Emergenza Coronavirus (Ansa)
Emergenza Coronavirus (Ansa)

Ancona, 26 febbraio 2020 - Il numero di contagi da Coronavirus nelle Marche sale a tre, dopo la conferma del primo a Vallefoglia (che lavorava a Codogno) arrivata in mattinata. Il secondo caso è un uomo di 51 anni di Piandimeleto, sempre della provincia di Pesaro Urbino, che era il compagno di viaggio del ristoratore di Cattolica contagiato. Sul terzo caso sono in corso approfondimenti, si sa per ora solo che risiede anche lui nella provincia di Pesaro Urbino.

L'uomo di Piandimeleto, sottoposto al test questa mattina, è risultato anche lui positivo al Coronavirus, come dichiarato dalla prefettura di Rimini, ed è attualmente in quarantena, in casa con la famiglia. Raggiunto al telefono dal Carlino, l'uomo ha dichiarato: "E' scandaloso che una Prefettura sveli alla stampa una mia presunta positività al virus, senza che io ne sappia ancora nulla. Nessuno dall'ospedale mi ha informato dell'esito del tampone. L'ho letto sul sito del Carlino, che riprendeva le dichiarazioni della prefettura riminese. Lo ritengo un comportamento grave da parte delle istituzioni, peggio del virus stesso, che non mi dà nemmeno una linea di febbre". 

Scontro Conte-Ceriscioli

Ma intanto è scontro tra Regione e Governo sull'ordinanza di chiusura delle scuole. Il caso Marche sta creando non poca confusione, come ribadisce il premier Conte. "Ieri abbiamo avuto una riunione con tutti i ministri e i presidenti delle Regioni. Ci ha sorpreso che dopo che tutti avevano concordato sul protocollo suggerito, nel pomeriggio le Marche hanno realizzato uno scarto, una deviazione. Questo non va bene perché se ognuno assume iniziative per conto suo si crea una confusione generale del Paese difficile da gestire. Disporre la chiusura delle scuole poi crea problemi per i genitori. Ha solo effetti negativi e non positivi", ha detto Giuseppe Conte.

Fino ad oggi nelle Marche sono stati effettuati una ventina di tamponi al Coronavirus. "Tutti negativi tranne quello di ieri sera", precisa Ceriscioli, che invece difende la scelta di chiudere le scuole, visti gli sviluppi di ieri, con i casi Pesaro (Vallefoglia) e della vicina Cattolica. "Il Governo impugna la nostra decisione di chiudere le scuole? Sarà l'occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone. Io non faccio alcun passo indietro". È stato "confermato infatti il caso di Cattolica a contatto con la nostra regione: una di quelle situazioni dove si vive a cavallo dei due confini con tanti spostamenti tra le due regioni. Era impossibile per noi rimanere fermi", aggiunge. Secondo il presidente di Regione l'ordinanza non genererà allarmismo. "Io leggo in maniera contraria l'ordinanza - conclude -. Fare prevenzione deve abbassare la nostra paura e non alzarla. I cittadini dovrebbero essere più preoccupati se il fenomeno cresce e non vedono prendere misure".

Ieri sera l’annuncio del primo caso di contagio nelle Marche, a Pesaro arrivato dopo che il governatore Luca Ceriscioli procedesse già in anticipo di alcune ore a blindare la regione firmando una ordinanza sulla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (dagli asili alle università) e dell’interruzione delle attività di pubblico spettacolo in tutta la regione. Proprio la stessa ordinanza che avrebbe voluto emanare già lunedì se non fosse arrivata la telefonata del premier Giuseppe Conte che lo ha portato ad attendere le direttive ministeriali.

Nella querelle Conte-Ceriscioli si inserisce il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, nei panni di mediatore. "Questa mattina ho scritto un messaggio al presidente della Regione Luca Ceriscioli invitandolo a riallacciare i rapporti con il Governo, la Protezione Civile e l'Istituto superiore di sanità. È necessaria grande compattezza tra livelli istituzionali altrimenti è il caos". A dirlo è il sindaco di Pesaro in una nota.

"Le Marche chiedono l'inclusione nelle aree del contagio"

"La Regione Marche chiede di essere annoverata tra le Regioni" coinvolte dal contagio Coronavirus con "Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria". È quanto scrive Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni, in una lettera che a quanto si è apprende è stata inviata ieri al governo, con le osservazioni dei governatori sul dpcm adottato per le aree coinvolte dal Coronavirus.

"Il governo - afferma oggi Ceriscioli - deve riuscire a trovare quelle linee omogenee che aveva dichiarato ieri l'altro. Quindi l'omogeneità ce la siamo fatta da soli utilizzando gli stessi strumenti perché eravamo nelle stesse condizioni della Liguria e del Friuli". "Lì il governo - ricorda Ceriscioli - aveva dato l'assenso, abbiamo fatto esattamente le stesse cose. Da noi sembra fare opposizione - conclude - e questa è una buona occasione davanti a un giudice per stabilire se uno Stato si può comportare in maniera differente a seconda delle Regioni che ha di fronte".

Le scuole restano chiuse

"L'ordinanza è ovviamente valida perché l'impugnativa del Governo, se ci sarà, avrà effetti sicuramente molto più avanti", ha ricordato questa mattina il presidente della Regione Marche in un video-messaggio con cui ricorda i contenuti dell'ordinanza regionale pubblicata ieri per la gestione dell'emergenza Coronavirus. "Scuole chiuse di ogni ordine e grado così come le Università - dice Ceriscioli -. Stop al pubblico spettacolo e a tutte quelle attività dove si concentrano molte persone: dall'evento sportivo a quello ludico. L'obiettivo è evitare il più possibile i contatti. L'ordinanza ricorda i comportamenti da tenere qualora dovessero manifestarsi dei sintomi. Isolarsi, non andare al Pronto soccorso o nelle sale d'aspetto dei medici di medicina generale, ma telefonare al proprio medico e se il medico non c'è telefonare alla guardia medica. In ogni caso c'è il Numero verde della Regione 800936677".

Un servizio attivo dalle 8 alle 20 e che nella sola giornata ha risposto di ieri a 1.099 telefonate. Le principali informazioni richieste, riguardano le preoccupazioni per il rientro delle persone, anche familiari, dalla Lombardia e dal Veneto, notizie sulla chiusura delle scuole e necessità di isolamento domiciliare per chi proviene dalle zone a rischio. Complessivamente sono 65 i medici che si sono resi operativi per il Numero verde. Sono previsti due turni giornalieri di sei ore con cinque postazioni per ogni turno. "Ringrazio tutti i medici che sono al lavoro per rispondere ai cittadini- conclude -. Grazie anche al vostro contributo, stiamo dando un servizio fondamentale per informare correttamente, attraverso tutti i canali disponibili. Vogliamo essere tempestivi e trasparenti nella comunicazione".

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Coronavirus, l'ordinanza

Il governo sembrava anche intenzionato ad impugnare il provvedimento firmato da Ceriscioli prima delle 18. Una ordinanza che ora blinda le Marche. Niente scuole, ma anche niente cinema quindi e nemmeno teatri, discoteche e locali da ballo (sono esclusi i circoli privati). L’ordinanza varrà una intera settimana a partire dalla mezzanotte di ieri e fino alla mezzanotte del 4 marzo.

“È stata la cosa migliore da fare – aveva commentato Ceriscioli prima che fosse confermato un contagio anche nelle Marche – non possiamo rischiare contagi perché il virus è arrivato a Cattolica che è praticamente ad un passo dalla nostra Gabicce. Io stesso domenica ero a cena con la mia famiglia a Cattolica”.

L’ordinanza sospende l’attività didattica, ma gli edifici potranno restare aperti per le attività di segreteria. Resteranno a casa insegnanti e alunni. Il provvedimento nel dettaglio sospende tutte le manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura, i servizi educativi compresi esami e sedute di laurea.

Sospesi i viaggi di istruzione in Italia e all’estero, l’apertura al pubblico dei musei, di luoghi di cultura e di biblioteche. Sospesi concorsi pubblici fatti salvi quelli alle professioni sanitarie.

Le reazioni

"Incredibile e vergognoso lo scontro fra governo Pd e regione Pd sulla pelle dei marchigiani!". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la polemica tra Regione Marche e governo. 

''Il braccio di ferro tra il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il governo sul Coronavirus, al di là delle ragioni di ognuno, mostra in tutta la sua forza l'ennesima scelta politica individuale di Ceriscioli che ancora una volta sceglie per se stesso e non per il bene dei suoi cittadini''. Così in una nota la parlamentare marchigiana M5s Mirella Emiliozzi sullo strappo che si è creato con il Governo dopo l'ordinanza della discordia.