L'Emilia Romagna si prepara al dopo pandemia
L'Emilia Romagna si prepara al dopo pandemia

Bologna, 8 aprile 2020 - Nel giorno in cui le Confindustrie del Nord (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) che rappresentano il 45% del Pil italiano si sono unite per svrivere un documento dai toni a tratti drammatico, arriva il piano di rilancio della Regione Emilia Romagna che mette sul piatto investimento pere 320 milioni di euro.

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Fase 2

L'Emilia-Romagna lavora alla fase due. E per ripartire la Regione stanzia un pacchetto di 320 milioni di euro che potranno crescere nei prossimi mesi. Gli aiuti riguarderanno le imprese - le prime che ripartiranno -, il personale sanitario e le famiglie. Si tratta di oltre 200 milioni di misure più 120 milioni d'investimenti per l'elettrificazione delle linee del ferro.

Mille euro ai sanitari

Ma il primo ringraziamento, in questo periodo di emergenza, va agli operatori sanitari. Il presidente Stefano Bonaccini annuncia, infatti, 65 milioni di euro per riconoscere a questi lavoratori in prima linea contro il Covid-19 euro un bonus di mille euro a testa. il sottosegretario alla presidenza della Giunta Davide Baruffi spiega: "La misura più significativa che abbiamo messo in campo è un segnale concreto al personale sanitario, parasanitario e tecnico impegnato in prima linea". Complessivamente "65 milioni di euro per riconoscere a questi lavoratori un contributo aggiuntivo che è mediamente di mille euro a testa. Un una tantum, ma vogliamo arrivi immediatamente nelle loro tasche e riusciremo a erogarli subito".

L'hub di terapia intensiva

Ma non solo. Bonaccini conferma anche un investimento - in concorso col governo - per costruire un hub di terapia intensiva. Si tratta di 20 milioni di euro per creare strutture a fianco o dentro gli ospedali che sarà un presidio fondamentale per l'Emilia-Romagna, ma anche per il resto dell'Italia. "Dobbiamo fare in modo che ci siano luoghi dedicati all'emergenza Covid-19, come già abbiamo iniziato a fare. Il progetto verrà presentato con il ministro della salute Speranza e l'assessore Donini nei prossimi giorni. Si prevedono fra i 100 e i 150 posti letto", spiega Bonaccini.

L'editoria

Infine, sono previsti milioni di aiuti per la sanificazione di aziende e hotel, sostegni all'agricoltura, venti milioni per casa e welfare. E, ancora, un miione di euro per il sostegno del'editoria locale e 500mila euro per le edicole.  "Una serie di misure per la ricostruzione", sintetizza il governatore emiliano-romagnolo. Che fa anche un digressione sul tema mascherine. Il lotto di tre milioni di dispositivi sta arrivando nei Comuni e verrà distribuito, seguendo una serie di linee guida per permettere ai cittadini di entrare nei luoghi chiusi protetti". Sull'obbligatorietà dei dispositivi, per ora, Bonaccini prende tempo. "Ci stiamo lavorando soprattutto sui luoghi chiusi, ma dobbiamo essere certi di avere il numero di mascherine sufficiente".

La scuola online

Internet e pc, 5 milioni per la scuola e la formazione digitale a distanza – Per permettere a tutti gli alunni e agli studenti di seguire le lezioni a distanza, formalizzati i 5 milioni di euro necessari a dotarli degli strumenti necessari (schede prepagate per la connessione internet, pc e tablet): 1,5 milioni, in particolare, sono destinati ai ragazzi dell’istruzione e della formazione professionale, mentre 3,5 milioni per le altre scuole, dalle elementari alle superiori. Questi ultimi fondi verranno gestiti dai Comuni attraverso i distretti sociosanitari e in collaborazione con le scuole, per intercettare bisogni che non siano quelli che già ora vengono soddisfatti dalle borse di studio e dagli aiuti per garantire il diritto allo studio. In preparazione una task force per il monitoraggio e il sostegno della didattica a distanza insieme all’Ufficio scolastico regionale.

La riapertura

Quando ripartire "lo si deciderà insieme al comitato scientifico", ma il come "dobbiamo già deciderlo adesso". C'è attesa per l'annuncio di una nuova ordinanza in tema economico che arriverà oggi pomeriggio dal presidente Stefano Bonaccini. Il governatore, di fronte ai dati incoraggianti sull'andamento dell'epidemia negli ultimi giorni, mette nel mirino la ripartenza della ex "locomotiva" d'Italia e dell'intero paese. "Non possiamo rimanere tutti chiusi in casa per i prossimi due anni, né rischiare di avere carestia dopo questa tragedia sanitaria", ha detto questa mattina il governatore a Rai Radio1, all'interno del programma Centocittà.

Zaia: "Abbiamo un piano pronto"

Bonaccini sottolinea chiaramente un concetto: "Bisogna riuscire a garantire che possano ripartire le attività sapendo che la salute va messa al primo posto". Nuove speranze vengano dall'andamento degli ultimi giorni dell'epidemia di Covid 19 in regione. "I numeri finalmente cominciano a farci avere qualche fiducia in più. Io - sottolinea - non guardo i contagi come fate voi o i comuni cittadini - precisa - ma telefoniamo tutti i giorni agli ospedali per sapere gli accessi ai Pronto soccorso, in terapia intensiva e nei reparti. Stanno calando decisamente quei numeri, vuol dire che la prospettiva dei prossimi giorni e delle prossime settimane dovrebbero vedere la curva cominciare ad arrivare al picco e poi via via a scendere". Ed ecco il tema della ripartenza, a cui in Emilia-Romagna si sta già lavorando insieme alle parti sociali. Ma senza forzare troppo le tappe.

 "Bisognerà immaginare di ripartire con totale cautela, senso di responsabilità  e testa sulle spalle- sottolinea Bonaccini. "Con un protocollo rigoroso per il quale, una volta deciso dal Governo quali altri settori possono riaprire oltre a quello primario, le imprese diano determinate garanzie sul distanziamento sociale e sui sistemi di protezione individuale per i lavoratori". Quindi serviranno le mascherine? "Ce lo diranno gli esperti della sanità - risponde Bonaccini - quando sento politici o miei colleghi fare gli scienziati mi viene da sorridere, o da piangere. Devono essere coloro che hanno degli strumenti a dirci quali siano le migliori buone pratiche per evitare che le persone si ammalino".

Il bilancio di ieri

"Abbiamo un incremento di 269 nuovi casi positivi rispetto a ieri (lunedì n.d.r.), è il dato in assoluto più basso da alcune settimane, considerando anche i tamponi fatti che sono molti, 3.028 in più". È il commento del commissario Sergio Venturi che sottolinea come per la prima volta in Emilia-Romagna dall’inizio dell’emergenza diminuiscono i letti dedicati al Covid-19. Continuano a salire le guarigioni: 2.597, 200 in più.

Purtroppo ci sono altri 72 morti (il totale è 2.180): 34 uomini e 38 donne, primo ‘sorpasso’ femminile dall’inizio dell’epidemia. Di questi decessi, 13 riguardano Piacenza, 14 Parma, 12 sia Reggio Emilia che Modena, 11 Bologna, 5 Forlì-Cesena, 3 Ferrara e 2 Rimini.

Questi i casi di positività: 2.953 Piacenza (17 in più rispetto a ieri),  2.365 Parma (48 in più),  3.215 Reggio Emilia (48 in più), 2.758  Modena ( 67 in più), 2.334  Bologna (34 in più), 322 Imola (5 in più),  522 Ferrara (12 in più),  738 Ravenna (10 in più), 1.034  Forlì-Cesena (di cui  564 Forlì, 18 in più rispetto a ieri, e 470 a Cesena,1 in più),  1.584 Rimini  (9 in più).

"Ci sono rimasti due focolai che dobbiamo affrontare – spiega Venturi –. Quelli all’interno delle famiglie e quelli nelle case protette. Se ci sono le condizioni si sta a casa – dice rivolgendo a chi ha familiari positivi – altrimenti si chiede di essere collocati in luoghi dove si può essere isolati. Sfruttiamo gli alberghi che abbiamo a disposizione".

L’altro fronte sono le case protette, "dove stiamo entrando con nostro personale per spegnere i focolai. È la missione principale che abbiamo la consapevolezza di dover affrontare".