Contagi, la mappa dei focolai da Coronavirus in Emilia Romagna. Dati dell'11 agosto (Ansa)
Contagi, la mappa dei focolai da Coronavirus in Emilia Romagna. Dati dell'11 agosto (Ansa)

Bologna, 11 agosto 2020 - Sono 19 i nuovi casi coronavirus registrati nelle ultime ore in Emilia Romagna, un dato nettamente inferiore a quello di ieri (39) che non rispecchia, dunque, l'anadamento nazionale comunicato dal bollettino del ministero della Salute: in Italia oggi ci sono 412 nuovi contagi (ieri erano stati 259) e 6 morti.

Aggiornamento Il bollettino del 12 agosto

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Tornando all'Emilia Romagna, sette di questi nuovi malati erano appena rientrati dall'estero, dove alcuni erano stati in vacanza. Inoltre, 13 sono asintomatici individuati grazie al tracciamento dei contatti (3 casi), ai test sulle categorie lavorative più a rischio (2) e ai controlli regionali di screening (1 caso). Nelle ultime 24 ore sono stati processati 5.900 tamponi, a cui si aggiungono 1.431 test sierologici

Due le vittime, una in provincia di Ravenna (una paziente di 94 anni residente a Faenza con gravi patologie pregresse) e una a Rimini.

Nuova ordinanza

Nel complesso, sono in totale 7 i positivi collegati a vacanze o rientri dall’estero: per chi viaggia dai Paesi extra Schengen la Regione ha già previsto due tamponi naso-faringei durante l’isolamento fiduciario. Inoltre, la Regione ha annunciato che domani sarà firmata un nuova ordinanza che prevede il tampone obbligatorio per chi arriva da Grecia, Spagna, Croazia e Malta.

Bologna

Per quanto riguarda la situazione nelle province, i numeri più elevati si registrano nella provincia di Bologna, con 11 casi, di cui sette sintomatici. Nel dettaglio si tratta di 4 rientri dall’estero (uno dagli Usa, due giovani che avevano trascorso le vacanze a Pag in Croazia, una persona di ritorno dall’Albania), 4 casi riconducibili a focolai familiari (di cui tre asintomatici), un positivo attributo a focolaio in un centro semi-residenziale per minori, un lavoratore nel settore della logistica intercettato dall’attività di screening regionale e infine un contagio classificato come sporadico.

La mappa del contagio

Ecco come sono dstribuiti i 19 nuovi casi: 4.677 a Piacenza, 3.809 a Parma (+1, sintomatico), 5.178 a Reggio Emilia (+3, di cui 1 sintomatico), 4.200 a Modena (+2, sintomatici), 5.387 a Bologna (+11, di cui 7 sintomatici); 437 casi a Imola, 1.103  a Ferrara, 1.189 a Ravenna, 999 a Forlì,  850 a Cesena (+1, sintomatico) e 2.350 a Rimini (+1, sintomatico). 

Guariti  ricoverati

Calano di uno il numero dei casi attivi. Le persone in isolamento a casa, con sintomi lievi o senza sintomi, sono complessivamente 1.710 (+2 rispetto a ieri), circa il 95% dei casi attivi. Restano 4 i pazienti in terapia intensiva, mentre sono 76 (-3) i ricoverati negli altri reparti Covid. Le persone complessivamente guarite salgono a 24.091 (+18 rispetto a ieri): 92 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.999 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Rischio assembramenti

E' di stamattina l'appello del Governatore Stefano Bonaccini ai giovani e, in generale, a tutti quelli che si preparano a trascorrere il Ferragosto sulla riviera romagnola: "Servono comportamenti responsabili", e chiede di "denunciare quando chiunque veda comportamenti irresponsabili" dal punto dei vista del rischio di contagio. "Bisogna dire ai ragazzi di non pensare di essere immuni, che non possano essere contagiati e contagiare", aggiunge.

La pandemia in Italia

Sono 412 i nuovi casi registrati oggi, secondo i dati del Ministero della Salute, in netto aumento rispetto a ieri quando sono stati 259. Complessivamente sono 251.237 le persone che hanno contratto il virus. In lieve aumento il numero delle vittime: 6 in più che portano il totale a 35.215., mentre lunedì l'incremento era solo di 4. Solo 2 le Regioni senza nuovi casi - Valle d'Aosta e Molise -, mentre i maggiori incrementi si registrano in Sicilia (+89), Lombardia (+68) e Veneto (+65). 

L'Emilia Romagna è seconda per numwero di tamponi processati (5.900)  dopo il Veneto (6.921). Segiono Toscana (2.972 ) e Piemonte (2.749 ). Sempre a livello italiano, le persone ricoverate con sintomi sono 801 (+22 su ieri), cui si aggiungono i 49 (+3) in terapia intensiva; le persone in isolamento domiciliare sono al momento 12.711 (+168). Per un totale di attualmente positivi pari a 13.561.

Il virus in autunno

E' ancora difficile prevedere cosa succederà in autunno, se ci sarà una possibile nuova ondata di contagi e quando arriverà il vaccino. Anche perché il virus del Covid-19 è molto mutevole. Per questo occorre essere cauti, "sia per limitarne la diffusione sia perché più gente s'infetta più aumentano le probabilità che il virus si modifichi", sostiene Maria Carla Re, direttore della Microbiologia del Policlinico Sant'Orsola di Bologna e responsabile del Centro regionale per le emergenza microbiologiche, in un'intervista pubblicata sull'ultimo numero del Bollettino dell'Ordine dei medici di Bologna.

"Siamo passati alla fase 2, perché il numero dei casi gravi era nettamente diminuito. Le speranze sono tante, ci lavora tutto il mondo". Un vaccino però "prevede diverse fasi sperimentali prima di essere disponibile su larga scala - ricorda l'esperta- in realtà nessuno può dire quando sara' pronto. Vedremo poi se si tratterà di un vaccino preventivo o terapeutico. Sul coronavirus ad oggi "abbiamo molti dati - continua Re - ma molte domande sono ancora aperte e necessitano ancora di risposte".

Il Sars-Cov2 "è un virus a Rna- spiega la numero uno della microbiologia del Sant'Orsola- quindi è in grado di mutare costantemente. Lo abbiamo imparato dal virus influenzale, da ebola e da Hiv. Queste mutazioni, che avvengono in numero elevato durante le fasi replicative, possono portare a mutazioni che permetteranno al virus stesso di trovare nuovi recettori su altre cellule, di modificare il suo potere patogeno e di permettergli, forse, un ulteriore salto di specie". Se il virus fosse stabile, spiega Re, "l'immunità prodotta ci permetterebbe di avere una protezione dei confronti di successivi contatti con lo stesso agente patogeno". Essendo invece molto mutevole, potrebbe "essere alla base di un variegato spettro di infezione".

Per questo, afferma Re, "ancora oggi dobbiamo essere cautelativi, usare le mascherine, non andare nei luoghi affollati, sia per limitare la diffusione sia perché più gente s'infetta più aumentano le probabilità che il virus si modifichi. La prevenzione è un concetto basilare". 

Augusto Biasini, ex primario dell'ospedale Bufalini di Cesena, contesta invece l’emergenza sanitaria: "Il virus circola ancora ma non ci sono quasi più malati, La pandemia è finita, basta allarmismo", è il suo pensiero.

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