Emilia Romagna, da lunedì consentita la vendita del cibo da asporto (Foto Ansa)
Emilia Romagna, da lunedì consentita la vendita del cibo da asporto (Foto Ansa)

Bologna, 24 aprile 2020 - Stop alle misure più restrittive in vigore nella provincia di Rimini, a Medicina e nella frazione di Ganzanico, nel Bolognese. E, in tutta l'Emilia Romagna, ritorno alla vendita di cibo da asporto (take away). E' quanto disposto dalla nuova ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini, che entrerà in vigore lunedì prossimo, il 27 aprile.

Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e le attività artigianali (ad esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio) potranno quindi vendere cibo da asporto, ma solo dietro ordinazione on-line o telefonica; in maniera contingentata, per evitare assembramenti fuori: dentro il locale è ammessa la presenza di non più di un cliente. Negli esercizi attrezzati il ritiro potrà avvenire anche dall’auto. L’ordinazione non potrà in alcun modo essere consumata sul posto.

Sempre in tutto il territorio regionale, via libera all’attività da parte degli esercizi di toelettatura degli animali di compagnia, per appuntamento, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento sociale.

L’atto prevede anche un intervento straordinario di distribuzione ai cittadini di 4,5 milioni di mascherine di qualità certificata, di cui 500mila in favore delle aziende di trasporto pubblico.

La decisione di riallineare la provincia di Rimini - dove però resta valido il piano complessivo di riassetto della mobilità viaria finalizzato a maggiori controlli sugli spostamenti delle persone - è dipesa dall’andamento epidemiologico, ormai in linea con quello delle province limitrofe e dell’Emilia Centrale. Allo stesso modo, i dati in calo sull’andamento del contagio hanno portato a fare lo stesso per Medicina.

La vendita del cibo da asporto resterà comunque vietata agli esercizi e alle attività che si trovano in aree o spazi pubblici in cui è vietato o interdetto l’accesso. Nel locale dovrà essere presente un solo cliente alla volta e dovrà rimanere il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce. Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto di alimenti e bevande.

Sulla toelettatura degli animali di compagnia, il servizio anche in questo caso dovrà avvenire per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza nella modalità “consegna animale-toelettatura-ritiro animale”, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento sociale.









Venturi: "I dati sono migliorati in maniera significativa"

"I dati sono migliorati rispetto a ieri in maniera significativa", premette il commissario per l'emergenza Coronavirus in Emilia Romagna, Sergio Venturi, nella diretta Facebook in cui rende noto il bollettino quotidiano. I decessi delle ultime 24 ore sono 34, 18 uomini e 16 donne. "C'è stata una significativa riduzione", commenta Venturi. Sono 247 i nuovi contagi, un dato che porta a 23.970 casi di positività. Si tratta di uno degli incrementi più bassi registrati. Continuano però a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a oggi: - 336 rispetto a ieri (12.509 contro i 12.845).

Le nuove guarigioni sono 549 (8.158 in totale). I test effettuati hanno raggiunto quota 151.505, +5.359. Calano anche le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi: complessivamente arrivano a 8.576, 201 in meno rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 264 (-2 rispetto a ieri). E diminuiscono quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-82).

Le persone complessivamente guarite salgono a 8.158 (+549): 2.545 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 5.613 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

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I decessi

I nuovi decessi riguardano 6 residenti nella provincia di Piacenza, 5  in quella di Parma, 3 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna, nessuno nell’imolese), 4 in quella di Ferrara, nessuno in provincia di Ravenna, 5 nella provincia di Forlì-Cesena (1 nel Forlivese), 1 nella provincia di Rimini; 1 decesso di fuori regione già segnalato in precedenza è risultato residente in una delle province della regione.

La mappa del contagio

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.635 a Piacenza (49 in più rispetto a ieri), 3.011 a Parma (12 in più), 4.520 a Reggio Emilia (38  in più), 3.519 a Modena (29 in più), 3.674 a Bologna (62 in più), come ieri 359 le positività registrate a Imola, 877a Ferrara (20 in più). In Romagna sono complessivamente 4.375 (37 in più), di cui 963 a Ravenna (7 in più), 850 a Forlì (9 in più), 635 a Cesena (5 in più), 1.927 a Rimini (16 in più).

"Abbiamo fatto un approfondimento su Rimini", dice Venturi, che aggiunge: "Ho avuto conferma del fatto che queste positività ce le siamo andati a cercare, cioè abbiamo fatto tamponi a tappeto nelle case protette e abbiamo un piano per testare anche i pazienti che non hanno sintomi nei prossimi giorni".

"Da alcuni giorni non ci sono nuovi positivi nelle case protette di Cesena - aggiunge il commissario -, mi piacerebbe dare questa notizie per tutte le città dell'Emilia Romagna".

"Qualcuno - prosegue - mi chiede dei contagi nel reparto di Geriatria di Rimini, al momento è tutto sotto controllo, comunque vi aggiornerò nei prossimi giorni".

Test sierologici, la Regione darà la 'patente'

Continua a tener banco la questione dei test sierologici nei laboratori privati. "Nel momento in cui avremo un numero significativo di test (cinque o sei) che la Regione Emilia Romagna è in grado di timbrare con la patente di attendibilità - spiega Venturi - sarà data la possibilità a tutti di farli e la delibera sarà modificata".

In arrivo altri 4,5 milioni di mascherine gratuite

Dalla Regione arrivano altri 4,5 milioni di mascherine gratuite e di qualità certificata per i cittadini dell’Emilia Romagna. Di queste, 500mila sono destinate agli operatori del trasporto pubblico locale, dopo il secondo milione distribuito fra ieri e oggi alle categorie economiche per lavoratrici e lavoratori.

I dispositivi di protezione saranno distribuiti la prossima settimana ai Comuni per incentivare le misure di prevenzione fuori casa e nei luoghi di lavoro, in vista soprattutto della graduale riapertura di alcune attività lavorative e della mobilità collegata.

“In una fase in cui il contagio ha rallentato, grazie alle misure di distanziamento sociale, ma si è non ancora fermato, riteniamo che la protezione della popolazione continui a rappresentare una priorità nell’ambito delle politiche regionali di sanità pubblica - affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo -. In questo contesto di persistenza della diffusione del virus, sia pur con minore intensità, le mascherine sono ancora un bene di non facile reperimento e i prezzi estremamente variabili. Con l’avvicinarsi della fase 2 e della ripresa di molte attività abbiamo messo in campo un intervento straordinario per renderle disponibili e garantire la sicurezza dei cittadini dell’Emilia-Romagna”.

Guerra ai contagi casa per casa

L'azione d'attacco (al coronavirus), come nelle migliori tradizioni, si basa sullo schieramento di tre punte. Ecco la strategia della Regione Emilia-Romagna in vista dell'ormai imminente Fase2 e dell'immaginabile ritorno di fiamma del contagio. Il campo della partita si gioca – come ripete da giorni il commissario Venturi – in ambito familiare e nelle residente per anziani.

Tempestività della diagnosi

I casi vanno scoperti e aggrediti presto, prestissimo, in modo da poterli metterli in stretto isolamento: tra la segnalazione dei sintomi e l’esecuzione del tampone naso-faringeo al caso sospetto e ai contatti stretti sintomatici deve intercorrere il minor tempo possibile, per avviare, in caso di positività, il protocollo terapeutico e di monitoraggio definito a livello regionale. “Saranno le stesse Aziende sanitarie a decidere, assieme ai Dipartimenti di sanità pubblica, i soggetti che effettuano materialmente il tampone - medici, infermieri, assistenti sanitari - e chi provvede al monitoraggio delle condizioni di salute, anche nell’ambito di team operativi specifici (come le Usca, le Centrali di coordinamento, i Punti unici distrettuali), mettendo a punto le strategie ritenute più efficaci e sostenibili per il territorio di riferimento", spiega la Regione.

Isolamento in sicurezza

Sia per i casi sospetti o confermati di positività, sia per le persone conviventi, è necessario che l’isolamento sia applicato in modo corretto, per tutelare familiari e conviventi.. La valutazione delle condizioni minime per la sicurezza della quarantena dociliare – spiega la Regione – avviene sulla base di una check-list. A chi rifiuterà l'opzione di venire accolti in un hotel da quarantena verrà fatto firmare un modulo di 'consenso informato'. Insomma, un'altra autocertificazione.

Chi accetta di andare in una struttura, deve restarci fino al secondo tampone negativo. La stessa condizione viene applicata a chi viene dimesso dall'ospedale dopo un ricovero covid ma non ha ancora l'esito del secondo tampone negativo. E proprio per dare risposta a questa esigenza, la Protezione civile sta predisponendo una convenzione con Federalberghi. Rimane fermo il fatto che le persone che non possono trascorrere la quarantena al proprio domicilio non devono essere ospedalizzate e devono essere monitorate ovunque siano collocate.

Conferma della guarigione

Infine, viene richiamata la massima attenzione sulla tempestività dell’esecuzione dei due tamponi diagnostici che, se negativi, consentono di dichiarare la persona guarita ponendo fine alla quarantena e quindi anche all’allontanamento dal domicilio. La dichiarazione di guarigione diventa a maggior ragione indispensabile in questa fase dell’epidemia in cui ci si appresta a far ripartire le attività. Una tempestività che può essere assicurata da un lato grazie alle nuove potenzialità dei laboratori regionali coinvolti, dall’altro con l’utilizzo dei team operativi specifici, come le Usca, che possono costituire una risorsa anche da questo punto di vista.