Pm10, livelli alti in Emilia Romagna (fonte Arpae-OpenStreetMap)
Pm10, livelli alti in Emilia Romagna (fonte Arpae-OpenStreetMap)

Bologna, 16 novembre 2020 – Spostamenti limitati in Emilia Romagna, da ieri zona arancione. Ma non è solo colpa del Covid. L'emergenza riguarda anche la qualità dell'aria. Tre le parole chiave in questo senso: Pm10, smog, traffico. Le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena saranno infatti sottoposte fino a giovedì 19 novembre ai divieti antismog previsti dalle norme regionali, visti i ripetuti sforamenti dei limiti sulle Pm10, superati per almeno tre giorni consecutivi. Analogo provvedimento nella Città metropolitana di Bologna e a Imola

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ll dato peggiore di ieri si è registrato proprio nel capoluogo regionale, con una concentrazione media giornaliera di 79 microgrammi per metro cubo di polveri alla centralina dei Giardini Margherita. Ma tutte le province della regione hanno fatto segnali valori fuori soglia durante il weekend. A Rimini e Ravenna, inece, i livelli di Pm10 sono tornati nei limiti consentiti e quindi le misure extra cessano oggi.

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Bologna e Imola, scatta il blocco del traffico per i diesel euro 4

I dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio e diffusi da Arpae, segnano, per la prima volta dall’inizio dell’attuale stagione termica, il superamento per tre giorni consecutivi dei limiti delle polveri Pm10 in molte zone della regione compresa quella di Bologna. I valori medi registrati non raggiungono picchi elevati come accaduto solo 10 giorni fa in alcune zone ma sono comunque superiori al limite di legge dei 50 µg/m3.

Pertanto, come previsto dagli accordi regionali, da domani, martedì 17 novembre, a giovedì 19 compreso, a Bologna, Imola e nei comuni dell’agglomerato, entreranno in vigore le misure emergenziali per abbassare i livelli di inquinamento.

Queste le  misure emergenziali, in vigore da domani, che si aggiungono alle limitazioni alla circolazione già previste dal lunedì al venerdì: divieto di circolazione per i diesel euro 4, divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle, abbassamento del riscaldamento fino a un massimo di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali, divieto di combustione all’aperto, divieto di sosta con motori accesi, divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.

Le limitazioni riguardano i Comuni dell'agglomerato di Bologna (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa) oltre a Bologna e Imola.

Sono previste deroghe a tutela di particolari necessità quotidiane: esentati, fra gli altri, lavoratori turnisti, chi si sposta per cura e assistenza, chi accompagna i figli a scuola e i meno abbienti con Isee annuo fino a 14mila euro.

In tutti i Comuni (esclusi quelli montani) è invece sempre valido – da ottobre a marzo – lo stop agli impianti a biomassa legnosa per il riscaldamento domestico inferiori a 3 stelle (compresi anche i caminetti a legna aperti).

Le misure anti smog a Modena

Per Modena si tratta di una conferma delle misure in vigore nei giorni scorsi, per le altre province i divieti, con lo stop alla circolazione anche ai veicoli diesel euro 4 nelle aree urbane, scattano da domani.

A Modena, come informa il Comune, il prolungamento è stato deciso da Arpae, come stabilisce il Pair 2020 della Regione Emilia Romagna, a causa del perdurare del periodo di superamento del valore limite giornaliero delle polveri sottili Pm10. Le misure emergenziali, ricorda sempre il municipio modenese, resteranno in vigore fino a giovedì 19 novembre, prossimo giorno di controllo.

Il raggiungimento e il mantenimento del livello di allerta sono segnalati con un bollino rosso nel Bollettino emesso lunedì 16 novembre da Arpae. Previsti anche il divieto di utilizzo di biomasse per il riscaldamento delle unita' immobiliari dotate di riscaldamento multicombustibile, l'obbligo di ridurre di almeno un grado la temperatura negli ambienti di vita riscaldati (massimo 19 gradi, più due di tolleranza, nelle case, negli uffici, nei luoghi per la attività ricreative o di culto, nelle attività commerciali e nelle attività sportive e fino a 17 gradi, più due di tolleranza, nelle sedi di attività industriali e artigianali), con l'esclusione di ospedali, cliniche, case di cura e istituti scolastici; il divieto di bruciare sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola in tutto il territorio comunale, vietato anche utilizzare riscaldamento a biomasse (legna, cippato) nelle unità immobiliari dotate di sistema multicombustibile. Attivo, elenca infine il Comune di Modena, anche il divieto di spandimento liquami, con l'eccezione dello spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo.