Ancona, 14 marzo 2020 - Dieci nuove vittime per coronavirus nelle Marche  con il bilancio generale che sale a 46: 37 uomini e nove donne. Quaranta solo nella provincia di Pesaro e Urbino, seguono Ancona (4), Macerata (1) e Fermo (1).  

AGGIORNAMENTO Coronavirus nelle Marche, altre dieci vittime e oltre 1.100 casi. Gli ospedali al collasso

Veneto, tamponi random ai passanti - La situazione in Italia

I tamponi positivi a oggi sono complessivamente 899 (174 in più rispetto a ieri), su un totale di 2561 campioni testati. Tra gli 899 positivi (1.662 tamponi negativi) al coronavirus nelle Marche, 591 sono residenti in provincia di Pesaro Urbino, 215 in quella di Ancona, 58 a Macerata, 22 a Fermo, 7 ad Ascoli Piceno, sei provengono da fuori regione. Sale, comunica il Gores Marche (Gruppo operativo per le emergenze sanitarie), anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva, attualmente 93: 26 a Marche Nord, 21 ad Ancona, 6 a Fermo, 7 a Jesi ( Ancona), 3 a Urbino, 18 a Camerino ( Macerata; tra terapia intensiva e semintensiva) e 2 all'Inrca di Ancona. Le persone ricoverate in reparti non intensivi sono invece 449 di cui 174 in provincia di Pesaro Urbino. Mentre quelli in isolamento domiciliare nelle Marche sono in totale 2.851 (351 sono operatori sanitari) di cui 2.545 asintomatici e 306 con sintomi: 1.028 a Pesaro Urbino, 839 ad Ancona, 366 a Macerata, 199 a Fermo e 113 ad Ascoli Piceno.

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Cimiteri chiusi a Pesaro dal 15 al 25 marzo

"Da domani (domenica 15 marzo) fino al 25 marzo (prorogabile, ndr), i cimiteri di Pesaro saranno chiusi alle visite - rende noto il sindaco Matteo Ricci su facebook -. Saranno garantiti la tumulazione e i servizi essenziali. Mi dispiace perché sappiamo quanto sia importante per tanti cittadini fare visita ai cari defunti, ma dobbiamo evitare qualsiasi aggregazione di persone. Questa sarà una settimana decisiva per il contenimento del virus e bisogna difendere specialmente i più deboli. Sono soprattutto gli anziani coloro che si recano al cimitero ogni giorno. È una chiusura dolorosa ma necessaria". .

Per i pazienti no covid-19 455 posti letto nella sanità privata

La Regione ha richiesto nei giorni scorsi all'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) tutte le disponibilità di posti letto da mettere in campo presso la sanità privata per l'emergenza Coronavirus, sia per i pazienti Covid Positivi sia per i negativi. Sono stati quindi messi a disposizione 455 posti letto, esclusivamente per i pazienti No Covid-19 stabilizzati, ma non ancora pronti per il reingresso a domicilio, attualmente ricoverati presso gli ospedali del servizio sanitario regionale e in condizioni cliniche idonee ad essere trasferiti nelle strutture private (stabilizzazione post-operatoria, pazienti internistici post-critici, lungodegenza).
In questo senso è stato firmato ieri un accordo quadro temporaneo, che sarà ratificato nella riunione dell’esecutivo regionale di lunedì 16 marzo.
Le strutture che hanno offerto la disponibilità sono le case di cura private Villa dei Pini di Civitanova Marche, Villa Verde di Fermo, Villa Anna e Stella Maris di San Benedetto del Tronto, Villa San Marco di Ascoli Piceno, Villa Igea di Ancona e Villa Serena di Jesi.

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​Le vittime

Quarantasei i morti nelle Marche: 40 a Pesaro e Urbino, 4 ad Ancona, 1  a Macerata e 1 a Fermo . Salgono a quattro dunque le morti da contagio all’interno del regionale di Ancona, la quinta in città dopo il primo caso all’Inrca di dieci giorni fa. Si tratta di Aldo Belvederesi, pensionato di 80 anni di Castelferretti, e di Giuseppe Morandini, un 69enne della zona. Entrambi erano ricoverati nel reparto di malattie infettive di Torrette da qualche giorno. Il contagio da Covid-19 è stato decisivo per loro, entrambi con alcune problematiche pregresse, anche se alla fine la potenza del virus è stata devastante a prescindere.

Emilia Romagna, l'allarme: "Ci attendono i giorni più difficili"

La fredda statistica delle vittime, in crescita lenta ma costante, va di pari passo con l’aumento dei contagi, in questa seconda settimana di massima allerta ancora più rapida. Ieri il Gores (il Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie) ha confermato la positività di 725 pazienti nelle Marche, 133 in più (su 250 test effettuati nell’ultimo rilievo) rispetto al giorno precedente, quando il, numero dei contagi era stato di 592. Sempre in regione, su 725 casi positivi al Coronavirus sono 85 i pazienti ricoverati in terapia intensiva e 337 quelli in terapia non intensiva, mentre 281 sono in isolamento domiciliare. I dati resi noti dal Gores vedono ancora la provincia di Pesaro Urbino come quella che ha il maggior numero di casi, 496, seguita da Ancona, 158, Macerata, 48, Fermo, 16, e Ascoli Piceno, arrivata a due. Sempre a Pesaro, Marche Nord, si trova il numero più alto di pazienti in terapia intensiva, 27, seguito dall’Ao Ospedali Riuniti di Ancona con 21. Altro numero rilevante è quello dell’ospedale di Camerino trasformato in Covid Hospital: 17. Sono 2.642 i casi e contatti in isolamento domiciliare, tra cui 319 operatori sanitari. Sul numero totale, 334 sono sintomatici.

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L'ospedale di Torrette

Passando ad analizzare la situazione di Torrette, la direzione aziendale ha deciso di allargare il bacino dell’accoglienza e dei posti letto per i pazienti con patologia Covid-19. In pochi giorni i posti letto per le terapie intensive sono passati da 10 a 40. Oltre alla clinica di rianimazione, la prima ad essere trasformata interamente per la nuova emergenza, almeno metà del blocco operatorio è stato allestito con tutte le strumentazioni del caso, macchinari, ambienti e così via. Per le degenze, oltre alle malattie infettive, con i due reparti saturi, è pienamente attiva la cosiddetta Piattaforma Covid-19, l’ex reparto di medicina d’urgenza, anch’esso saturo, così come il pronto soccorso. Da qui la necessità di reperire ulteriori spazi e dunque la decisione di riorganizzare parte delle degenze, con la messa a disposizione per i casi di Coronavirus di altri reparti: per ora l’urologia, la medicina vascolare e presto potrebbe toccare ad altre unità operative, nel frattempo sospese o ridotte e spostate altrove.

I nuovi limiti: cosa si può fare e cosa no

A passeggio, col cane o in bici

Le passeggiate sono ammesse (anche per portare il cane a sgranchirsi) ma intorno alla propria casa e per pochi minuti. Fermo restando il rispetto del metro di distanza da un’altra persona. Anche l’uso della bicicletta è ammesso ma non per fare passeggiate. Per necessità.

Attività fisica sì, ma solo a distanza

Non è vietato uscire per fare attività fisica all’aria aperta, in particolare nei parchi. Ma a debita distanza da altre persone e senza farlo in gruppo. Ma molte città stanno chiudendo anche i parchi per impedire l’arrivo di persone che potrebbero trasmettere il contagio tra loro.

Al lavoro con autocertificazione

Si può raggiungere il proprio luogo di lavoro, in fabbrica o in ufficio, se non c’è la possibilità di lavorare in smart working e sempre con autocertificazione aziendale. All’interno dell’ambiente di lavoro deve essere garantita la distanza tra gli addetti, pena la chiusura aziendale.

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Stop a incontri e visite di cortesia

Non è più possibile organizzare cenette o incontri anche in casa propria tra amici e familiari. Il decreto disciplina in maniera serrata una forma di quarantena volontaria di tutta la popolazione italiana che non può e non deve venire a contatto con persone esterne al nucleo familiare.

Turismo vietato

Non sono ammessi allontamenti dalla propria abitazione di residenza se non per gravi motivi di salute o di sicurezza. Tantomeno sono ammissibili, pena denuncia penale, partenze a fini turistici né sono consentiti arrivi in alberghi se non per necessità di lavoro o di salute.

Negozi aperti: alimentari, profumerie, edicole e tabacchi

Farmacie, e i negozi di generi alimentari, ma anche quelli di materiale tecnologico, elettrico, articoli per la casa, profumerie per i prodotti per il corpo, tabacchi ed edicole rimarranno sempre aperti per garantire beni essenziali alla comunità.

Dentisti: solo casi urgenti

Studi chiusi e visite solo se davvero urgenti. I dentisti della provincia hanno seguito l’invito formulato dal presidente provinciale dell’Ordine dei medici dentisti ed odontoiatri, Franco Cesaroni, a limitare il più possibile la loro attività per non diffondere il Coronavirus. 

Veterinario: urgenze con autocertificazione

Cliniche e studi di veterinari sono aperti, ma solo per le urgenze. La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani invita a limitare l’attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità rinviando vaccinazioni, visite di routine, ecc. Occorre l’autocertificazione per arrivare allo studio.