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9 set 2020

Coronavirus Italia Marche, il bollettino covid di oggi 9 settembre. Altri 19 contagi

Poco più di 1500 i tamponi analizzati. Le ultime notizie sull'andamento della pandemia con i numeri provincia per provincia. Due ricoveri in terapia intensiva

9 set 2020
TAMPONE RAPIDO COVID-19 PASSEGGERI
Coronavirus, il bollettino covid delle Marche del 9 settembre (ImagoE)
TAMPONE RAPIDO COVID-19 PASSEGGERI
Coronavirus, il bollettino covid delle Marche del 9 settembre (ImagoE)

Ancona, 9 settembre 2020 - Altri 19 contagi da Coronavirus nelle Marche e nessun decesso. Nel bollettino di oggi, il Gores  - il gruppo operativo regionale che coordina l'emergenza sanitaria - ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1503 tamponi: 828 nel percorso nuove diagnosi e 675 nel percorso guariti. I positivi sono 19 nel percorso nuove diagnosi: 5 in provincia di Pesaro Urbino, 5 in provincia di Ascoli Piceno, 4 in provincia di Fermo, due in provincia di Macerata, due in provincia di Ancona e uno fuori regione. 

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Questi casi comprendono due rientri dall'estero (Albania, Grecia), un rientro dalla Sardegna, 6 soggetti sintomatici, due casi rilevati con screening nel percorso sanitario, un caso rilevato con screening in ambiente di lavoro, 5 contatti stretti di casi positivi e due casi in fase di verifica.

Ieri nelle Marche i casi di positività erano 15 e non si sono registrate nuove vittime a causa del Covid-19. I decessi registrati dal Gores da inizio emergenza sono 988: 589 uomini e 399 donne con un'eta' media di 80 anni e mezzo e che quasi nel 95% dei casi presentavano patologie pregresse. Dopo le 18 è previsto l'aggiornamento sul numero dei morti legati all'epidemia. 

Ricoveri

Ricoveri per Covid-19 in calo nelle Marche, da 17 a 16, nelle ultime 24ore ma c'è ora un secondo paziente assistito in Terapia intensiva ad Ancona. Sono le novità comunicate dal Gores. Cambia un po'la 'geografia' dei ricoveri, sempre più fluida: un paziente in meno in Malattie infettive ad Ancona (da 10 a 9), due in meno a Fermo (da 4 a 2), un degente in più invece in Infettive a Marche Nord (da 2 a 3). Scende anche il numero di persone ospitate in strutture teritoriali (da 3 a 2, tutte nella Rsa di Campofilone nel Fermano).

In isolamento

È proseguito il trend in aumento di persone positive in isolamento domiciliare (da 380 a 394) e di guariti (da 5.999 a 6.005) mentre cala il numero di isolati in casa per meri contatti con contagiati (da 2.089 a 2.066; 262 con sintomi, 33 sono operatori sanitari).

Pandemia, cosa ci aspetta adesso?

Come si uscirà dall’epidemia in atto e, soprattutto, il sistema sanitario sarà in grado di combattere le nuove fasi del Covid19? La domanda è d’obbligo, la risposta è complessa. Ma sindacati, amministratori pubblici e dirigenti sanitari, riuniti l’altra sera nella sede della Croce Rossa di Pesaro per un incontro moderato dal sindacalista Dalibor Cvejic della Cisl, hanno cercato di fare un po’ di chiarezza sullo scenario che ci attende . Alessandro Contadini (Cisl) e Vania Sciumbata (Cgil) sono stati concordi nell’affermare che "la Fase 1 dell’emergenza si è conclusa mettendo in evidenza problemi che erano ben presenti ben prima dello scoppio della pandemia".

In particolare, "leggi sbagliate hanno bloccato il turn-over del personale riducendolo quantitativamente oltre i limiti accettabili e gravi errori di programmazione relativi al fabbisogno di laureati nelle discipline necessarie, hanno indebolito il sistema la cui tenuta è stata possibile solo grazie alla forte dimostrazione di professionalità degli operatori".

La Fase 2 avrà presumibilmente meno casi acuti, ma sarà importante quanto la precedente. Sia il fronte politico che quello sanitario su questo sono stati concordi: bisogna rafforzare sorveglianza epidemiologica, domiciliarità, piena integrazione ospedale-territorio.

Di prevenzione ha invece parlato Augusto Liverani, direttore del settore Prevenzione delle malattie infettive dell’Area Vasta 1: "Attraversiamo una fase di sorveglianza abbastanza tranquilla – ha detto –. Grazie al tracciamento e ai tamponi a domicilio effettuati dai medici delle Usca, riusciamo a fare diagnosi su soggetti sintomatici evitando l’ospedale". 

Alle porte c’è anche la campagna antinfluenzale: "Questa vaccinazione è protettiva anche per il Covid. Perciò stiamo pensando ad una vaccinazione di massa attrezzando appositi drive-in per somministrare le 90mila dosi disponibili, vaccinando il 40 per cento delle persone in più dell’anno scorso".

a cura di SIMONA SPAGNOLI

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