Bologna, 17 febbraio 2021 - Il futuro arancione dell'Emilia Romagna l'ha già segnato il presidente Stefano Bonaccini: “Il rischio è elevato”, ha ammesso durante l'intervista a Qn-il Resto del Carlino. L'indice Rt regionale è sempre più vicino all'1, trascinato da province come Bologna (compresa la zona di Imola) e Modena dove ha già sfondato il tetto. Ma nella lista delle regioni che stanno inesorabilmente scivolando verso maggiori restrizioni già dalla prossima settimana, ci sono anche le Marche che ieri hanno decretato, con ordinanza del presidente Francesco Acquaroli, la chiusura della provincia di Ancona.

Focus Colori regioni: chi rischia la zona arancione

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Una decisione che non ha comunque nulla a che vedere con le mini-zone rosse sul modello umbro, perché ad Ancona scuole e negozi restano aperti. Le regole che il governo sta pensando di allargare a tutta Italia, invece, prevedono scuola in Dad al 100 per cento e tutti i negozi chiusi, ad eccezione di alimentari, farmacie, tabaccai ed edicole. Nelle Marche, l'indice Rt è pericolosamente vicino all'1 e le prossime ore saranno determinanti: oggi l'incidenza dei nuovi positivi sui tamponi processati è balzato a 13,5% dal 9,2 di ieri.

Nella lista altre regioni che rischiano una bocciatura sono anche Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Dopo un periodo in cui quasi tutte le regioni sono state il giallo, i numeri del contagio stanno crescendo quasi ovunque: le scene di assembramenti filmate nelle città sono state quasi all'ordine del giorno. A spaventare, naturalmente, sono le varianti covid: quella inglese potrebbe prendere il sopravvento nel giro di poche settimane, se la catena non venisse interrotta con decisione. A Napoli ieri è stata individuata una nuova variante sconosciuta: ne è ammalato un uomo appena rientrato dall'Africa, dove era stato per motivi di lavoro. Ed è per questo che il via libera all'apertura di palestre e piscine non appare probabile, almeno nel breve periodo.

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