Bologna, 5 marzo 2021 – L'Emilia Romagna resta in zona arancione, seppure fortemente colorata di rosso e di arancione scuro. Le restrizioni provinciali messe in campo dal presidente Stefano Bonaccini assieme ai sindaci hanno dunque scongiurato il passaggio alla temuta (e contestata) zona rossa. Ma le allerte ci sono tutte, anche a livello nazionale. L'Italia è nel pieno della terza ondata di coronavirus e il picco non è ancora arrivato: questo dicono i primi numeri del monitoraggio della Cabina di regia che certifica un indice Rt nazionale a 1,06 (per la prima volta sopra all'1 dopo 7 settimane). Sale anche l'incidenza dei casi per 100mila abitanti. 

Veneto e Friuli in arancione

Le prime certezze arrivano da Luca Zaia e Massimiliano Fedriga: il Veneto passa da giallo ad arancione così come il Friuli Venezia Giulia.

Emilia Romagna resta arancione

L'Emilia Romagna si aggrappa a un indice Rt a 1,16, al di sotto quindi della soglia rossa fissata a 1,25. E, nonostante le tante allerte che la fanno scivolare tra le sei regioni ad alto rischio, resta in zona arancione. Nel monitoraggio si sottoliena che ha un'incidenza di 342,08 casi a settimana per 100.000 abitanti. Inoltre, ci sono marcate differenze fra le varie province: per Bologna e Modena, le due zone maggiormente sotto pressione, è già infatti stata istituita la zona rossa, mentre Rimini, Ravenna, Cesena e Reggio Emilia sono in 'arancione scuro'. Non si esclude, peraltro, che nei prossimi giorni vengano presi in considerazione ulteriori, localizzati, inasprimenti delle restrizioni.

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Campania in zona rossa

La Campania, su richiesta della stessa regione, potrebbe invece diventare rossa. Il presidente Vincenzo De Luca ha spiegato: "Siamo ormai in zona rossa perché il livello di contagio non si può più reggere. È evidente che bisogna prendere misure eccezionali. In Campania da oltre una settimana registriamo sui 2.500 nuovi postivi al giorno che significa che dovremo fare il tracciamento dei contatti per almeno 25mila persone è evidente che in queste condizioni diventa impossibile".

Lombardia resta in arancione scuro

"La Lombardia secondo la valutazione settimanale della Cabina di Regia di Istituto Superiore di Sanità e Ministero della salute, dedicata al monitoraggio del rischio sanitario, ha parametri da zona arancione" ma con la raccomandazione "di adottare il massimo livello di mitigazione. Un'iniziativa da me già adottata ieri con la decisione di rafforzare la zona arancione, inserendo oltre alla chiusura delle scuole anche altre restrizioni, come le visite a parenti amici e lo spostamento verso le seconde case e le situazioni che generano rischi di assembramento", comunica il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

La guida Quando cambiano e come. Zona gialla, arancione e rossa: i parametri - Coronavirus Italia oggi: il bollettino Covid del 5 marzo. Dati e contagi dalle regioni

E, del resto, l'appello degli esperti è chiaro: "In presenza di varianti che possono parzialmente ridurre l'efficacia dei vaccini attualmente disponibili, le Regioni sono invitate ad adottare, indipendentemente dai valori di incidenza, il livello di mitigazione massimo a scopo di contenimento".

L'Rt dell'Italia sale 1.06

Nel periodo 10 - 23 febbraio l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 con un range 0,98- 1,20, in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane. Lo indica il muovo monitoraggio Iss-Ministero Salute. Forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 41.833 contro i 31.378 della settimana precedente. Scende la percentuale dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti (28,8% rispetto al 29,4%). Scende anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente).

L'indice Rt delle Regioni: in dieci sopra all'1

Abruzzo, 0,96 (classificazione del rischio alta)
Basilicata, 1.16 (moderata)
Calabria, 0.81 (moderata ad alta probabilità di progressione)
Campania, 0.96 (alta con molteplici allerte di resilienza)
Emilia Romagna, 1.13 (alta)
Friuli Venezia Giulia, 0.92 (alta)
Lazio, 0.98 (moderata)
Liguria, 0.96 (moderata);
Lombardia, 1.13 (alta);
Marche, 1.08 (alta);
Molise, 1.66 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Piemonte, 1.15 (moderata ad alta probabilita' di progressione);
provincia di Bolzano, 0.75 (moderata);
provincia Trento, 1.1 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Puglia, 0.93 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Sardegna, 0.67 (bassa);
Sicilia, 0.79 (moderata);
Toscana, 1.18 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Umbria, 0.79 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Valle d'Aosta, 1.21 (moderata ad alta probabilità di progressione);
Veneto, 1.08 (moderata ad alta probabilità di progressione) 



















Dieci regioni - Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia di Trento, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto - hanno quindi un indice Rt superiore all'1

L'incidenza nazionale sfiora i 200 (194,87 per 100.000 abitanti) con una previsione di ulteriore peggioramento: nei prossimi giorni potrebbe raggiungere quota 250.

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Sei regioni ad alto rischio

Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche sono classificate, nella bozza del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, ad rischio alto. In cinque casi, l'incidenza per 100mila abitanti ha largamente superato la soglia critica di 250 persone: Provincia Autonoma di Trento (385,02 per 100.000 abitanti), Provincia Autonoma di Bolzano (376,99 per 100.000 abitanti), Emilia-Romagna (342,08 per 100.000 abitanti), Marche (265,16 per 100.000 abitanti) e Lombardia (254,44 per 100.000 abitanti).

14 a rischio moderato

Erano 10 la scorsa settimana, oggi sono invece 14: Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, provincia di Bolzano, provincia di Trento, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto.

Rischio basso: solo la Sardegna

La scorsa settimana erano sei le regioni a rischio basso, oggi nell'elenco resta soltanto la Sardegna che l'indice Rt più basso d'Italia a 0,67.

Terapie intensive e ospedali

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in netto aumento da 2.146 (dato del 23 febbraio) a 2.327 (2 marzo); in aumento anche il numero di persone ricoverate in aree mediche : è passato da 18.295 (23 febbraio) a 19.570 (2 marzo).  Sono 9 le regioni e province autonome le cui terapie intensive hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti per i malati di Covid: l'Abruzzo, l'Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, le Marche, il Molise, la provincia autonoma di Bolzano, quella di Trento e l'Umbria .

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La mappa europea del Covid

La mappa epidemiologica delle regioni europee aggiornata dall’Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattia, classifica in rosso scuro, la fascia di massimo rischio per Covid-19, l’Emilia Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano, queste ultime in rosso scuro anche la settimana scorsa. A sollecitare il cambio di colore ci sono anche alcuni territori.

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