I virologi Clementi, Silvestri e Burioni
I virologi Clementi, Silvestri e Burioni

Ancona, 12 giugno 2020 - La ritirata del virus equivale al tramonto (provvisorio) dei virologi. Le polemiche di queste ultime settimane hanno messo in discussione e forse in crisi anche un punto di forza della regione Marche. Così piccola ma così piena di esperti di virologia. Soprattutto in prima linea nello studio e nel commento della vicenda di una malattia senza precedenti o quasi da più di un secolo. Con Massimo Clementi (Jesi), Guido Silvestri (Senigallia) e Roberto Burioni (Pesaro) infatti la nostra regione ha retto la prima linea nello studio, ma anche nelle dichiarazioni di quanto accadeva. D’altra parte schierare Massimo Clementi, il direttore del laboratorio di virologia e microbiologia del San Raffaele, con a fianco Guido Silvestri, direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia dell’Università Emory di Atlanta, e il più noto e famoso di tutti, Roberto Burioni, virologo al San Raffaele, ma soprattutto ospite a più riprese della televisione nella battaglia pro-vaccini prima e nella sfida con il coronavirus poi.
 

I tre virologi marchigiani non sono in competizione tra loro, anzi si considerano amici oltre che colleghi, soprattutto Silvestri e Burioni, che sono anche coetanei. Il fermignanese-pesarese Burioni è finito nella bufera. Dove peraltro si trovava benissimo qualche anno fa, quando ha retto quasi da solo la battaglia contro i novax diventati numerosi anche nella sua terra. E capaci recentissimamente di presentare esposti penali con decine di firme nei suoi confronti. Il ruolo di quasi star della televisione come ospite domenicale alla trasmissione "Che tempo che fa" lo ha trasformato in un facile bersaglio per i nemici del passato e per quelli dell’oggi.

Dopo le critiche sulla ridotta trasparenza dei suoi diversi ruoli, Burioni ringrazia per la solidarietà ricevuta: "Per amor di verità – dice – la mia decisione di sparire dai media e dai social un secondo dopo la fine del programma di Fabio Fazio risale a molto tempo fa. Diciamo che gli avvenimenti degli ultimi giorni – conclude – hanno confermato che la mia scelta è stata giustissima".

D’altra parte chi si espone diventa un obiettivo e lo ha capito anche Guido Silvestri, senigalliese, esperto in Aids, che insegna negli Usa, ad Atlanta. "Scrivere post molto letti presenta delle seccature. Tipo gli attacchi di chi travisa le tue parole", dice Silvestri che ha ottenuto un grande seguito con il suo blog. "Pillole di ottimismo". Con centinaia di followers e la pubblicazione di studi scientifici di ottimo livello. "Grave è l’attacco portato contro Roberto Burioni, a cui esprimo la mia solidarietà più assoluta – dice Silvestri – insieme a quella dell’associazione Patto Trasversale per la Scienza. Capisco che sia una figura che possa dare fastidio, vista la sua visibilità mediatica unita alla sua proverbiale schiettezza. Ma trovo questi attacchi ingiusti, assurdi e pretestuosi. Burioni – aggiunge – ha fatto tantissimo per promuovere la scienza in Italia. Come ha scritto Science, se non ci fosse lui saremmo ancora a Red Ronnie e Brigliadori che parlano di vaccini alla Rai. Il Paese intero ha imparato dalla sua infaticabile opera di divulgazione. Durante la pandemia ha fatto un lavoro straordinario di informazione scientifica. Inoltre ha devoluto i proventi dei suoi libri alla Associazione “Carlo Urbani”".

"Oggettivamente non ho ben compreso il perché di questa campagna mediatica. Lo definirei un brutto giornalismo". Così il virologo jesino Massimo Clementi difende Roberto Burioni. "Non c’è nulla di illegale in quello che viene attribuito a Burioni – aggiunge Clementi –. Parliamo di un professionista a cui viene chiesta una consulenza e la fa. Io con Burioni sono più di 20 anni che lavoro insieme, su tanti aspetti. E non posso che difenderlo. Poi può essere simpatico o antipatico, ad esempio ai no vax. E’ stato attaccato sulle sue posizioni sulle vaccinazioni. Io ho sempre condiviso queste sue posizioni. Trovo tutto questo attacco mediatico molto strano". Il fronte dei virologi marchigiani regge alla bufera. Al massimo Roberto Burioni potrà riflettere come la comunicazione sia uno strumento molto infido, a cominciare dalla televisione. Dove apparire troppo può fare del male.