Emergenza Covid-19
Emergenza Covid-19

Ancona, 3 aprile 2020 - Sono stati 17, nelle ultime 24 ore, i decessi da Coronavirus nelle Marche. Salgono a 4.230 i contagi. Il Gores (Gruppo regionale per le emergenze sanitarie) ha comunicato i risultati delle analisi sui tamponi effettuate. Crescono però anche i dimessi e i guariti. Su 735 campioni analizzati sono 132 i positivi. Sono 1.140 i pazienti Covid ricoverati, 42 quelli guariti e 2.491 quelli in isolamento domiciliare.

L'aggiornamento del 4 aprile

Coronavirus, il grafico delle Marche al 3 aprile

 

Crescono i dimessi e le personedi chiarate guarite dal contagio coronavirus nelle Marche. I dimessi sono arrivati a 232, i guariti a 42. Il totale dei ricoverati è 1.140, di cui 158 in terapia intensiva, 154 in area post critica, 828 in terapia non intensiva. Sono 2.491 i positivi in isolamento domiciliare. Se nella provincia di Pesaro Urbino si conta il maggior numero di casi positivi, 1.786, seguita da Ancona con 1.263, Macerata con 561, Fermo con 298, Ascoli Piceno con 232 (e 90 casi di fuori regione), la terapia intensiva degli Ospedali edlai riuniti di Ancona con 41 pazienti ha superato per numero di ricoverati quella di Marche Nord che ne ha 35. I casi e contatti in isolamento domiciliare sono complessivamente 6.969, di cui 874 operatori sanitari.

Le Marche sono così tra le prime sei regioni d'Italia per casi positivi al coronavirus, decessi, ricoveri e pazienti in terapia intensiva. E’ quanto, purtroppo, emerge dalla elaborazione dei dati del Dipartimento della Protezione civile nazionale. In particolare la regione è la quinta in Italia per numero di decessi e di pazienti positivi al Coronavirus e la sesta per ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. 

I decessi    

Salgono a 574 i decessi nelle Marche, 17 in più rispetto a ieri. A morire sono stati 381 uomini e 193 donne, con un’età media di 79,5 anni; il 94,6% di loro accusava patologie pregresse.

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Medici e infermieri dall'Ucraina

In seguito alle richieste presentate dalla Regione, arriverà domani dall'Ucraina un volo umanitario con a bordo 13 medici (7 anestesisti, un infettivologo, 5 internisti) e 7 infermieri (3 di terapia intensiva, 4 non intensiva). Questo contingente di professionisti, che sarà accolto a Pratica Di Mare dal ministro Di Maio e, in rappresentanza delle Marche, dall'assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, sarà inviato nella provincia di Pesaro, a supporto degli ospedali di Marche Nord e di Urbino. "Ringrazio il ministro Di Maio, l'Ucraina e i suoi operatori sanitari per questo gesto di grande solidarietà e di collaborazione internazionale" ha detto il presidente Ceriscioli. Sempre domani sono in arrivo nelle Marche 13 infermieri italiani del contingente messo a disposizione dalla Protezione Civile, che presteranno servizio all'Inrca, all'ospedale di Torrette e a supporto dell'Asur.

Ok al 'Progetto 100' a Civitanova

La giunta regionale ha approvato nel pomeriggio l'attivazione dell’area sanitaria presso i locali della Fiera di Civitanova Marche, quale sito da destinare alla realizzazione di una struttura ospedaliera temporanea, capace di ospitare fino a 100 posti di terapia intensiva, necessaria alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“La localizzazione, dunque – afferma il presidente Luca Ceriscioli - è avvenuta nel migliore edificio disponibile, in quanto di proprietà pubblica e già predisposto con tutti gli impianti funzionali agli allestimenti. Ora – prosegue il presidente – dobbiamo procedere con la massima velocità perché il nostro progetto è nato e deve servire per salvare le vite umane dei marchigiani malati”.

Dal punto di vista procedurale, la Fondazione Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta utilizzerà i fondi ricavati dalle donazioni per la realizzazione della struttura, che poi donerà alla Regione Marche. Asur Marche provvederà alla acquisizione in comodato d’uso gratuito da parte del Comune di Civitanova Marche e alla gestione dell’area sanitaria temporanea corredata delle apparecchiature necessarie, installate e donate dalla Fondazione, apparecchiature che al termine dell’emergenza rimarranno acquisite in proprietà dell’Asur, mentre la Protezione Civile della Regione Marche acquisirà i moduli di degenza.
Dal punto di vista tecnico il layout del progetto prevede la realizzazione di circa 100 posti, utilizzabili sia per terapie intensive che subintensive. La realizzazione modulare offre una estrema flessibilità nell'impiego e l'uso della tecnologia dei prefabbricati permetterà un facile riuso dell'opera.

Pronto l'ospedale da campo a Jesi

È stato completato in meno di 72 ore ed è operativo da oggi a Jesi il Posto Medico Avanzato (PMA) della Marina Militare per supportare l'ospedale «Carlo Urbani» nell'emergenza coronavirus. Il complesso sanitario, funzionalmente autonomo con una capacità ricettiva di 40 pazienti, è stato realizzato dalla Brigata Marina S. Marco della Marina Militare, su richiesta del ministro della Difesa Guerini e grazie allo Stato Maggiore della Difesa tramite il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI). Sarà gestito da personale della Marina Militare, con 5 medici, 20 infermieri e 14 specialisti ed operatori tecnico sanitari, che si andranno ad aggiungere al personale sanitario operativo negli ospedali da campo di Piacenza e Crema realizzati dall'Esercito nei giorni scorsi.
«Un grazie di cuore da parte della comunità di Jesi e di questo territorio che vi guardano con ammirazione e riconoscenza. È stato molto importante vedervi arrivare e siamo certi che sarete un supporto prezioso allo sforzo straordinario che l'ospedale sta compiendo in questi giorni», ha detto ai militari il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, nel pomeriggio in visita alla struttura. Il primo cittadino è stato accolto dal capitano di vascello Aldo Sciruicchio, comandante del primo Reggimento della Brigata Marina San Marco e comandante del dispositivo medico avanzato di Jesi. «E' per noi un onore metterci a servizio di questa comunità. Vi ringraziamo per l'accoglienza meravigliosa e per la grande collaborazione. Insieme sconfiggeremo questo virus», ha commentato Sciruicchio. Oltre al posto Medico avanzato di Jesi, e ai due ospedali da campo di Piacenza e Crema, la Difesa ha garantito la disponibilità di alloggi dedicati all'attività di sorveglianza sanitaria, distribuiti nelle strutture militari su tutto il territorio nazionale, a favore dei cittadini positivi al Covid 19 per il necessario periodo di osservazione. 

Screening sierologico ai dipendenti di Torrette e Marche Nord

Dalla prossima settimana partirà uno screening sierologico per il Covid 19 a cominciare dalle Aziende ospedaliere di Torrette e Marche Nord. “La macchina organizzativa sanitaria si sta muovendo con tutte le forze in molteplici direzioni - afferma il presidente della Regione , Luca Ceriscioli - per consentire di velocizzare e aumentare le analisi di laboratorio per l’individuazione e l’isolamento del maggior numero possibile di casi positivi di Coronavirus, nonostante le difficoltà determinate dalla necessità dei reagenti.” Partirà a brevissimo anche all’Azienda ospedaliera Marche Nord lo screening per la ricerca di anticorpi anti covid al personale dipendente . Sarà quindi attivata presso il laboratorio di analisi la diagnostica sierologica mediante test di chemiluminescenza per la ricerca di anticorpi Sars-COV-2. La diagnostica sierologica si affianca a quella molecolare già attivata da Marche Nord in questa settimana e permetterà di offrire la possibilità di effettuare uno screening diffuso a tutti i dipendenti. 

Ceriscioli e il Tar

Il "Governo ritiri il ricorso al Tar sulle misure di contenimento proposte dalle Marche". A dirlo ai microfoni della trasmissione radiofonica Zapping su Rai Radiouno ieri sera è stato il Governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, commentando la diatriba che all'inizio dell'emergenza Coronavirus ha interessato Governo e Regione Marche. Il presidente Ceriscioli infatti il 25 febbraio aveva firmato l'ordinanza con cui chiudeva le scuole marchigiana e vietava le manifestazioni pubbliche nel territorio regionale.

Un provvedimento osteggiato dal Governo, che allora limitava l'applicazione di quelle misure solo per le zone più colpite, tanto che presentò un ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo regionale il 27 febbraio sospese in via cautelare l'ordinanza regionale ma il governatore, anche in virtù dei casi che nel frattempo erano aumentati nelle Marche, nello stesso giorno ne pubblicò un'altra confermando le stesse misure che sono tutt'ora in vigore. Il ricorso del Governo però resta ancora in piedi ed il Tar sarà chiamato ad esprimersi nel merito nei prossimi mesi.