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9 ott 2020

Bollettino coronavirus oggi 9 ottobre, impennata di contagi e 3 morti in Veneto

Quasi 600 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Zaia ha ricordato l'importanza della Banca del Plasma come cura sperimentale per i malati Covid

 

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Coronavirus, bollettino del 9 ottobre. Boom di contagi in Veneto (Zeppilli)

Venezia,9 Ottobre 2020 - Aumentano ancora i contagi, 595 i nuovi riscontri di positività al coronavirus in Veneto nelle ultime 24 ore, che portano il totale 30.504 (ieri l'incremento era stato di 491 casi).

Sale di 391 unità il numero di persone attualmente positive, che arrivano a toccare quota 5474. Nelle ultime 24 ore si registrano inoltre 3 decessi (dai 2206 di ieri ora sono 2209). I ricoverati positivi, che ieri erano 232, ora sono 229 (-3), di cui 208 in area non critica (-5) e 21 in terapia intensiva (+2). Sono 334 in totale i ricoverati, tra positivi e negativizzati, di cui 30 (+1) in Terapia Intensiva e 304 (+7) in area non critica.

Aggiornamento: i numeri del 10 ottobre

Cresce il numero dei soggetti in isolamento domiciliare in Veneto, attualmente 11281 (+347) così suddivisi (tra parentesi il numero di quelli che presentano sintomi, n.d.r.): Belluno 902 (20), Padova 1205 (13), Rovigo 423 (16), Treviso 2548 (27), Venezia 2270 (16), Verona 2485 (62), Vicenza 1448 (16).

Dalla pagina Facebook il Presidente Luca Zaia ha ricordato l’importanza della Banca del Plasma, come soluzione sperimentale per la cura dei malati di Coronavirus. La Banca è attiva da quattro mesi in Veneto. “Dico a tutti i colleghi di accumulare sacche di sangue - aveva dichiarato il Presidente in una intervista alle trasmissione ‘Le Iene’ nel mese di maggio-. Parliamo di professioni che hanno curriculum da paura. Davanti ad un malato il risultato è incoraggiante e va perseguito”.

Nella recente intervista ha confermato di aver iniziato il progetto. “Abbiamo iniziato a maggio e abbiamo contattato 3235 pazienti guariti. Di questi 1248 sono risultati idonei a donare il plasma”. Il presidente ha inoltre dichiarato le uniche difficoltà sono rappresentate dalla disponibilità delle persone. “Da un punto di vista autorizzativo non c’è nessun problema a creare una Banca del Plasma. L’unica fatica è chiedere disponibilità a chi è guarito da Covid”. Alla domanda sul perchè nessuno abbia avuto da ridire sui farmaci ha commentato: “Probabilmente perchè il farmaco è una sorta di fast food, hai un pacchetto già testato e validato. Il sistema di distribuzione funziona. Una modalità codificata, a differenza del plasma iperimmune prevede un minimo di impegno cerebrale per organizzare il sistema”.

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