Il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, in quarantena
Il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, in quarantena

Pesaro, 27 marzo 2020 - I primi giorni di quarantena di Luca Ceriscioli non cambiano la vita al presidente della Regione Marche, in isolamento dopo che l’ex capo della Protezione Civile, che aveva incontrato il giorno prima ad Ancona per il nuovo ospedale con 100 posti letto di terapia intensiva, è risultato positivo al tampone. Il racconto parte da lunedì mattina: "Mi sono messo a lavorare alle 8.30, risparmiando sul viaggio che negli ultimi tempi facevo esclusivamente in macchina e non più in treno con partenza da Pesaro alle 7.50. L’unica differenza è che lavoro da solo in casa a Pesaro".

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Con sua moglie dall’altra parte della casa...

"Mia moglie è in smart working. E sta per conto suo".

Giulia, sua figlia, come ha preso l’occupazione della sua ex stanza?
"Contentissima. Lei convive con il ragazzo nel quartiere di Tombaccia di Pesaro. Ma è contenta che la sua ex camera sia diventata il mio ufficio. Anzi, l’altra sera mi ha chiamato commentando i collegamenti in diretta Tv. ‘Dalla mia famosa stanzetta’".

Un po’ di ironia?
"Non ci fosse questo stato drammatico di cose, i richiami alla morte di amici o di gente che conoscevo, avrei anche sorriso con Giulia".

Cosa c’è di buffo da cogliere?
"Lo stare molto di più in casa del solito. Non ho, ovviamante, l’abitudine".

Cosa le manca?
"Per ora mi manca la cena della domenica sera con mia figlia. Invece è rientrato l’altro figlio da Trento dove fa l’università. A dire il vero li vedevo poco anche lavorando in Ancona".

E senza segretaria...
"In realtà si riducono le possibilità di far lavorare gli altri".

E non c’è chi le fa la check list...
Intanto la check list me la faccio sempre da solo, anche prima di andare in quarantena. In mattinata scrivo tutto quello che devo fare...".

Ad esempio?
"Un elenco: verifica e pressing sulla donazione per il nuovo ospedale; il sopralluogo all’imbarcazione appena arrivata dal porto di Bari; la verifica sulle nuove possibilità di fare tamponi a Marche Nord, gli aumenti di quelli fatti in più ad Ascoli; la collaborazione da attivare con medici senza frontiere in diversi ospedali dell’area vasta 2. E altro ancora...".

Ma quante telefonate ha fatto? E quanti messaggi nel primo giorno di lavoro solitario?
"Ho contato il primo giorno 114 telefonate normali e prolungate. Più almeno 85 scambi ripetuti di messaggi. Non c’è stato un momento di pace".

Come un call center.
"Ecco la definizione giusta. Una telefonata dietro l’altra. E poi ho evitato di rispondere a molte. Mi è anche dispiaciuto. Con Whatsapp non finisce mai".
 

L’altra sera, una volta rientrato da Ancona dove ha mangiato?
"A casa, dove la sera, di solito, mia moglie cucina. Il pranzo si fa al sacco e ci rivediamo la sera dopo".

E’ come stare in ufficio?
"Nient’affatto. E’ molto più complicato. Bisogna fare molte più cose da solo".

Non ci si può muovere...
"E’ una tendenza che peraltro è cominciata da tempo. Non è un cambiamento così epocale. Il virus sa come imporsi".

Avrebbe voluto fare il sopralluogo al traghetto Claudia?
"Certo che sì, mi pare però che la risposta sia stata molto positiva. Andiamo avanti con il palaindoor".

Invece la raccolta fondi?
"Molte risposte positive, la cifra sta crescendo. Fatto il sopralluogo anche nell’impianto sportivo".

Dovrà aspettare di fare il tampone...
"Adesso non serve, bisogna aspettare almeno una settimana. Mi interessa invece che partano le analisi previste a Marche Nord che sono slittate di qualche giorno. Mentre ho già verificato che il centro di Ascoli ha esaminato 210 campioni, quintuplicando nel giro di due giorni la capacità tecnica iniziale. Speriamo di partire presto anche Marche Nord, dove la situazione è più difficile".

E dobbiamo fare i tamponi anche agli asintomatici?
"Speriamo di avere tante risposte in più, anche perché la quarantena per il virus è di due settimane, sperando che bastino".