Maria Grazia Catellani è stata segretaria provinciale della Fimp
Maria Grazia Catellani è stata segretaria provinciale della Fimp

Modena, 30 novembre 2021 - "Non bisogna fare allarmismo, ma i genitori non devono sottovalutare il malessere del proprio bambino piccolo". Perché dietro a una banale influenza potrebbe celarsi l’epidemia dovuta al Vrs, il virus respiratorio sinciziale. L’invito è della pediatra Maria Grazia Catellani, che osserva il repentino incremento di casi di bronchiolite e di ricoveri. Secondo l’ex segretaria provinciale Fimp, bisogna continuare a tenere alta la guardia, perché "i bambini sono super diffusori" dei virus, compreso il Covid.

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Dottoressa questo aumento di ricoveri per bronchiolite la preoccupa?
"Effettivamente ci sono parecchi bambini ammalati, un’anomalia rispetto gli anni passati quando il fenomeno veniva avvertito dopo il periodo natalizio. Le bronchioliti sono lo spauracchio di noi pediatri. Si tratta di infezioni che iniziano con un raffreddamento: parecchi bambini più grandi guariscono spontaneamente, a casa, facendo molti lavaggi nasali, mentre una parte purtroppo peggiora e lo fa in tempi abbastanza rapidi".

Quindi si può parlare già di emergenza?
"Bisogna sempre tenere monitorata la situazione. Quest’anno abbiamo avuto un’esplosione di casi di influenza perché veniamo da un periodo di lockdown durante il quale è diminuito parecchio il passaggio di forme virali dall’adulto al bambini. Però poi c’è stato un allentamento delle misure restrittive, i fratellini hanno ripreso ad andare all’asilo, i genitori hanno ripreso a lavorare fuori ed è un po’ calata l’attenzione delle persone; così le malattie infettive hanno cominciato a circolare di più".

Cosa devono fare i genitori di un bimbo influenzato?
"Prima di tutto va tenuto molto controllato. Bisogna misurare frequentemente la temperatura e se il bambino ha oltre 38 di febbre e ha meno di 6 o 8 mesi è molto importante mettersi in contatto con il pediatra. Bisogna cercare di fare frequentissimini lavaggi nasali. Controllare se mangia, perché rifiutare l’alimentazione è un campanello d’allarme. Stessa cosa per il respiro più difficoltoso: bisogna guardare il suo torace, controllare che non abbia rientramenti sottocostali e che non fatichi a respirare. Inoltre bisogna monitorare che non sia molto abbattuto: il bambino che non ride, che è meno vivace e che non gioca vuol dire che non sta bene. Non bisogna aumentare l’allarmismo ma l’attenzione sì. Anche solo un raffreddore nel bambino piccolo può provocare un peggioramento".

Si può prevenire?
"Certo, continuando a mantenere i comportamenti e le norme igieniche che abbiamo imparato col Covid: uso delle mascherine, se possibile anche per i più piccoli, evitare gli assembramenti e lavare frequentemente le mani".

Anche i casi di Covid nei bambini sono in aumento.
"Purtroppo era prevedibile. C’è una circolazione maggiore del virus che ha più facilità di diffondersi nella popolazione che adesso non è vaccinata e che utilizza in forma minore i dispositivi di sicurezza. Ricordiamo che i bambini sono grandi diffusori: possono andare dai nonni e possono infettarli".

Per questo i pediatri sono a favore della vaccinazione anche per i più piccoli?
"Certo, dobbiamo promuoverla in modo deciso per proteggere prima di tutto i bambini ma anche per il bene della società. Nelle prossime settimane occorrerà lavorare molto anche sulla comunicazione per cercare di convincere le famiglie. Perché se non vacciniamo i bambini piccoli e se non vacciniamo le popolazioni più povere, come ci insegna la diffusione della variante in Africa, non sappiamo quanto tempo durerà la pandemia".