Bologna, 28 febbraio 2020 - Trenta casi in più in poche ore e secondo decesso: è su queste cifre che la decisione se riaprire o no le scuole viene rimandata a questa mattina, in attesa del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che cercherà di fare una sintesi di posizioni molto diverse: Stefano Bonaccini per l'Emilia Romagna e Luca Zaia per il Veneto spingono, infatti, per il via libera alla lezioni già lunedì. Di parere opposto invece la Lombardia che, con l'assessore al Bilancio Davide Caparini, chiede la proroga della chiusura per un'altra settimana.

GLI AGGIORNAMENTI DI SABATO 29

Il premier Conte ha deciso di prendersi un'altra notte di riflessione e annuncia l'arrivo del decreto del Presidente del Consiglio per oggi: "Ci sarà un aggiornamento - ha fatto sapere -, il comitato tecnico lavora fino all'ultimo. Per quanto riguarda il dpcm sarà emesso domani (oggi, ndr)". Aperta a scenari molto diversi anche la dichiarazione del ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina: "Mi auguro che le scuole riaprano il prima possibile, ma le decisioni in questo senso devono essere prese dall'Istituto superiore di sanità, non dal Ministero né dalle Regioni. Parliamo della salute dei nostri studenti, quindi sono i medici che ci devono dire come operare". 

Dalla riunione in Regione tra Bonaccini, il neo assessore alla Salute Raffaele Donini (video) con i sindaci di capoluogo arriva la conferma: si attende il Governo per evitare l'avanzamento in ordine sparso. Lo spiega lo stesso  Donini nella conferenza delle 19. Prima però premette: "La situazione di contenimento qualitativamente è assicurata dal fatto che ad oggi non ci sono ancora le condizioni per affermare la presenza di focolai autoctoni in Emilia Romagna". "Il contenimento è stato garantito dalle misure prese in questa settimana e dal comportamento attivo dei cittadini", aggiunge. "E' in corso una riunione a Roma al Ministero della Salute - prosegue -, ci attendiamo nella prima mattinata indicazioni dettagliate sui criteri scientifici cui noi ci atterremo per adottare tutte le misure precauzionali per contenere la diffusione del virus". "Dal territorio abbiamo ricevuto l'istanza per allentare alcune misure, in particolare per quanto riguarda i musei e in generale gli eventi culturali", sottolinea Donini. "Quanto alle scuole di ogni ordine e grado - soggiunge -, ci atterremo alle indicazioni che ci verranno fornite domani, perché la vita dei nostri figli viene prima di tutto". "A coloro che sono stati a casa in questi cinque giorni sulla base dell'ordinanza della Regione non servirà il certificato medico, a meno che non siano stati effettivamente malati", tiene a precisare l'assessore alla Salute".

La riapertura delle scuole rischia di far ripartire i contagi da coronavirus? "È una discussione molto complessa - ha risposto il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro alla Protezione civile -; vari gruppi stanno lavorando su modelli matematici. Altri Paesi dell'Ue iniziano ad affrontare questa problematica, come Germania e Uk. Stiamo valutando questo impatto e la riflessione verrà tradotta in provvedimento legislativo nei prossimi giorni".

Il bilancio

Sale a 145, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus, trenta in più rispetto alla mattinata. A Piacenza il maggior numero dei casi (89), 18 a Modena, 27 a Parma e 9 a Rimini (erano 7 questa mattina), il primo caso a Reggio Emiliaa Ravenna. E passano da 1.224 ai 1.277 i tamponi refertati. Si aggiunge alla lista, purtroppo, un secondo decesso: è un cittadino lombardo, residente in uno dei Comuni del focolaio, ricoverato a Piacenza, di 85 anni.

Restano fermi a 6 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, circa 80 sono in isolamento a casa senza sintomi o con sintomi modesti (febbricola e lieve tosse). 

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Lo shock

Per risollevare l'economia e il turismo, Bonaccini lancia le sue proposte. "Ho già incontrato sindacati e categorie economiche, abbiamo un tavolo aperto costante. Abbiamo bisogno di tornare alla vita normale senza dare segnali contraddittori, e c'è bisogno di un confronto con il governo - ha detto -. Ho mandato una lettera al premier Conte a nome dei presidenti delle regioni, fra pochi giorni ci vedremo. Abbiamo chiesto misure urgenti: l'estensione degli ammortizzatori sociali, il rinvio dei mutui, l'accesso al credito. E bisogna sforare il patto di stabilità.

All'Unione Europa va chiesta una mano perché se si ferma la parte più produttiva di questo Paese è un problema serio anche per l'Europa". Da più parti si è criticata la gestione del governo, che però per Bonaccini "non ha proceduto male, anche considerando che c'è stata un'escalation di casi in poche ore. Adesso c'è bisogno che il governo intervenga con misure che diano uno shock all'economia. E' la parte più rilevante, anche perché si sta affrontando bene la fase medico-sanitaria".

Istituita unità di crisi 

Da oggi, intanto, si insedierà, in Emilia-Romagna una unità di crisi regionale sul Coronavirus. A istituirla - oggi la firma sul del decreto ad hoc - lo stesso Bonaccini: la struttura, spiega una nota, "agirà in continuità con il sistema di governance dell'emergenza adottato fino ad oggi, per prendere su tutto il territorio le decisioni necessarie, ed uniformi, per affrontare la crisi", dettata dal nuovo virus. L'unità di crisi regionale, che sarà in costante contatto con il Comitato operativo nazionale, è composta dal presidente Bonaccini, che la presiede; dal Prefetto di Bologna o un suo delegato; dall'assessore alle politiche per la Salute, Raffaele Donini; dall'assessore alla Protezione Civile, Irene Priolo; dal Direttore generale cura della persona, salute e welfare e da quello dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, nonché da un rappresentante di Anci e Upi Emilia- Romagna.

All'unità di crisi potranno essere invitati componenti e strutture operative di Protezione civile e delle Aziende sanitarie locali o altri dirigenti-funzionari regionali o appartenenti ad altre Pubbliche amministrazioni, in considerazione di specifiche esigenze ed in relazione alle competenze che dovessero essere necessarie. Oggi la prima riunione.

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Le messe

E sono riammesse le messe festive nelle diocesi di Bologna, Ferrara e della Romagna, cercando di evitare assembramenti di folla. Lo prevedono le nuove disposizioni in tema di emergenza coronavirus adottate, che vanno a rimodulare quelle emesse in precedenza. "Data la circostanza – viene chiarito – è sospeso il precetto festivo. Tuttavia, è consentita la celebrazione delle Sante Messe festive e prefestive, evitando processioni e assembramenti di persone al temine della celebrazione" a condizione che ci si attenga sempre a criteri di prudenza. "Coloro che per motivi di salute non si sentissero di partecipare alla celebrazione, preghino nelle loro case", dicono le diocesi.

L'appello

Ha commosso il web l'appello di Elena Vaccari, giovane immunodepressa reggiana, che chiede agli italiani "un po' di senso civico" e di lasciare a chi ne ha davvero bisogno le ormai introvabili mascherine. "Amici italiani, vi prego, basta con le lamentele, le polemiche, le razzie di disinfettanti e mascherine ‘a caso’. Le farmacie rispondono anche a chi, come me, ne ha davvero bisogno, che ‘non se ne trovano più’: ma vi sembra il caso di farsi compatire così?", scrive la ragazza sui social. E il suo appello viene condiviso decine di volte.

Il video

L'Italia non si ferma, Bologna non si ferma. Lanciato da Milano, l'appello alla riscossa è stato raccolto da Bologna e rilanciato verso Firenze. "Vi aspettiamo sotto i portici, è l'ora in cui Bologna entra in scena", recita il filmato di una quarantina di secondi rilanciato sui social dall'assessore Matteo Lepore:

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