Covid, ventilatori medici
Covid, ventilatori medici

Ancona, 7 aprile 2020 - "La nostra curva è in linea con quella cinese, significa che i nostri concittadini hanno rispettato le misure come hanno fatto i cinesi". Esordisce così il governatore delle Marche Luca Ceriscioli alla conferenza stampa in streaming della regione Marche per fare il punto sull'emergenza Covid. E sull'attesa ordinanza sull'obbligo e meno delle mascherine ha detto: "sarà condivisa con il ministero della Salute". In serata arriva il consueto bilancio del Gores (Gruppo Operativo per le emergenze sanitarie) sui decessi giornalieri nelle Marche: 22 nelle ultime 24 ore.

"Il numero dei positivi è molto basso: 90,  a fronte di 700 tamponi effettuati. E' un ottimo risultato, significa che i marchigiani si stanno comportando bene". E con l'ultima consegna di reagenti, questa settimana, sarà possibile effettuare un "maggior numero di tamponi, in tempi più stretti", aggiunge il presidente. 

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Il secondo aspetto che evidenzia Ceriscioli in videoconferenza è strettamente correlato al primo: calando l'epidemia calano i casi in terapia intensiva. "Questo permette di far respirare finalmente le nostre strutture sanitarie", spiega. L'obiettivo della Regione, di qui a una settimana, è di ridurre ridurre il numero di ospedali covid nelle Marche, per rispondere a fabbisogni più generali, di altre patologie, extra coronavirus. 

Mascherine obbligatorie? Ceriscioli cerca la condivisione con il Governo. "Vogliamo fare come l'Emilia Romagna - spiega -, la prossima ordinanza sarà condivisa con il ministero stesso". Questo per far capire ai cittadini che "siamo sulla strada giusta, e la cosa ci metterà al riparo da una frammentazione che creerebbe solo confusione". Questo permetterà poi di iniziare a ragionare sulle fase 2 dell'emergenza, ma è necessario rafforzare alcuni comportamenti virtuosi, prima di riprendere le attività economiche con intelligenza e nel rispetto delle regole. Non è quindi ancora chiaro se si andrà verso un obbligo o verso una raccomandazione dell'uso della mascherina  da parte dei cittadini marchigiani.

Poi un giudizio molto positivo sui 400 miliardi stanziati dal Governo per la liquidità alle imprese. "Vorremmo incrementare invece i 33 milioni per la cassa integrazione, per noi insifficienti". 

"Ho fatto la mia quarantena"

"Non ho fatto il tampone come asintomatico. Ho fatto la mia quarantena ma non ho avuto alcun sintomo e quindi, correttamente, passati i 14 giorni sono perfettamente a posto e sono rientrato in ufficio". Così il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, rientrato questa mattina a palazzo Raffaello dopo l'isolamento domiciliare a scopo precauzionale a cui è stato costretto nelle ultime due settimane dopo l'incontro ad Ancona con l'ex Capo della Protezione civile Guido Bertolaso risultato, il giorno dopo, positivo al Coronavirus.

Decessi

Il bilancio serale del Gores riferisce di 22 decessi nelle Marche nelle ultime 24 ore, facendo salire il dato complessivo delle vittime a 652, dall'inizio dell'emergenza Coronavirus; 430 sono uomini e 222 donne, età media di 79,4 anni e per il 94,6% con patologie pregresse. Ancora una volta è la provincia di Pesaro Urbino a pagare il prezzo più alto: 12 decessi. Segue Macerata, con 6 vittime, poi Ancona con tre e infine una vittima nell'Ascolano.

 

I contagi

Brusca frenata dei contagi da Coronavirus nelle Marche. Il Gores ha comunicato che i tamponi positivi delle ultime 24 ore sono 96 su 700 analizzati. Un mumero significativamente inferiore ai 150 di ieri, quando si era registrata una discontinuità rispetto al calo tendenziale degli ultimi giorni. Dal 31 marzo l'incremento giornaliero di nuovi casi è stato di 137 (24% dei test effettuati), 136 (21%), 132 (18%), 111 (14%), 123 (16%), 150 (22%) e, appunto, 96 (14%). Ora il numero complessivo dei positivi nella regione è 4.710.

 

Questa la distribuzione dei contagi a livello provinciale: 1.956 a Pesaro e Urbino (più 37 rispetto a ieri), 1.429 ad Ancona (più 28), 664 a Macerata (più 25), 314 a Fermo (più 2), 235 ad Ascoli Piceno

Coronavirus, il grafico delle Marche al 7 aprile

 

Ceriscioli la spiega così: "Nonostante il miglioramento dei dati del contagio da coronavirus, la struttura di terapia intensiva da realizzare nella Fiera di Civitanova Marche serve ancora per il dopo covid. Due settimane fa eravamo sulla curva di Milano. Si prevedeva una necessità di 240 posti letto di terapia intensiva, 100 in più rispetto a oggi. Ora nel range più basso di crescita dei contagi ci sono Area vasta 1, 2 ,4 e 5. Questo vuol dire che l‘area vasta 5 è già a una percentuale di crescita che ha avuto la 1 dopo settimane. Quindi la prevenzione ha funzionato. Immaginando di ritrovarci tra un mese come la Cina oggi con un numero basso di contagi, ci sarà il tema delle patologie ordinarie. Il covid ha costretto tante persone a rinviare interventi. Quindi abbiamo bisogno di mettere in moto tutti gli spazi e risorse per i malati ordinari. E bisogna farlo presto.Ci sarà bisogno di avere una struttura aggiuntiva che segua per intero i casi covid. Per almeno un anno è saggio mantenere una capacità di risposta, non possiamo escludere una ripartenza della pandemia".