Coronavirus, aumentano contagi e decessi in Emilia Romagna (Foto Corelli)
Coronavirus, aumentano contagi e decessi in Emilia Romagna (Foto Corelli)

Bologna, 26 marzo 2020 - “Il trend è positivo rispetto a tutte le giornate precedenti, questo ci fa ben sperare anche se abbiamo bisogno di consolidare tutti i dati, ma cominciamo ad avere numeri significativamente migliori”. Il commissario ad acta per l'emergenza coronavirus, Sergio Venturi, comincia il consueto punto in diretta Facebook con parole di ottimismo. Sono 10.816 i casi di contagio in regione, 762 in più di ieri. 42.395 i test refertati, 4.350 in più sempre rispetto a ieri. “Sono dati confortanti”, commenta Venturi, “salvo quello sui decessi, che oggi sono 97, ma numeri simili purtroppo ci accompagneranno fino al termine dell'emergenza”. Le vittime arrivano a quota 1.174.

L'aggiornamento del 27 marzo

La tragedia Scout muore a 26 anni 

I contagi sul territorio si distribuiscono così: provincia di Piacenza 2.213 (91 in più rispetto a ieri), Parma 1.611 (86 in più), Reggio Emilia 1.698 (112 in più), Modena 1.676 (143 in più), Bologna 1.253 (di cui Bologna 1.034, 135 in più rispetto a ieri, e 219  Imola, 11 in più), Ferrara 212 (8 in più rispetto a ieri), Ravenna 451 (64 in più), Forlì-Cesena 513 (di cui 241 a Forlì, 26 in più rispetto a ieri, e 272 a Cesena, 33 in più), Rimini 1.189 (53 in più). 

Le schede L'ultima autocertificazione - Centenario sconfigge il virus - Consigli per i genitori - I sintomi a cui fare attenzione

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 29 residenti nella provincia di Piacenza, 16 in quella di Parma, 10 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (nessuno nel territorio imolese), 4 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 4 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 9 in quella di Rimini e 1 residente fuori regione. 

Complessivamente, sono 4.680 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (415 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità – come si sta verificando negli ultimi giorni - quelle ricoverate in terapia intensiva, chesono 301, 7 in più rispetto a ieri. Ma crescono purtroppo i decessi, passati da 1.077 a 1.174: 97, quindi, quelli nuovi, di cui 64 uomini e 33 donne.

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 792 (71 in più rispetto a ieri), 668 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 124 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 29 residenti nella provincia di Piacenza, 16 in quella di Parma, 10 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (nessuno nel territorio imolese), 4 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 4 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 9 in quella di Rimini e 1 residente fuori regione. 

Il punto di Venturi: video

Medicina, via alla sperimentazione: cura a domicilio per i positivi

Se la sperimentazione sui pazienti positivi di Medicina “si rivelerà efficace, la estenderemo al territorio regionale”. A dirlo il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, a proposito dello screening a tappeto nel comune alle porte di Bologna, dichiarato zona protetta nei giorni scorsi a causa dell'elevata diffusione del contagio.

Bonaccini parla di “unità mobili per curare a casa i pazienti positivi al Covid-19, per evitare che peggiorino e che arrivino in ospedale in condizioni ormai critiche, spesso non più recuperabili». Questa, prosegue, «è la nuova strategia che l'Ausl di Bologna sperimenta da oggi a Medicina, il comune che abbiamo chiuso vista l'anomala diffusione del contagio”.

Si tratta “di una terapia farmacologica precoce con un'azione antivirale che eviti la progressione della malattia, somministrata a domicilio dagli operatori sanitari, per provare a giocare d'anticipo sulla possibile azione del virus: se si rivelerà efficace, la estenderemo al territorio regionale”.

Posti letto, 307 in più di ieri

Da Piacenza a Rimini, continua senza sosta il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto disposto dalla Regione. Da ieri a oggi, sono 307 i posti letto allestiti per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 4.323 a 4.630, tra ordinari (4.116, +294) e di terapia intensiva (514, +13).

Nel dettaglio: 589 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.052 a Parma (63 terapia intensiva), 701 a Reggio (55 terapia intensiva), 499 a Modena (89 terapia intensiva), 852 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (142 terapia intensiva), 272 a Ferrara (32 terapia intensiva), 665 in Romagna (in particolare: 248 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 113  Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 54 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui  10 per terapia intensiva; 120 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva.

Trasporto pubblico, nuova stretta

Ieri sera il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza su misure anti-coronavirus. Da un lato interviene in materia di trasporto pubblico, tutelando la salute degli utenti e dei lavoratori. Dall’altro proroga fino al 3 aprile l’efficacia delle disposizioni di una ordinanza precedente e in scadenza oggi: la numero 35 del 14 marzo.

Fra i provvedimenti che aveva introdotto e che restano in vigore, la sospensione di tutte le attività che prevedono la somministrazione e il consumo sul posto di alimenti e quelle che prevedono l’asporto, compresi i take-away, cioè gli esercizi che preparano pasti da portare via, come ad esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio. Attività per le quali resta consentito solo il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente, con la prescrizione, per chi organizza l'attività di consegna a domicilio – che sia lo stesso esercente o una piattaforma –, del rispetto delle disposizioni igienico sanitarie.

Ancora, il fatto che restano consentite le attività di ristorazione all’interno di strutture ricettive quali, a titolo di esempio, alberghi, residenze alberghiere agriturismi per i clienti che vi soggiornano. Poi la chiusura al pubblico degli stabilimenti balneari e relative aree di pertinenza, con l’accesso consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di cantiere e lavorative in corso, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza. Da segnalare anche la sospensione di qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato, anch’essa confermata.