Coronavirus
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Bologna, 29 maggio 2020 –  E' un saliscendi e lo si poteva immaginare. Il bollettino sul Coronavirus del 29 maggio segna un calo dei nuovi contagi in Emilia Romagna (grafici): dopo i 74 registrati ieri, oggi sono 38. Così, dall'inizio dell'epidemia i casi di positività al Covid diventano 27.739. Dei nuovi contagi, 24 derivano dall’attività di screening realizzata dalla Regione su persone asintomatiche tramite test sierologici e tamponi.  

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Sono 6.213 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, che portano il dato complessivo a quota 316.909, a cui si aggiungono 6.908 test sierologici. Un allargamento dell’azione regionale utile a mappare l’andamento del contagio e a scopo preventivo, scovando il virus fra gli asintomatici. Purtroppo, si registrano altri 8 decessi: 2 uomini e 6 donne.

La mappa del contagio

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.475 a Piacenza (nessun caso in più), 3.513 a Parma (+9), 4.945 a Reggio Emilia (+10), 3.909 a Modena (+1), 4.612 a Bologna (+8); 394 le positività registrate a Imola (nessun caso in più), 992 a Ferrara (+5). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.899 (+5), di cui 1.026 a Ravenna (+2), 943 a Forlì (nessun caso in più), 778 a Cesena (+1), 2.152 a Rimini (+2).

I decessi

Purtroppo, si registrano 8 nuovi decessi: 2 uomini e 6 donne. Complessivamente, in Emilia Romagna sono arrivati a 4.102 I nuovi decessi riguardano 2 residenti nella provincia di Reggio Emilia, 2 in provincia di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 2 in quella di Forlì-Cesena (1 nel Forlivese e 1 nel Cesenate), 1 in quella di Rimini. Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Parma, Modena, Ravenna e da fuori regione. 

I guariti

Le nuove guarigioni sono 216, per un totale di 20.073: il 72,4% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 3.564 (-186).

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.059 (l’86% di quelle malate), -165 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 76 (-1). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 429 (-20).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 20.073 (+216): 999 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 19.074 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

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Indice Rt 0,55

L'Emilia Romagna ha un indice Rt pari a 0,55. Si tratta del dato che misura quante persone può contagiare ogni malato di Covid-19.  È uno dei principali risultati del monitoraggio degli indicatori della cosiddetta Fase 2 per la settimana tra il 18 e il 24 maggio.

Bonaccini: "No al passaporto sanitario"

“No al passaporto sanitario: sarebbe ingestibile, ma come fai? Ci vuole una misura nazionale, uno non la può decidere a misura del proprio territorio. Poi come fai a gestire? Dobbiamo anche stare attenti a non dare dell'untore a una Regione piuttosto che ad un'altra”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, durante una videointervista sulla pagina Facebook di Cantiere Bologna.

Campagna test sierologici, si allarga la platea

La campagna di screening sierologici voluta dalla Regione Emilia Romagna per ‘dare la caccia’ al virus sul territorio va avanti e si rafforza: ad essere testati, infatti, saranno anche - come anticipato ieri dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini - i sacerdoti, i donatori di sangue, i farmacisti convenzionati, gli operatori delle associazioni nel sistema delle ambulanze, oltre a taxistiautisti di auto con conducente e operatori del trasporto pubblico del settore ferroviario e su gomma individuati dalle rispettive aziende.

L’allargamento della platea delle persone interessate dalla nuova batteria di test, che saranno eseguiti sempre su base volontaria, è stato deciso dalla Regione e messo nero su bianco in una circolare della direzione generale dell’assessorato alle Politiche per la salute.

“Abbiamo voluto fare un ulteriore passo avanti nella lotta al virus, perché i risultati ottenuti finora indicano che la scelta dei tamponi a tappeto e dei test sierologici diffusi sul territorio è stata giusta - spiega l’assessore Donini -. Naturalmente l’adesione allo screening è volontaria, ma di grande valore sanitario, perché ci permette di conoscere meglio le modalità di circolazione del virus e il rischio di diffusione in specifici ambiti di popolazione che, come in questo caso, hanno contatti sociali più frequenti e diffusi. I test sierologici costituiscono uno strumento di grandissima utilità nell’impostare le strategie future di contrasto e prevenzione, quindi è auspicabile che aderiscano a questa proposta quante più persone possibili”.

I test sierologici consentono infatti di capire, attraverso la presenza degli anticorpi, se la persona ha avuto contatti con il virus e di tracciarne così una sorta di mappatura sul territorio. Se il risultato è positivo, si procede con l’effettuazione del tampone per verificare se la malattia è in corso; se anche il tampone risulta positivo, viene attivata la presa in carico che contempla l'osservazione, l’isolamento del paziente e l'eventuale terapia.

I soggetti testati dagli screening

Con questo ulteriore allargamento, si estende la platea delle persone testate in Emilia Romagna con lo screening sierologico, che comprende: per il settore sanitario, i dipendenti privati accreditati e tutti i sanitari convenzionati (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale e di medicina territoriale), i farmacisti convenzionati, gli operatori dei servizi socio-sanitari e delle associazioni nel sistema delle ambulanze; donatori di sangue (per i quali andranno concordate le modalità di effettuazione con i presidenti provinciali delle rispettive associazioni).

Per quanto riguarda i lavoratori coinvolti in scenari operativi a rischio, la possibilità di partecipare allo screening è confermata per i diversi operatori pubblici della sicurezza (forze dell’ordine, vigili del fuoco, guardie carcerarie, vigili urbani, prefetture, magistratura, e analoghi), a cui si aggiungono con quest’ultimo allargamento i sacerdoti, gli operatori del trasporto pubblico del settore ferroviario e su gomma individuati dalle rispettive aziende e gli operatori del trasporto pubblico non su linea (taxi e noleggio con conducente).

Prosegue, infine, la campagna di screening sierologici sulle popolazioni delle aree più colpite dall’epidemia: provincia di Piacenza, Rimini e comune di Medicina