Video chiamate per fare comunicare i pazienti con i familiari
Video chiamate per fare comunicare i pazienti con i familiari

Bologna, 29 marzo 2020 - Sono 13.119 i casi di positività al Coronavirus, 736 in più di ieri. Sono 99 le persone che hanno perso la vita in queste ultime ore (67 uomini e 32 donne), portando così l'Emilia Romagna all'impressionante totale di 1.443 vittime dall'inizio dell'epidemia. 

L'AGGIORNAMENTO di lunedì 30 marzo

Complessivamente, sono 5.726 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (368 in più rispetto a ieri); relativamente contenuto – come si sta verificando negli ultimi giorni – l’aumento di quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 333, 17 in più rispetto a ieri. 

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Le vittime

I nuovi decessi riguardano 26 residenti nella provincia di Piacenza, 21 in quella di Parma, 13 in quella di Reggio Emilia, 17 in quella di Modena, 12 in quella di Bologna (di cui 1 nel territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 2 in quella di Ravenna, 1 in quella di Forlì-Cesena (1 nel cesenate), 5 in quella di Rimini. Un decesso si riferisce a un residente fuori regione.

I contagi

Piacenza 2.475 (85 in più rispetto a ieri), Parma 1.809 (57 in più), Reggio Emilia 2.146 (150 in più), Modena 2.094 (172 in più), Bologna 1.504 (157 in più rispetto a ieri, e 239  Imola, nessuno in più), Ferrara 300 (19 in più rispetto a ieri), Ravenna 553 (32 in più), Forlì-Cesena 642 (di cui 318 a Forlì, 18 in più rispetto a ieri, e 324 a Cesena, 12 in più), Rimini 1.357 (34 in più).

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.141 (66 in più rispetto a ieri), 896 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 245 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi (+53 rispetto a ieri).

L'analisi

“Continua il trend osservato nei giorni precedenti - afferma il commissario ad acta all’emergenza, Sergio Venturi - quindi una moderata riduzione dei casi percentuali, confermati dalla riduzione degli accessi in Pronto soccorso e, attraverso il 118, in ospedale per polmonite interstiziale. Purtroppo, è ancora alto il numero dei decessi, ma ci aspettiamo comunque una significativa riduzione sia dei contagi che dei decessi nei prossimi giorni. Stiamo ponendo particolare attenzione alla situazione delle case protette, che ormai restano l’unico vero focolaio d’infezione sul territorio, perché - chiude Venturi - osserviamo come le misure di distanziamento sociale comincino a dare i primi risultati. Ma non è questo il momento di mollare: rispettiamo tutti regole e restrizioni”.

Bonaccini

“Le restrizioni serviranno ancora per qualche tempo e adesso che si intravede una luce in fondo al tunnel, guai ad abbassare la guardia”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, parlando ddell'emergenza coronavirus a Sky Tg24. “Le cose – ha aggiunto - cominciano a dare segnali positivi, al picco ancora non ci si è. Nella nostra regione negli ultimi tre giorni abbiamo superato i 5.500 tamponi al giorno e ora faremo i test sierologici al personale assistenziali. C'è un numero ancora alto di decessi. La cosa che guardo con più attenzione è il dato relativo agli ingressi al pronto soccorso che è la misura migliore per capire l'andamento e che stanno calando”.

E ancora: "Le cose stanno progressivamente cominciando a dare segnali un po' più positivi anche qui, non dico mai miglioramento perché è una parola che non avrebbe senso in un momento come questo. Negli ultimi giorni abbiamo avuto un calo quotidiano dell'aumento rispetto al giorno precedente, perché ancora non siamo al picco dei contagi. Negli ultimi tre giorni abbiamo superato i 5.500 tamponi al giorno e adesso partiremo con 100 mila test sierologici a tutto il personale medico-sanitario e a tutto quello socioassistenziale e nel caso di positività faremo il tampone classico fatto direttamente in automobile".

"Sono aumentati di molto i tamponi che facciamo ogni giorno – ha spiegato - e nonostante questo cala l'aumento dei contagiati così come stanno aumentando i guariti. Abbiamo ancora un numero alto di decessi, anche se per quanto mi riguarda anche un solo decesso al giorno è troppo alto, ma anche qui sta succedendo qualcosa di meglio”.

Le donazioni superano i 4 milioni di euro

Il cuore grande degli emiliano-romagnoli. Superano i 4 milioni di euro (4.195.719,67) i fondi raccolti fino a ieri sul conto corrente della Regione Emilia Romagna in dieci giorni dall’avvio della campagna 'Insieme si può' contro il coronavirus. Donazioni che serviranno a completare il piano sanitario regionale per triplicare i posti letto di terapia intensiva negli ospedali pubblici. 

Contributi che arrivano davvero da tantissime persone: cittadini, famiglie, imprese, enti, associazioni, fondazioni e istituti bancari.Sostenuta anche da giornalisti, attori, cantautori e musicisti, ricercatori emiliano-romagnoli, la campagna prosegue, a sostegno del sistema sanitario regionale per la gestione e il superamento dell'emergenza sanitaria.

"Torno a ringraziare davvero di cuore tutti coloro che stanno partecipando con tanta solidarietà e generosità a una sfida che è dell'intera comunità regionale - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. E ringrazio di nuovo i testimonial, le donne e gli uomini dello spettacolo, della cultura, del giornalismo, dello sport e della ricerca che si sono resi disponibili in prima persona nella campagna “Insieme si può” per la nostra sanità e per l’Emilia Romagna. In tanti si stanno facendo avanti: singoli cittadini, famiglie, imprese, enti, società, associazioni, fondazioni bancarie, istituti bancari. Un'altra prova di ciò che questa regione sa essere. E un attestato di riconoscenza e fiducia verso operatori e professionisti sanitari che dobbiamo ringraziare, in primo luogo rispettando il loro lavoro stando a casa e rispettando le misure restrittive alla lettera".

I fondi

Lo Stato ha stanziato 400 milioni di euro per "misure urgenti di solidarietà alimentare", ossia per consentire alle persone in stato di bisogno di soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali. I fondi vengono assegnati ai Comuni e da questi sarà gestito ed erogato, privilegiando i criteri di prossimità e sussidiarietà. Il riparto di tali risorse aggiuntive sarà basato su criteri nuovi, calibrati per l`esigenza eccezionale, quali i principi del minor reddito pro capite (50-66%) e del numero di abitanti (33-50%) - criteri concordati con l`Anci. Ecco la suddivisione tra i Comuni dell'Emilia Romagna: