Bologna, 12 marzo 2020 -  In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.947 i casi di positività al Coronavirus, 208 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. I morti sono passati da 113 a 146: 33, quindi, quelli nuovi, che riguardano 22 uomini e 11 donne; per dieci delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 15 residenti nella provincia di Piacenza, 8 in quella di Parma, 2 in quella di Rimini, 5 Reggio Emilia, uno Modena, uno Cesena e uno in quella di Cremona.

Passano da 6.640 a 7.600 i campioni refertati. 

AGGIORNAMENTO - Pronti gli ospedali Covid-19 in ogni provincia: ecco dove

Complessivamente, sono 811 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 112 (8 in più rispetto a ieri). E salgono a 43 (ieri erano 38) le guarigioni, 41 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 2 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Dall'Italia: morti e contagiati. I numeri aggiornati

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 679 (15 in più rispetto a ieri), Parma 430 (52 in più), Rimini 312 (67 in più), Modena 190 (27 in più), Reggio Emilia 123 (9 in più), Bologna 122, di cui 42 del circondario imolese (complessivamente 14 in più, tutti a Bologna), Ravenna 41 (10 in più), Forlì-Cesena  33 (di cui 22 a Forlì e 11 a Cesena, complessivamente 9 in più, di cui 4 a Cesena e 5 a Forlì),  Ferrara 17 (5 in più rispetto a ieri).

Il commissario per l'emergenza, Sergio Venturi, ha sottolineato positivamente il dato di Piacenza: "Più 15 casi è un numero molto confortante, anche non mi ci basta avere 4-5 giorni di crescita bassa per dire che siamo fuori dall'emergenza". Preoccupano, invece, le situazioni di Parma e Rimini, "dove si verificano crescite molto rilevanti".

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"Il nostro sistema sanitario sta reggendo, ma bisogna essere pronti a fronteggiare qualunque situazione, fin quando il virus non sarà debellato". A sottolinearlo il governatore Stefano Bonaccini. In una nota diffusa dalla Regione, Bonaccini ricorda che "stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare questa emergenza, senza arretrare di un passo e aumentando subito i posti letto". E ha voluto ringraziare "tutto il nostro personale sanitario, oltre che a tutti gli uomini e le donne, volontari compresi, del sistema regionale di Protezione civile che, da quando sono stati rilevati i primi casi di Coronavirus sul nostro territorio, hanno lavorato incessantemente senza risparmiarsi, mostrando immense doti professionali e umane".

Bus e treni, corse ridotte

A partire da domani, in Emilia Romagna sarà attuata una riduzione dei servizi di trasporto pubblico sia ferroviario che su gomma. Lo stabilisce una nuova ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che recepisce le indicazioni introdotte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato nella serata di ieri.. Il Dpcm prevede appunto, dal 12 marzo al 25 marzo, nuove restrizioni per far fronte all’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus.

Per quanto riguarda il trasporto su gomma, le Agenzie della mobilità provvederanno a osservare una riduzione delle corse con le modalità applicate durante il periodo delle vacanze scolastiche.

Riduzioni delle corse anche per il servizio ferroviario regionale. L’ordinanza prevede una riprogrammazione delle corse da parte dell'operatore Trenitalia-TPER, che dovrà garantire le necessità di spostamento dei cittadini in particolare dei pendolari nell’ore nelle ore di punta. In particolare, sulle linee principali o nelle ore di punta dovrà essere garantito un treno ogni ora, mentre per le linee secondarie nelle ore di minore intensità di traffico si assicurerà almeno un treno ogni due ore.

Per quanto riguarda invece il trasporto pubblico non di linea come il servizio taxi e il servizio di noleggio con conducente, l’ordinanza raccomanda agli Enti locali, ciascuno per la propria area di competenza, di rimodulare l’offerta di servizio, sentite anche le organizzazioni di categoria, prevedendo anche riduzioni dello stesso sulla base delle effettive esigenze, garantendo in ogni caso i servizi minimi essenziali.

Qui sotto i treni soppressi e sostituiti col bus

Qui Come variano i bus a Bologna e Ferrara 

Punti triage per le strutture sanitarie

La Regione sta potenziando i triage di Mirandola e Vignola (Modena), con l’installazione di due ulteriori tende, in aggiunta alle roulotte già utilizzate. Diventano quindi 17 i punti triage, così distribuiti: 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena città, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori); 1 nella città metropolitana di Bologna (Imola); 1 in provincia di Ferrara (Cento) 1 nella Repubblica di San Marino.

Mascherine

Dopo le 80mila mascherine chirurgiche di ieri, il Dipartimento nazionale della protezione civile ne ha consegnate altre 160mila. Confermati i dati sulle 131.000 mascherine modello ffp2, le 3.180 mascherine modello ffp3 e le 738 tute mono uso. Ulteriori consegne sono attese fin dalle prossime ore. Tutto il materiale proveniente dal DPC viene portato al deposito sanitario regionale di Reggio Emilia, da cui viene distribuito secondo i criteri prefissati, a uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario.

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Emilia Romagna, dieci ospedali regionali tra i migliori al mondo

Tra i migliori ospedali italiani - l’elenco delle migliori strutture al mondo e di ogni singolo Paese è pubblicato annualmente da Newsweek -, oltre al Policlinico di Sant’Orsola di Bologna e all’Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che si collocano rispettivamente al terzo e al decimo posto, figurano l’ospedale di Parma, il policlinico di Modena, l’ospedale civile di Baggiovara (Modena), l’arcispedale Sant’Anna di Ferrara, il Maggiore di Bologna, il Guglielmo da Saliceto di Piacenza, l’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e l’ospedale degli Infermi di Rimini.

“Un altro prestigioso riconoscimento per la sanità pubblica della nostra regione, che continua a collocarsi ai massimi livelli mondiali - afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini -. E soprattutto una conferma delle straordinarie capacità degli uomini e delle donne che ogni giorno lavorano al servizio degli altri con professionalità, passione e dedizione, oggi più che mai in prima linea mettendo a rischio anche la propria vita. A loro e a tutti i medici, gli infermieri, gli operatori di tutte le nostre strutture, indipendentemente da qualsiasi classifica, va il grazie della Regione e, credo di poterlo dire, di tutti i cittadini emiliano-romagnoli”.

Cassa integrazione in deroga, come funziona

Come funzionano e a chi sono destinati gli ammortizzatori sociali, secondo quanto previsto dall’accordo sottoscritto nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme ai firmatari del Patto del Lavoro? Lo spiega la stessa Regione, chiarendo innanzitutto che alla cassa integrazione in deroga - dotata di un fondo di 38 milioni di euro per fronteggiare le ricadute economiche provocate dall’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus - possono accedere tutti i datori di lavoro privati, di ogni settore produttivo, che non abbiano accesso agli ammortizzatori ordinari.

“L’eccezionalità dell’accordo, il primo in Italia a livello regionale - spiega l’assessore a Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla -, punta a intervenire per la tutela di lavoratori e datori di lavoro che subiscano gli effetti negativi di questo periodo di emergenza sanitaria, non potendo usufruire di strumenti ordinari. In attesa che vengano emanate dal Governo ulteriori disposizioni per il sostegno al reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro, o la cui attività sia ridotta a causa dell’emergenza sanitaria, questo accordo permetterà l’utilizzo della cassa in deroga per tutti i lavoratori con qualsiasi tipologia di contratto di lavoro subordinato, compresi gli agricoli e i soci lavoratori di società cooperative che non abbiano a disposizione alcun altro ammortizzatore sociale”.

Il provvedimento decorre retroattivamente dal 23 febbraio. Tutte le informazioni utili sulle modalità e sull’invio delle domande e relativa modulistica ed evoluzione della normativa, verranno a breve pubblicate sul portale web dell’Agenzia regionale per il lavoro. Già disponibili una mail (arlinfoderoga@regione.emilia-romagna.it) e un numero di telefono (051/5273893) per avere informazioni.

Possono accedere quindi alla Cig in deroga i datori di lavoro privati che occupano da 1 a 5 dipendenti compresi e che non aderiscano ai Fondi di solidarietà bilaterale attivi; occupano da 6 a 15 dipendenti compresi e accedono al Fis, solo nel caso in cui non possano beneficiare dell’assegno di solidarietà; occupano più di 15 dipendenti e accedono al Fis, solo se hanno già fruito dell’assegno ordinario nei limiti massimi previsti.

Volontariato

Alla data dell’11 marzo, si sono sommate 823 giornate di lavoro volontario, tutte impegnate in attività di logistica. Oggi, 12 marzo, il dato provvisorio fotografa 47 volontari in azione. I nuclei più numerosi che risultano oggi in attività sono quelli del coordinamento provinciale di Piacenza (9) e dell’Anpas (31): in particolare, l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze ha esteso il suo impegno al trasporto con autoambulanza, in supporto alle attività contemplate nelle convenzioni con le aziende Ausl.

Carceri e strutture penitenziarie

Come per gli ospedali, sono in corso sopralluoghi per definire nuovi interventi da rendere operativi nei prossimi giorni. Ormai ultimato l’allestimento di una tenda davanti al carcere di Piacenza, che si va ad aggiungere a quelle già attive davanti alle carceri di Ferrara, Forlì, Rimini, Ravenna e Parma, e alla casa circondariale di Castelfranco Emilia (Mo).

Un ulteriore gazebo nel cortile davanti al Tribunale dei Minori di Bologna (via del Pratello), offre riparo a parenti, avvocati e persone in attesa di accedere all’edificio. Inoltre, è stato smontato il modulo per filtrare gli accessi, installato davanti al carcere della Dozza (Bologna).