabile di Enel X

Bologna, 21 agosto 2019 - Enel X, la nuova divisione del Gruppo Enel che si occupa di mobilità elettrica, fa la parte del leone nella realizzazione della necessaria rete infrastrutturale. Enel X ha già installato 745 punti di ricarica in Emilia Romagna (di cui oltre 200 a Bologna e provincia, circa 120 a Modena e Reggio Emilia e relativi territori provinciali, 70 a Parma e provincia, circa 50 rispettivamente negli altri territori provinciali, 30 a Forlì Cesena) e 155 nelle Marche (69 tra Ancona e provincia, il resto distribuite sugli altri territori provinciali). A fine piano, nel 2022, prevede l’installazione in totale di circa 1.700 punti di ricarica in Emilia Romagna e circa 600 colonnine nelle Marche. I dati degli altri fornitori in Emilia Romagna. Iren: 66 punti di ricarica nelle proprie sedi (Piacenza 6, Reggio Emilia 24 e Parma 36). Il piano nei comuni: 5 a Reggio Emilia e a Piacenza, 11 a Parma. Hera ha previsto nei prossimi anni l’installazione, prevalentemente in Emilia Romagna, di 300 colonnine. Attualmente ne ha in funzione 35 che diventeranno un centinaio entro l’anno. EnerMia: 3 installate e 6 in fase di installazione.


Luigi Ottaiano, responsabile di Enel X per la mobilità elettrica in Italia, qualè il vostro obiettivo?

"Puntiamo ad installare 14mila colonnine entro il 2020 e 28mila entro il 2022. Complessivamente hanno già aderito circa 800 Comuni".

La situazione in Emilia Romagna?

«L'Emilia Romagna ha un grande vantaggio, si è avviata molto presto alla mobilità elettrica. Quando nel 2017 siamo partiti con il nostro piano nazionale, qui abbiamo trovato terreno fertile: l’Emilia Romagna rappresenta il 10% del totale nazionale».

Invece nelle Marche?

«Nel 2017 quando siamo partiti con il piano nazionale le Marche non avevano lo stesso passato dell'Emilia Romagna. Ma stanno recuperando terreno velocemente».

Dove installate le colonnine?

«Sia su suolo pubblico che in spazi privati ad uso pubblico. Lungo vie di grande comunicazione come la via Emilia abbiamo stazioni di ricarica veloce o ultraveloce. Col Progetto ‘Eva+’ le abbiamo installate prevalentemente nelle adiacenze dei caselli autostradali e nei centri urbani dove si pensa che un utente si fermi più a lungo: non ha senso invece installare apparati di potenze elevate».

Possono utilizzarle anche abbonati ad altri operatori?

«Certo, tutti, abbiamo la nostra app ‘JuicePass’ scaricabile sul telefonino o l’apposita tessera».

E mettersi una colonnina a casa?

«Si può, con le ‘JuiceBox’: apparati intelligenti venduti nei nostri negozi al costo di mille euro. Chi compra un’auto elettrica cerca proprio di ricaricare la batteria a casa».

Quanto ci vuole per ricaricarne una?

«Dipende da tanti fattori: il tipo di batteria e di adattatore dell’auto e la tipologia della struttura di ricarica. In determinati casi può bastare anche solo mezz’ora».

Facciamo un esempio: se devo andare da Parma a Rimini ho l’autonomia sufficiente?

«Dipende dalla macchina. Con una city car dovrò fare una ricarica, ma troverò adeguati punti di ricarica lungo il percorso. Con una vettura pensata per fare viaggi un po’ più lunghi no, perchè ormai la maggior parte delle auto elettriche non va sotto i 300 chilometri minimi di autonomia. Alcune raggiungono anche i 400-500 chilometri».