Bologna, 26 febbraio 2021 – Nessun allentamento, ma uno spiraglio per la cultura. Dopo l'informativa al Senato con cui il ministro Speranza ha spiegato l'approccio del Governo per quanto riguarda le misure anti-Covid, prende forma il nuovo Dpcm, il primo a firma Draghi, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile prossimi. Oggi la bozza è arrivata ai presidenti delle Regioni dopo un nuovo incontro della cabina di regìa.

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Preoccupa la variante inglese e il dato sulla diffusione del contagio, anche per i più giovani. Nessun allentamento, dunque, neanche a Pasqua. Rimane il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, si prevede la chiusura di palestre e piscine, mentre è consentito praticare sport all'aperto. Le piste da sci restano chiuse fino al 6 aprile, dunque salta la stagione. Saracinesce abbassate dopo le 18 per bar e ristoranti. Resta invece consentita "senza limiti di tempo la ristorazione negli alberghi e in tutte le altre strutture ricettive, limitatamente ai propri clienti che siano ivi alloggiati". Stop a sale gioco, sale scommesse e parchi divertimenti; chiusi anche barbieri e parrucchieri in zona rossa.

Il nuovo Dpcm conferma anche il divieto di spostamento tra regioni o province autonome, "salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità, o per motivi di salute". Inoltre, non possono lasciare il proprio domicilio le persone che manifestano sintomi da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5 gradi).

Viene invece cancellata dalla bozza la misura - citata nel precedente documento, secondo cui - "con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Nel nuovo provvedimento restano comunque "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose". 

Fiere, congressi e discoteche restano chiuse anche in zona bianca. "Restano sospesi gli eventi - si legge nella bozza - che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso".

Il governo conferma l'apertura delle scuole superiori fino a un minimo di 50% in presenza, fino a un massimo del 75%. Ma fonti di Governo puntualizzano che la questione è in realtà ancora aperta, tanto che è stato chiesto un parere tecnico al Cts per valutare l'impatto delle varianti sul sistema scolastico.

La decisione non è definitiva, il governo aspetta infatti il parere del Cts sulle nuove varianti. "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado – si legge nella bozza - adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza". Nel testo, di differente rispetto al precedente Dpcm, è inoltre riportato che "al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa".

"Le università, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, predispongono, in base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza, che tengono conto delle esigenze formative e dell'evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'università e della ricerca".

La riapertura dei musei e delle attività culturali è prevista per il 27 marzo, con accesso su prenotazione. "A far data dal 27 marzo 2021 - si legge nel testo -, il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l'ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo".

Sempre dal 27 marzo via libera all'apertura di cinema e teatri dal 27 marzo, in zona gialla, come aveva chiesto il ministro alla Cultura, Dario Franceschini. Un via libera con numerosi paletti, anche sulla capienza, e che sarà comunque riesaminato 15 giorni prima. Nella bozza infatti si legge che "gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala". Restano invece sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto di queste condizioni.

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Quanto al sistema dei colori delle regioni, viene istituito presso il Ministero della salute un tavolo tecnico di confronto, costituito con decreto del Ministro della salute, composto da rappresentanti del Ministero della salute, dell'Iss, delle Regioni e delle Province autonome su designazione del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché da un rappresentante del Ministro per gli affari regionali e le autonomie per procedere all'eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione di rischio.

Ci saranno incontri più frequenti con le Regioni e, prima importante novità, da ora le nuove eventuali misure di chiusura non scatteranno più dalla domenica, ma dal lunedì successivo in modo da permettere alle attività economiche di organizzarsi e di non perdere il weekend di lavoro.

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Bonaccini: "Alcuni primi passi avanti"

Soddisfatto del confronto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha parlato di "alcuni primi passi avanti" e di "disponibilità a far lavorare il gruppo tecnico per la revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio". Ma occorre fare di più, soprattutto accelerare sui vaccini e lavorare in un'ottica di lungo respiro in modo che, in certe condizioni epidemiologiche e in sicurezza, alcune attività possano riaprire".

All'incontro c'era anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha evidenziato come il mese di marzo sia destinato a essere molto difficile sul piano epidemiologico secondo le stime degli esperti. Non ci sarebbero, quindi, le condizioni per alcun allentamento delle misure.

La bozza in Pdf

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