Giro d'Italia, passata edizione a Bologna (Foto Schicchi)
Giro d'Italia, passata edizione a Bologna (Foto Schicchi)

Bologna, 13 marzo 2020 -  Era uno l’appuntamento nelle Marche e tre le giornate in Emilia Romagna ma per vivere la magia del Giro d’Italia occorrerà aspettare perché la corsa rosa ha messo il piede a terra decidendo di posticipare la data. E’ la decisione presa oggi dagli organizzatori di Rcs per riuscire a svolgere il Giro d’Italia attendendo la fine dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e, nel contempo, non creare ulteriori danni all’economia. A dare lo stop è stata l’Ungheria, sede di partenza del Giro e l’incertezza della situazione italiana. 

“Il Governo ungherese a causa del diffondersi del coronavirus ha dichiarato lo stato di emergenza che proibisce l'organizzazione di eventi di massa e rende impossibile organizzare eventi internazionali – dicono da Rcs - di conseguenza il Comitato Organizzatore delle tappe ungheresi del Giro d'Italia ha dichiarato l’impossibilità di ospitare la Grande Partenza della Corsa Rosa in Ungheria nelle date inizialmente previste. Le parti hanno ribadito la loro determinazione a lavorare insieme per consentire al Giro d'Italia di partire dall'Ungheria in una data successiva. RCS Sport, vista la situazione nazionale e internazionale, comunica che viene posticipata la data del Giro d’Italia 2020. La nuova data sarà annunciata non prima del 3 aprile quando termineranno le disposizioni previste dal decreto del 4 marzo 2020 e dopo che l’organizzazione si sarà confrontata con il Governo, gli Enti locali e territoriali e le Istituzioni sportive italiane e internazionali”.

Il Giro doveva dunque far tappa nelle Marche il 20 maggio in occasione dell’11° frazione con la partenza da Porto Sant’Elpidio e arrivare in Emilia Romagna per tagliare il traguardo a Rimini dopo 181 km e un bella dedica a Fellini. Poi sarebbe proseguito con i 205 km del circuito di Cesenatico il 21 maggio con la 12° tappa che avrebbe ricalcato la famosa Nove Colli. Con la 13° tappa il 22 maggio, il Giro avrebbe poi salutato la regione partendo da Cervia, tagliando il territorio estense verso Ferrara e dirigersi a Monselice.

Ma le ruote del Giro non si fermano come fu solo per gli anni delle due grandi guerre, perché, forte dei suoi 111 anni sa bene quale possa essere il danno per l’economia viste le tante realtà, aziende e turismo che vi ruotano attorno ma anche il ruolo che la corsa rosa ha sempre ricoperto anche dal punto di vista umano e sociale come primo grande segno di ritorno alla normalità. Fu così nel 1946 quando il Giro si corse in una Italia ancora con i segni delle bombe ma ricominciando con lo sport più popolare, dando a tutti il messaggio della ripresa della proprie vite, rimboccandosi le maniche.
In regione, annullata la Tirreno Adriatica e la Settimana Internazionale Coppi e Bartali, rimane da attendere l’evoluzione dell’emergenza le eventuali decisioni che saranno prese per le altre corse di aprile come il Giro di Romagna Dante Alighieri in calendario dal 30 aprile al 4 maggio .