Bologna, 15 marzo 2020 - Poco meno di 450 malati in più e soprattutto 43 nuove vittime. L'ondata Covid-19 non accenna a rallentare il passo, come era per altro atteso e annunciato: per vedere gli afetti del decreto che ha chiuso l'Italia bisognerà attendere ancora qualche giorno. 

Ecco il nuovo bilancio della Regione Emilia Romagna di domenica 15: sono complessivamente 3.093 i casi di positività al Coronavirus, 449 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Così suddivisi: Piacenza 1.012 (159 in più rispetto a ieri), Parma 662 (92 in più), Rimini  425 (28 in più), Modena 367 (60 in più), Reggio Emilia 185 (32 in più), Bologna 230, di cui 72 del circondario imolese (complessivamente 35 in più, di cui 9 a Imola e 26 a Bologna), Ravenna 100 (22 in più), Forlì-Cesena  78 (di cui 44 a Forlì, 6 in più rispetto a ieri, e 34 a Cesena, 10 in più rispetto a ieri),  Ferrara 34 (5 in più rispetto a ieri).

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Le vittime

Crescono anche i decessi, passati da 241 a 284: 43, quindi, quelli nuovi, che riguardano 29 uomini e 14 donne. Per 6 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 24 residenti in provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 4 in quella di Modena, 2 in quella di Bologna, 1 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Ravenna, 1 in quella di Forlì-Cesena, e 1 del lodigiano.

Complessivamente, sono 1.200 le persone in isolamento a casa (+145) perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 169 (17 in più rispetto a ieri). E salgono a 68 (+14) le guarigioni, 65 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

“Sono numeri che sostanzialmente replicano la situazione di ieri - spiega il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi -. Seguiamo la situazione costantemente e siamo pronti ad attivare ulteriori risorse, posti letto in terapia intensiva e non. Questi sono giorni decisivi: da qui a tutta la prossima settimana dobbiamo aspettare l’effetto delle misure attivate tre giorni fa dal Governo e che hanno bisogno almeno di 10 giorni ancora per dispiegare i propri effetti”.

Il bilancio 

"Dalle chiamate al 118 - sottolinea Venturi - vediamo segni di flessione costanti negli ultimi due giorni. Devo però rinnovare l’appello ai cittadini a restare in casa, perché c’è ancora troppa gente nelle strade. Anche se il tempo primaverile sembra da scampagnata, questa è una situazione seria e difficile, che richiede il massimo rispetto delle regole da parte di tutti. Ricordo il divieto tassativo di assembramento che vale nelle strade, nei giardini, nei parchi e nelle case. Dobbiamo rispettarlo e stare distanti perché non abbiamo altro mezzo per ridurre la diffusione del virus. Stiamo a casa, per la nostra salute e per quella dei nostri affetti più cari”. 

Bonaccini

Il sistema regge, andiamo incontro ai giorni più difficili con fiducia. E' questo il senso del messaggio del governatore dell'Emilia Romagna lanciato su Facebook. Un concetto ribadito tutti i giorni anche dal commissario all'emergenza Covid-19 Sergio Venturi e dai medici in prima linea, come il direttore del reparto di malattie infettive del Sant'Orsola, Pierluigi Viale.

E' lo stesso Bonaccini a fare il punto: "Da un lato - scrive - il numero dei contagi continua a salire, dall'altra la sanità è sotto forte stress", scrive il governatore. "Nella nostra regione ci siamo attrezzati per accrescere considerevolmente la nostra capacità di risposta e accoglienza negli ospedali", assicura. Ma la raccomndazione arriva forte e chira: "Possiamo farcela, dipende da ogni cittadino. Ai medici, agli infermieri e al personale tecnico non possiamo chiedere più di così. Dobbiamo ascoltare le loro indicazioni e comportarci di conseguenza".

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Bonaccini passa poi a chiedere un aiuto al Governo, soprattutto nella distribuzione delle introvabili mascherine, un tema che definisce "un enorme problema". "Chiediamo risposte rapide, a partire dalle forniture", ribadisce.

C'è un "accordo fatto con la sanità privata, hanno accettato quello che abbiamo proposto, gli abbiamo chiesto di curare i casi gravi, e li devo ringraziare per averci detto sì", ha sottolineato durante un collegamento con 'Mezz'ora in più' di Lucia Annunziata su Rai3. Sui costi da sostenere poi spiega che "si vedrà dopo, si troverà dopo il modo di riuscire a rendicontare, adesso è importante dare una mano".

Mascherine

La Regione fa sapere che "sono 33.000 le mascherine consegnate ieri, da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile al magazzino centrale della Sanità regionale e altre 100 mila sono attese per la serata di oggi. Ieri sono state inoltre fornite 15 mila mascherine a ciascuna prefettura per la distribuzione alle forze dello Stato - Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia penitenziaria, Carabinieri, ecc. – mentre una ulteriore quota di 2 mila mascherine per provincia è stata distribuita forze di polizia locali (polizia municipale)". 

La spesa online

È boom della spesa online con consegna a domicilio. Mentre fuori dai supermercati i clienti aspettano pazienti il proprio turno – in lunghe file ordinate, molto British, rispettando le distanze di sicurezza – sempre più bolognesi si siedono al computer e ordinano dal divano di casa.

Ma l’impennata di richieste online è tale che anche le maggiori e più organizzate catene della grande distribuzione stanno andando in tilt. Difficile, per non dire impossibile, ricevere la merce prima di fine mese. In certi casi, non si riesce neppure a fare l’ordine. Si viene bloccati subito: "Nessun orario di consegna disponibile", avvertivano ieri mattina, a ora di pranzo, i siti di Pam e Lidl. "L’emergenza Covid-19 ha portato una maggiore richiesta del nostro servizio", si legge. "Potresti avere difficoltà a trovare orari di consegna disponibili. In caso, prova più tardi". Provato, inutile.

Non va meglio sul sito di EasyCoop. Raccomandano: "Prima di fare la spesa, verifica la disponibilità della fascia oraria di consegna desiderata". Quelle a breve e medio termine sono esaurite. Clic dopo clic si scopre che – situazione alle 13.20 di ieri – non ci sono fasce orarie disponibili fino al 3 aprile. Il colosso cooperativo chiede pazienza. "Fare la spesa in questo momento così particolare richiede la collaborazione di tutti, programmando in anticipo gli acquisti online".

Un’ora prima, anche il sito Esselunga non dava molte speranze. "Gentile cliente, a causa delle richieste eccezionali di questi giorni, i tempi di attesa per la ricezione della sua prossima spesa potrebbero essere più lunghi del solito". Nel calendario con i giorni di consegna, una distesa di bollini rossi. Tradotto: "Disponibilità esaurita" fino al 29 marzo. "Ci scusiamo e ti assicuriamo che stiamo lavorando per aumentare la disponibilità". Esselunga assicura di lavorare "a un piano di potenziamento del servizio" per aumentare la disponibilità di consegna "e offrire anche in questo delicato momento un servizio sempre migliore".

Anche la catena Carrefour registra "un rallentamento delle consegne e delle funzioni di delivery" a causa "dell’incremento del flusso di richieste e-commerce". A causa di questo vero e proprio boom, Carrefour ha deciso di "dedicare il servizio di spesa online alle persone che più hanno bisogno: anziani, diversamente abili, future mamme e neo genitori con bambini fino a un anno di età, malati". Si conta sulla solidarietà dei clienti. "Chi non rientra nelle categorie indicate viene invitato a uscire dal sito" e a fare la spesa "in uno dei punti vendita Carrefour, sempre aperti e costantemente riforniti di merce".