Bologna, 14 febbraio 2021 – Le tre regioni rimangono gialle, ma mentre le Marche registrano dati in linea con le settimane precedenti e il Veneto conferma il decremento di tutti i parametri, in Emilia-Romagna si nota un’inversione di rotta. Per questo è stata classificata come a rischio moderato, insieme alle Marche che lo erano già e ad altre otto regioni.

Il monitoraggio di venerdì 12 del Ministero della Salute prende in considerazione i dati sanitari della settimana dall’1 al 7 febbraio e viene sottolineato che “verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella seconda metà di gennaio”, poiché sono questi i tempi che intercorrono “tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica”. In linea di massima, “questa settimana si osserva una stabilità nel livello generale del rischio”.

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“Anche a causa della diffusione delle nuove varianti – ha detto il Direttore del Dipartimento di malattie infettive, Gianni Rezza – la cui prevalenza nel nostro Paese è di circa il 18% è bene mantenere comportamenti prudenti e il divieto di mobilità da una regione all'altra”. 

Le Marche sono dunque rimaste in zona gialla, ma il governatore Francesco Acquaroli ha rimandato a lunedì per nuove restrizioni anche alla luce dell'alta incidenza della variante inglese in alcune zone. 

Raffaele Donini, assessore alla salute, invece, ha detto sull’Emilia-Romagna gialla: "Siamo in una situazione ancora compatibile con la zona gialla, l'Rt è 0.94, ma i numeri stanno crescendo a causa della circolazione sul nostro territorio della variante inglese”. 

"Aspettiamo l'autorizzazione all'acquisto autonomo di vaccini da parte delle regioni", è la battaglia di Luca Zaia che vede l'Emilia Romagna al suo fianco. Il Veneto (confermato in zona gialla) ha deciso che lo sci ripartirà mercoledì 17 (e non lunedì 15 come nel resto d'Italia) e con impianti limitati al 30% della capacità di risalita.

Andiamo nel dettaglio e visioniamo tutti i dati del monitoraggio della settimana dall’1 al 7 febbraio.

Emilia-Romagna

Dopo tre settimane di dati in calo o stazionari, quel che si evince dall'ultimo monitoraggio Covid, è il ritorno ad un aumento di alcuni dati sanitari, seppur ancora contenuto per il momento. Sale l’Rt da 0.83 a 0.94, così come sale l’incidenza settimanale (numero dei contagi ogni 100mila abitanti) da 171 a 182. +481 per i casi settimanali: le nuove persone positive sono state, infatti, 8.152, a fronte delle 7.671 della settimana del 25-31 gennaio. L’inversione di trend è ben delineata e, come avevamo segnalato nella scorsa analisi del monitoraggio, è dovuta al campanello d’allarme dell’Rt. Mentre tutti i dati rimanevano stabili o continuavano a calare, l’indice di contagiosità è passato da 0.77 (al 13 gennaio) a 0.83 (al 20 gennaio).

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C’è però una notizia positiva: gli indici di occupazione dei reparti ospedalieri registrano un leggero miglioramento. Al 12 febbraio, le terapie intensive sono occupate al 23% (erano al 24% la settimana prima) e gli altri reparti Covid passano da 32% a 31%. Sono dati in linea con la media nazionale e solo due settimane fa erano molto vicini alle soglie di allarme.

L’andamento dell’epidemia è una corsa a livelli. Nel momento in cui un indice inverte la rotta, può succedere che trascini con sé anche gli altri. Per questo la valutazione di probabilità e la classificazione di rischio sono passate da basse a moderate. C’è la possibilità che le cose continuino a peggiorare.

L’Emilia-Romagna è rimasta gialla, ma l’Rt è vicino all’1 (soglia che se si sorpassa determina il colore arancione) e se anche i dati ospedalieri registreranno un peggioramento nel prossimo monitoraggio, sarà possibile un ritorno all’arancione. Intanto, da lunedì partono le prenotazioni per il vaccino riservato agli over 80.

Marche

Le Marche registrano una situazione sanitaria pressoché invariata da tre settimane consecutive. L’Rt rimane sotto l’1, ma è ballerino. Da 0.88 a 0.95 due settimane fa, fino all’ultimo dato ufficiale, che è 0.94. Del tutto invariate le percentuali di occupazione ospedaliera. Come la settimana scorsa, le terapie intensive sono al 32% (la media nazionale è al 24%); i reparti Covid non critici sono al 45% (30% a livello di nazione). Per questi dati la valutazione d’impatto rimane alta.

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I nuovi positivi Covid settimanali sono stati 2.336 (erano stati 2.346 a fine gennaio), mentre l’incidenza è passata da 155.09 a 154.43. È comunque un buon dato, se si guarda all’incidenza settimanale nazionale che è a 133.13. Visto questo equilibrio, la valutazione di probabilità di diffusione, (su Rt e aumento dei casi settimanali) è bassa. Moderata la classificazione di rischio, che guarda alla probabilità di diffusione.

Con questi dati le Marche hanno tutte le carte in regola per rimanere gialle, anche se l'ampia diffusione della variante inglese ad Ancona e nel Pesarese preoccupa non poco.

Veneto

Il Veneto conferma il decremento dei suoi parametri sanitari. L’unico dato che stona è l’Rt che sale da 0.63 a 0.71 e potrebbe essere un campanello d’allarme, come lo è stato per l’Emilia-Romagna, che annuncia l’inversione della tendenza. Tutto sommato, però, è ben al di sotto dell’Rt nazionale che è a 0.95. Tutte le valutazioni di impatto, probabilità e rischio sono basse e i valori sono in picchiata per il momento.

Molto bene l’incidenza settimanale, che passa da 113 a 93. Un miglioramento sostanziale, se si pensa che a inizio gennaio, l’incidenza era a 454. I nuovi casi settimanali sono stati 4.575, a fronte dei 5.518 della settimana prima. Le terapie intensive erano al 17% il 5 febbraio; sono al 12% secondo i dati del 12 febbraio. Gli altri reparti Covid passano dal 20% al 17%. Molto sotto le medie nazionali (24% le terapie intensive, 30% i reparti non critici).

Il Veneto dovrebbe rimanere giallo per diverse settimane, sempre che l’Rt non registri un picco e si porti dietro la risalita degli altri parametri  

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