Ancona, 30 marzo 2020 - Dati altalenanti dai tamponi, che comunque lasciano aperta la speranza che il picco sia vicino, se non proprio passato. Ma il numero delle vittime in regione continua a crescere: vittime che ovviamente sono frutto di contagi prececenti ma che sono comunque persone che lasciano famiglie, cari, amici.

Le vittime

Sono 35 le persone che non ce l'hanna fatta nelle ultime 24 (eri erano state 31), portando così a 452 il numero totale delle vittime. In provincia di Pesaro Urbino le vittime sono state 18 (273 in totale), 7 a Macerata (52), 6 a Fermo (34) e 4 ad Ancona (85). Nessuna nuova morte ad Ascoli che è ferma a 3 vittime. Quattro persone che hanno perso la vita non avevano patologie precedenti: il più giovane è un uomo di 53 anni di Fano.

I contagi

Intanto il Gores, Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, ha trasmesso questa mattina i dati relativi alle progressioni e agli esiti delle indagini di laboratorio delle ultime 24 ore: i tamponi risultati positivi sono 126 su 548 analizzati (circa il 23%). 

"Finora le persone positive nelle Marche sono 3.684 su 10.979 test (33,55%). Nei due giorni precedenti le percentuali di tamponi positivi erano state del 33,8 e del 21,48%, dati altalenanti", che, osservando complessivamente la curva di progressione dei contagi, sembrano evidenziare un rallentamento.

Tamponi a tappeto

Le Marche come la Lombardia, il Veneto e il Piemonte. Tamponi a tappeto per tutti, anche a domicilio. Più tamponi significa far venire a galla più positivi possibili. Alla fine la curva dovrà scendere per forza viste le misure di isolamento adottate dal Governo. La strada la indica il governatore delle Marche, Luca ceriscioli: "Sono state organizzate delle unità operative ogni 50mila abitanti – spiega – che vanno a visitare i malati a casa, potendo iniziare già le cure a domicilio". 

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"Siamo convinti che prima si iniziano le cure e meglio è - prosegue Ceriscioli -, poterlo fare a casa dà rassicurazione a chi vive la malattia e rafforza la battaglia contro il virus. Sul fronte dei tamponi, a sud dove i numeri sono contenuti possiamo allargare il tampone e cercare gli asintomatici per mettere un freno all’espansione; nella zona più a nord questa operazione è impossibile perché sono troppi i contatti che si sono generati e vogliamo invece rafforzare il tampone per i dipendenti, per chi lavora in sanità, nelle forze dell’ordine, per chi deve continuare a lavorare a contatto con le altre persone".

Sul tampone, a cui dovrà sottoporsi entro un paio di giorni, Ceriscioli spera si rivelerà negativo: "Finora, per fortuna, non ho avuto sintomi". Il governatore delle Marche torna poi ad evidenziare un problema e avanzare una critica ai suoi corregionali: "Quello che è accaduto nel nord della regione si sta estendendo nel resto delle Marche. Oggi la provincia di Ancona fa segnare picchi importanti sui positivi e sui malati e anche la zona sud sta crescendo con un ritmo del 10% di positivi in più al giorno. È una situazione per cui si sta spostando l’attenzione prima al nord e oggi sempre di più al sud della Regione. Nelle zone più colpite il rispetto dell’ordinanza è molto elevato. Ma c’è a breve distanza chi ha dei comportamenti ancora sbagliati. Ieri mi segnalavano un affollamento in un supermercato, in tanti non rispettavano le regole".

Intanto i medici albanesi promessi alle Marche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sono stati dirottati in Lombardia. La solidarietà tra i due popoli non è mai venuta meno, il premier Edi Rama lo ha ricordato affermando che "Noi non siamo ricchi e nemmeno privi di memoria, gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà". Peccato che l’annuncio del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, li abbia prima assicurati alla nostra regione e poi dirottati alla Lombardia.

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È un periodo sfortunato per il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, alle prese con due progetti di attivazione per altrettanti ospedali per un totale di circa 150 posti letto: 100 posti letto di terapia intensiva dentro i padiglioni della Fiera di Civitanova (foto) e un ospedale da campo dentro l’area di Torrette. Progetti complessi ed onerosi, annunciati ormai una settimana fa e ancora, purtroppo al palo.

 

In arrivo a Jesi l'ospedale da campo

La Marina Militare monterà nelle prossime 72 ore un ospedale da campo a Jesi con 40 posti covid e quattro di terapia intensiva, più quattro rianimatori.

Il bilancio di ieri

Sono 31 i decessi registrati dal Gores delle Marche nelle ultime ore, portando così il drammatico conteggio a 417 morti dall'inizio della pandemia. Cinque vittime non avevano altre patologie: sono una donna di 54 anni di Treia (Macerata), morta nell'ospedale di Civitanova Marche. Gli altri sono del Pesarese: un uomo di 66 anni e una donna di 68 di Pesaro, deceduti nell'ospedale di Jesi, di un 68enne di Vallefoglia, anche lui morto nell'ospedale di Jesi, di un 77enne di Fano, che era ricoverato nel covid hospital di Camerino. 

I decessi riguardano 13 persone residenti nella provincia di Pesaro Urbino, che è sempre stata la più colpita dal coronavirus: in totale si contano 255 morti. Ma crescono anche le vittime in provincia di Ancona che oggi sono 10 (81 in totale). Sei le vittime nel Maceratese (45 in totale)  e 2 nel Fermano (28 in totale). Nessun decesso registrato oggi di persone residenti in provincia di Ascoli che ha finora contato 3 morti.

Le persone positive in regione ad oggi, dall’inizio dell’epidemia, sono 3558 (+185 rispetto al giorno precedente, con 547 campioni refertati). Ieri l'incremento era stato di 177 casi, ma su un totale di 824 tamponi analizzati. 

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei contagi, la provincia più colpita è quella di Pesaro e Urbino con 1.577 casi (70 in più di ieri); seguono Ancona con 1.019 (75 in più), Macerata con 476 (19 in più), Fermo con 246 (5 in più) e Ascoli Piceno con 179 (16 in più).

Al momento sono ricoverate in ospedale a causa del Covid-19 1.168 persone, 15 in più di ieri. Di queste, 168 sono in terapia intensiva (due in più di ieri). Salgono a 12 (da 10) i guariti.

I fondi

Lo Stato ha stanziato 400 milioni di euro per "misure urgenti di solidarietà alimentare", ossia per consentire alle persone in stato di bisogno di soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali. I fondi vengono assegnati ai Comuni e da questi sarà gestito ed erogato, privilegiando i criteri di prossimità e sussidiarietà. Il riparto di tali risorse aggiuntive sarà basato su criteri nuovi, calibrati per l`esigenza eccezionale, quali i principi del minor reddito pro capite (50-66%) e del numero di abitanti (33-50%) - criteri concordati con l`Anci. Ecco la suddivisione tra i Comuni delle Marche: