Bologna, 22 aprile 2021 - Dopo la conferma del coprifuoco alle 22, nel nuovo Decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, Confcommercio Emilia-Romagna scende sul piede di guerra. “Il coprifuoco alle 22 fino ad estate inoltrata – tuona l'associazione degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi - non è solo un problema di fruibilità dei servizi serali dei pubblici esercizi, ma rappresenta un irreparabile danno per l’attrattività del Paese, soprattutto in termini turistici”. E la sindaca di Riccione sale sulle barricate per difendere il modello turistico romagnolo "che merita di essere difeso in maniera più tenace di quanto fino ad ora dalla Regione Emilia Romagna".

Bollettino Covid: contagi e dati del 22 aprile

In più “ci sono moltissimi dubbi interpretativi che speriamo saranno al più presto chiariti”. Il coprifuoco per il momento sarà in vigore fino al 31 luglio, data di scadenza del decreto. Solo se i risultati dell'analisi della situazione epidemiologica fossero particolarmente buoni, la misura potrebbe slittare alle 23 o essere eliminata. “Alle porte della stagione estiva un simile messaggio è devastante – avverte Confesercenti -: già questa mattina i grandi giornali esteri riportano questa notizia a tutta pagina e i tour operator stanno dirottando i flussi turistici verso diverse destinazioni. E’ inutile fare scostamenti di bilancio e decreti di sostegno quando poi, con una improvvida decisione, si creano danni di decine di miliardi, per non parlare poi delle tensioni sociali”.

Perciò Confcommercio Emilia-Romagna chiede “con forza l’immediata modifica del provvedimento, individuando, in una logica di progressività, l’inizio del coprifuoco dalle 23, arrivando con il passare delle settimane e con l’auspicato calo del contagio alle 24, e poi, alla definitiva cancellazione della restrizione”.

La rivolta della Riviera romagnola

In rivolta contro il coprifuoco alle 22, anche i sindaci e gli altri amministratori della Riviera romagnola, la leghista Renata Tosi che chiama a raccolta tutti i sindaci della Riviera: "Il modello turistico romagnolo merita di essere difeso in maniera più tenace di quanto francamente abbia fatto la Regione e gli schieramenti di sinistra - tuona - Non è una difesa sufficiente per il nostro modello turistico, che in Romagna ha cresciuto generazioni e ha garantito il lavoro a tanti, chiedere un'ora in più prima. Un'ora in più non basta! In ballo non c'è la chiusura alle 22 piuttosto che alle 23 o a mezzanotte. In ballo, c'è il nostro modello turistico, la libertà di fare impresa, la libertà personale. Nessuno è sacrificabile, non lo è la discoteca, non lo è il ristoratore e non lo è l'albergatore, il commerciante, l'ambulante".

 “Sarebbe l’ennesima mazzata", dicono in coro, come si legge su il Resto del Carlino, e chiedono, per una volta tutti d'accordo, di togliere limitazioni orarie durante la stagione turistica. Il sindaco di Cattolica, Mariano Gennari, è ottimista. “Sono convinto – dice – che a giugno il coprifuoco sparirà, sarà eliminato. Me lo auguro per il bene del turismo e del Paese” ma la preoccupazione e la rabbia è tanta.

La protesta degli albergatori riminesi

Sulle barricate anche gli albergatori di Rimini. “Voglio credere che il mantenimento del coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio sia un refuso – sbotta Patrizia Rinaldis, presidente Aia (Associazione italiana albergatori) Rimini dando voce al malcontento generale della categoria – se fosse una scelta, sarebbe gravissimo. E a quel punto sarebbe meglio se gli alberghi della Riviera chiudessero e stop”.

Le riaperture

Dal 26 aprile inizierà la road map delle riaperture, che avrà diverse tappe in calendario fino a luglio: dai ristoranti alle palestre, fino alle fiere e i centri commerciali e termali. Tra le novità più importanti c'è il ripristino della zona gialla, dopo oltre un mese di stop e, fra le regioni che potrebbero essere promosse, c'è proprio l'Emilia-Romagna, ora in fascia arancione. Ci si potrà spostare liberamente senza green pass o autocertificazione Per spostarsi, invece, da o verso regioni rosse o arancioni, servirà la cosiddetta certificazione verde.

Per quanto riguarda la ristorazione e gli spettacoli, al centro delle polemiche sul coprifuoco, sarà possibile pranzare o cenare fuori, ma solo in bar e ristoranti con tavoli all'aperto. In zona arancione sarà mantenuta la sola possibilità di asporto, così come in quella rossa. In zona gialla riapriranno anche i musei, mentre gli eventi in teatri, sale da concerto, cinema, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto saranno svolti solo con posti a sedere preassegnati con distanza di almeno un metro; la capienza non potrà essere superiore al 50% di quella massima, ma con un tetto di 1.000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso (qui il calendario completo delle riaperture).

Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. In relazione all'andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all'aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.

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