Bologna, 5 febbraio 2021 - ‘Vuoi un invito?’. Questa una delle frasi più ricorrenti, tra i giovani di tutto il mondo, negli ultimi giorni. E non si tratta certo di un invito a cena o a una chat di Fantacalcio. Si tratta di Clubhouse, la app creata da Paul Davison e Rohan Seth già nell’aprile dell’anno scorso. Come spesso succede, però, in questo universo digitale appena l’applicazione è arrivata sui radar dei grandi investitori Usa è oggi sulla bocca degli utenti di mezzo mondo.

Non ci sono primi piani, foto di paesaggi, selfie e #throwback come succede su Instagram. Non ci sono video montati, balletti di gruppo come per Tik Tok, l’ultima app più famosa né stati di Facebook o tweet internazionali.

Tutto parte dalla voce e da discussioni di ogni tipo di argomento: dalla musica alla moda, dall’attualità alle tematiche ambientaliste. Gli utenti sono circa 2 milioni e si parla solo di quelli da IOS (non è ancora disponibile su Android), ci si può, dunque, aspettare una forte crescita di follower.

Clubhouse è organizzato in ‘stanze’, nelle quali gli utenti possono scambiarsi messaggi vocali. Una volta chiusa la stanza questi utenti non vengono registrati, ma spariscono. La caratteristica di riservatezza che avvolge questa app si va ad aggiungere ad un’altra peculiarità distintiva della piattaforma.

Non ci si può iscrivere liberamente, ma si accede solo per invito di un altro utente. Tutti possono dire la loro su un qualsiasi ‘claim’ a patto che l’invito venga accettato. Ogni ‘stanza’ ha un admin (un amministratore, come nei gruppi whatsapp per intendersi o in quelli privati di Facebook) che fa da moderatore principale.

L'app non accede alla voce dell'iscritto se la sua impostazione è in muto e i messaggi scompaiono non appena la stanza viene chiusa. Solo nel caso in cui caso vengano segnalate alcune violazioni degli standard richiesti (privacy e sicurezza) gli audio si mantengono per le verifiche necessarie.

Chi vuole accedere alla piattaforma deve registrarsi con i suoi dati permettendo di verificarne l’identità. L'iscrizione è possibile solo dopo aver compiuto la maggiore età.

Nella stanza si può essere moderatori, speaker o ascoltatori. Il moderatore ha l’oneroso compito di gestire la conversazione, invitare gli altri e dare o togliere loro parola. Gli speaker sono tutti quelli che sono abilitati a parlare e, infine, gli ascoltatori sono quelli che partecipano muti ed eventualmente possono chiedere la parola.

Come per ogni applicazione, i rischi sono sempre dietro l’angolo nel mondo virtuale: possono, infatti, crearsi episodi di cyberbullismo, di offese ed insulti.

I partecipanti ad una stanza tendono ad avere gusti e interessi simili. Potrebbe, quindi, succedere che alcuni contenuti offensivi passino ‘muti’ o inosservati perché condivisi dallo stesso gruppo che li ha creati.

Se queste situazioni dovessero essere scoperte e comprovate sarà la piattaforma stessa a prendere provvedimenti che variano da un ammonimento fino all'espulsione e alla segnalazione alle forze dell'ordine.