Coronavirus, termocamera per misurare la temperatura (Cristini)
Coronavirus, termocamera per misurare la temperatura (Cristini)

Bologna, 20 maggio 2020 - Hanno superato la cifra di 4mila i morti per Coronavirus in Emilia Romagna dall'inizio dell'epidemia, i casi di positività nella nostra regione invece sono complessivamente  27.364, 50 in più rispetto a ieri su 6.162 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 274.362.

Per quanto riguarda i decessi, sono 11 in più rispetto a ieri e sono 4.008 dall'inizio della crisi. Quelli di oggi riguardano un residente nella provincia di Piacenza, due in quella di Parma, uno in quella di Reggio Emilia, uno in quella di Modena, due in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), uno in quella di Ferrara, uno in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese), due in quella di Rimini. Nessun decesso tra i residenti nella provincia di Ravenna e da fuori Regione.

Coronavirus, la mappa del contagio in Emilia Romagna il 20 maggio

Questi i casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.447 a Piacenza (11  in più rispetto a ieri), 3.412 a Parma (10 in più), 4.910 a Reggio Emilia (10 in più), 3.880  a Modena (1 in più), 4.510 a Bologna (8 in più); 391 le positività registrate a Imola (dato invariato), 983 a Ferrara (3  in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.831 (7 in più), di cui 1.017 a Ravenna (2 in più), 939 a Forlì (1 in più), 768 a Cesena (dato invariato), 2.107 a Rimini (4 in più).

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Gli altri numeri

Le nuove guarigioni oggi sono 271 (18.258 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 5.098 (-232).

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.376, - 185 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 96 (-3). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-44).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 18.258 (+271): 1.640 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 16.618 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

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Il Covid in un neonato già il 26 febbraio a Parma

Primo caso di isolamento da un lattante di 7 settimane del SarsCov-2. Il campione naso-faringeo del lattante, ricoverato, è pervenuto al laboratorio il 26 febbraio. Ciò dimostra che "la circolazione del nuovo virus nella popolazione pediatrica avveniva già prima dell'epidemia riconosciuta in città" e supporta l'ipotesi che "nei bambini la circolazione del virus è spesso misconosciuta". L'isolamento è stato effettuato all'Università di Parma ed il dato è pubblicato su 'International journal of infectious diseases'.

Lo studio Ue sugli anticorpi, Emilia Romagna protagonista 

A Reggio Emilia si studiano gli anticorpi al Covid-19. Si tratta di un progetto di valutazione dei test sugli anticorpi al virus Sars-CoV-2, cioé i sierologici, promosso da Eunetha, la rete europea per la valutazione delle tecnologie sanitarie. A guidarlo la Regione Emilia-Romagna, attraverso l'azienda Usl Irccs di Reggio Emilia con quattro suoi professionisti. "L'obiettivo del progetto- spiega l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini - è assicurare alla comunità scientifica un aggiornamento costante sull'accuratezza dei test e sul loro uso in diversi scenari. Un tema, questo, "su cui la nostra Regione si è spesa molto, attivando celermente un piano ben preciso proprio sui test sierologici. In una situazione in continua evoluzione come quella che stiamo vivendo - prosegue ancora l'assessore - è fondamentale dare nuove risposte e soluzioni".
 

Lo studio, che ha l'obiettivo di indicare quale sia l'efficacia dei test anticorpali per il virus Sars-CoV-2 (i cosiddetti test sierologici), fa parte del progetto Eunetha dedicato al Covid-19. In primo luogo, si valuterà quale sia la modalità  più adatta per realizzare un programma di screening che permetta di monitorare nel miglior modo possibile la trasmissione del contagio, sia nella popolazione generale, che tra i soggetti a maggiore rischio di esposizione (per esempio, gli operatori sanitari).

Il progetto punterà anche a dare indicazioni su come rendere tempestiva e affidabile la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2. Cercherà inoltre di individuare la tipologia di test che dovrebbero essere utilizzati per seguire in tempo reale il decorso della malattia, in modo da supportare il personale sanitario sulle decisioni relative al trattamento, al ricovero, alla dimissione e al rientro nella comunità.

Altrettanto importante sarà capire se effettivamente i test siano uno strumento diagnostico per poter certificare con sicurezza se ci sia o meno un rischio di trasmissione nei pazienti che si sono ripresi dall’infezione, e se gli anticorpi garantiscano o meno l’immunità ai soggetti che sono stati colpiti dal virus.

I risultati della valutazione verranno pubblicati nel mese di giugno.

Soluzioni anti Covid, finanziati 30 progetti di ricerca

Nuovi tipi di mascherine protettive, braccialetti elettronici per la gestione dei parametri vitali e del distanziamento, pellicole antibatteriche e antivirali, imballaggi monouso per disinfettanti, respiratori a basso costo, sistema di controllo e gestione accessi agli impianti sportivi con controllo di temperatura.

Sono alcune delle soluzioni innovative studiate da aziende e da laboratori di ricerca dell’Emilia-Romagna in risposta al bando della Regione Emilia-Romagna, che ha promosso progetti di ricerca e sviluppo sperimentale per la messa a punto di prodotti, servizi, soluzioni tecnologiche per contrastare l’epidemia da Covid-19.

Si tratta dei primi 30 progetti ammessi a contributo, relativi alla prima ‘call’ del bando regionale, dal costo complessivo di 4,2 milioni di euro, a cui la Regione contribuirà attraverso Fondi europei (Por-Fesr) con 3,1 milioni di euro. Di questi progetti finanziati, 27 sono stati presentati da imprese (di cui 19 fra micro e piccole imprese) e 3 da laboratori della Rete Alta Tecnologia.

Le tre ‘call’ effettuate dalla Regione a partire dal 27 aprile, hanno portato alla presentazione di ben 199 i progetti da parte di imprese e laboratori di ricerca: 153 presentati da imprese e 46 da laboratori della Rete regionale Alta Tecnologia, per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro, ed un contributo richiesto di 19,5 milioni. Una dimostrazione di grande creatività e soluzioni altamente innovative per contrastare la pandemia.

"Oggi, a soli 30 giorni dall’annuncio del bando - ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-, siamo già in grado di dare il via libera ai primi 30 progetti per realizzare soluzioni di contrasto alla diffusione del covid19. Si tratta di un nuovo ‘colpo’ del bazooka regionale per la ripartenza della nostra economia".

Tra i progetti, uno propone lo sviluppo di una maschera protettiva facciale con visiera trasparente per uso in ambiente sanitario, prodotta attraverso una tecnica di stampaggio ad ‘iniezione-compressione’, realizzata con polimeri facilmente reperibili sul mercato. Un’altra azienda, propone invece di creare una pellicola che, trattata con nanotecnologie, sia in grado di acquisire anche caratteristiche antibatteriche e antivirali. E ancora, un progetto si propone di sviluppare una macchina che consentirà di confezionare gel disinfettante in bustine monodose innovative facilmente apribili grazie all’utilizzo di sole tre dita.

I progetti saranno monitorati e dovranno concludersi entro 6 mesi dall’approvazione del finanziamento, ed i risultati dovranno consentire lo sviluppo di soluzioni concrete e di tempestiva applicazione, che possano avere la più ampia diffusione e ricaduta su tutto il territorio regionale.

Premio ai sanitari impegnati nella lotta al Covid

Si allarga la platea dei beneficiari del riconoscimento economico che la Regione ha deciso di assegnare al personale sociosanitario impegnato durante l’emergenza Coronavirus. A beneficiare dell’integrazione voluta dalla Giunta regionale sarà anche il personale dell’Ospedale di Sassuolo (Modena) e dell’Istituto di Montecatone (Bologna).

Una decisione motivata dal fatto che in tutti due i casi si tratta di strutture ospedaliere con partecipazione maggioritaria pubblica, e che rientrano nelle reti assistenziali pubbliche; quindi l’allargamento è in linea con i criteri che erano stati fissati attraverso l’accordo sindacale siglato a inizio aprile, con cui si destinavano 65 milioni di euro in favore di medici, infermieri, operatori sociosanitari per il lavoro straordinario messo in campo nel periodo più intenso dell’emergenza.