Il centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Sant’Orsola
Il centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Sant’Orsola

Bologna, 23 febbraio 2020 -  Scuole e università chiuse in Emilia Romagna per l'emergenza Coronavirus.

La sospensione dell'attività didattica (lezioni, esami, sedute di laurea)  in tutte le università dell'Emilia Romagna da domani, lunedì 24 febbraio, a sabato 29 febbraio compresi era stata presa in mattinata ed era stata comunicata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini,"vista l'alta mobilità degli studenti, in accordo con il ministero dell'Università e della Ricerca scientifica e le nostre Università". Rinviate a data da destinarsi le iniziative "Alma Orienta" e "Career Day" a Bologna. Le altre attività dell'Ateneo continueranno regolarmente, tutti gli uffici e le strutture rimarranno aperti secondo gli orari programmati. Nel pomeriggio è arrivato anche lo stop deciso dalla Regione per le scuole di ogni ordine e grado.

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Scuole chiuse in Emilia Romagna fino al 1° marzo, stop agli eventi 

Chiuse le scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, stop a manifestazioni ed eventi, a ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, alle gite di istruzione e ai concorsi. Chiusi anche musei, biblioteche, cinema, teatri. Sono le misure adottate in Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del coronavirus, valide fino al prossimo 1 marzo compreso. Sono previste nell'ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini e dal ministro della Salute Roberto Speranza. "Abbiamo deciso di mettere in campo una serie di provvedimenti per far sì che si possa fronteggiare la diffusione del virus offrendo le migliori condizioni possibili di sicurezza e tutela ai cittadini - afferma il presidente Bonaccini -. E voglio davvero ringraziare tutti i professionisti della sanità, e parlo di medici, biologi, tecnici, infermieri e quanti sono al lavoro da giorni, per quanto stanno facendo, che è davvero straordinario".

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Il bilancio dei contagi 

Intanto, si alza il livello di attenzione in Emilia-Romagna, sono arrivate a 9 i casi di contagio in Emilia Romagna (aggiornamento: ecco il numero dei nuovi contagiati) , presi in carico dall'ospedale di Piacenza: si tratta di 5 piacentini e un residente in provincia di Lodi oltre a due medici e a un'infermiera dell'ospedale di Piacenza. Cinque quelli ricoverato in ospedale e quattro si trovano ai propri domicili in isolamento.

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Quattro sono in isolamento domiciliare e gli altri cinque ricoverati. Lo ha detto l'assessore alla Sanità uscente Sergio Venturi in conferenza stampa in Regione. Nessuno è in condizioni critiche e tutti i contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. "Un paziente è ricoverato dal 17 febbraio a Piacenza. Al momento non è più in terapia intensiva. Ha un'insufficienza respiratoria ma non è in condizioni che destano preoccupazione", ha detto l'assessore.

A Bologna un paziente sospetto: ora è ricoverato in isolamento al Sant'Orsola in attesa dell'esito del test. E a Ferrara tre persone, due uomini e una ragazza, sono ricoverati sotto osservazione a Cona. "Solo oggi sono stati 186 i tamponi fatti per coronavirus a Piacenza", ha continuato Venturi. "Si tratta dei contatti stretti degli operatori sanitari dell'ospedale piacentino contagiati (due medici e un infermiere) - ha detto - Non abbiamo ancora ai risultati. Siamo stati molto larghi nella definizione e nella prudenza". L'assessore uscente ha anche confermato: "Non abbiamo casi nati in questo territorio, abbiamo al momento zone rosse" . I nove casi di positività arrivano dunque da un focolaio preciso, quello di Codogno. Al momento, ha spiegato Venturi, l'ordinanza con le misure restrittive - per scuole, musei, attività sportive - dura una settimana. Ma si tratta di misure che dovranno essere rivalutate giorno per giorno. Preferiamo prendere misure che possono sembrare sproporzionate, ma non credo lo siano. Al momento durano una settimana e dovranno essere rivalutate giorno per giorno alla luce di quello che può accadere".

Quanto alle misure di prevenzione che ciascuno può adottare,  Venturi ha sottolineato che "lavarsi le mani" così come le altre indicazioni del decalogo regionale "sono cose semplici che ci aiutano di più a tenerci alla larga da questi virus. Questo, in particolare, ha una capacità di contagio importante. Non è tanto la gravità, ma la facilità con cui contagia".

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Anche se non esiste alcun focolaio del virus nel territorio regionale, ma la cabina di coordinamento ha deciso di intensificare i controlli: al test sul coronavirus saranno sottoposti tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati in terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli: il kit diagnostico della polmonite viene infatti inserito automaticamente nell’esame per il coronavirus. E' successo anche alla dipendente di un ufficio a contatto con il pubblico di Ravenna che si è presentata, trasgredendo alle regole, nella struttura sanitaria lamentando una polmonite. Immediatamente è scattato il protocollo ed è stato fatto il tampone che escluderà o meno il contagio da coronavirus. 

Numero verde

Da domani sarà attivo un numero verde regionale che si aggiungerà al 1500 nazionale e al 0523 317979 relativo al territorio di Piacenza. Misure prese alla riunione di ieri a cui hanno partecipato il futuro assessore alla Sanità, Raffaele Donini – l’attuale, Sergio Venturi, è alle prese con una piccola indisposizione –, l’assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo, Licia Petrapoulacos, direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Rita Nicolini, direttrice dell’Agenzia regionale di Protezione civile, la microbiologa Re, Pierluigi Viale e Luciano Attard delle Malattie infettive del Sant’Orsola.

Tra le misure per prevenire il virus è prevista la ‘permanenza domiciliare’ per chi torna dalla Cina o è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia. Prima ancora c’è l’obbligo – e chi non lo fa viene sanzionato – di riferire al Servizio di Sanità pubblica di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.Chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. A chi non fosse in grado di attuare tali misure, la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, mentre il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante delle condizioni di salute per la durata dei 14 giorni di quarantena domiciliare. Si organizzano anche i medici di famiglia, con una sorta di triage telefonico. Fabio Maria Vespa, segretario regionale Fimmg, spiega che "è stata inviata ai nostri 2mila iscritti una scheda di valutazione, in cui vengono riassunti i parametri da chiedere per telefono ai pazienti per individuare i casi sospetti".

Supermercati presi d'assalto

Molti i negozi di generi alimentari e i supermercati presi letteralemente d'assalto anche in Emilia Romagna alla notizia della chiusura di scuole e Università. I sindaci invitano alla calama: i negozi resteranno aperti

Conte annulla la visita in Romagna

A poche ore dal suo arrivo in Romagna, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annullato gli impegni per la giornata di lunedì 24 febbraio. La causa è ovviamente l'emergenza Coronavirus, che richiede un'immediata operatività dalle sedi del governo. Conte avrebbe dovuto visitare la Orogel a Cesena, poi lo stabilimento Caviro a Faenza, in provincia di Ravenna, infine chiudere alle 16 all'aeroporto Ridolfi di Forlì, ormai prossimo all'apertura. La visita sarebbe stata dedicata dunque all'economia ma anche all'alta formazione del polo tecnologico e aeronautico forlivese. Tra gli organizzatori romagnoli, non si dispera di riuscire a riportare il premier. Prima, però, dovrà passare l'emergenza Coronavirus. 

Laboratorio del Sant'Orsola al lavoro 24 ore su 24

Lavoro non stop, giorno e notte, nel Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche. Per l’emergenza coronavirus, il laboratorio all’interno del padiglione 11 del Sant’Orsola di Bologna è attivo 24 ore su 24 e per i tre biologi e i tre tecnici, guidati dalla professoressa Maria Carla Re – che tra l’altro ieri pomeriggio ha partecipato alla cabina di coordinamento regionale con il presidente Bonaccini –, l’attività è diventata davvero intensa: è qui, infatti, che arrivano i tamponi faringei dei casi sospetti in Emilia-Romagna. Da venerdì, inoltre, il Crrem sta ricevendo anche i campioni dei dipendenti dell’azienda Mae di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, perché valutati potenzialmente a rischio: fino a ieri sera erano una cinquantina. L’esito arriva dopo 5 ore. 

Si tratta di esami microbiologici particolari, per i quali a volte si rende necessaria una seconda prova, come è accaduto l’altro giorno per una donna di Piacenza, risultata poi negativa al coronavirus. Iil laboratorio riesce ad analizzare cinquanta tamponi al giorno, mentre sono 20mila gli esami che il centro esegue ogni anno. Il Crrem conduce attività di studio e diagnosi d’infezione di microrganismi che causano o possono causare problemi di sanità pubblica, con particolare riguardo alle infezioni emergenti collegate alla globalizzazione, ai cambiamenti climatici sociali e al bioterrorismo.

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Concorso per infermieri rinviato

Rinviate le prove, scritta e pratica, del concorso congiunto tra Azienda Usl di Bologna, Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna, Azienda Usl di Imola e Istituto Ortopedico Rizzoli per la copertura di posti a tempo indeterminato nel profilo di Collaboratore professionale sanitario infermiere previsto per i giorni 25 e 26 febbraio presso l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno. La nuova convocazione verrà pubblicata il giorno 21 aprile 2020 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.  Il rinvio è stato disposto precauzionalmente in considerazione del fatto che alcuni candidati provengono da Comuni oggetto di ordinanze emanate per contrastare la diffusione del corona virus e che sconsigliano la circolazione e la frequentazione di luoghi affollati.
  

Stop allo sport 

Lo sport si ferma per l'emergenza coronavirus dopo i primi casi di contagio in Italia, in Lombardia e Veneto. E oggi nessuna manifestazione sportiva avrà luogo in Veneto e Lombardia. Saltano quinndi oltre alle partite di serie A Inter-Sampdoria e Verona-Cagliari anche Atalanta-Sassuolo e Feralpi Salò-Carpi. Lo ha annunciato ieri sera - dopo il cdm straordinario - il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. 

In mattinata la Lega Pro ha disposto anche il rinvio di  Vicenza-Piacenza (Girone B), in calendario per il turno infrasettimanale. L'emergenza coronavirus ha fermato in Lombardia e Veneto anche il calcio dilettantistico. In particolare, nel campionato di serie D è stata disposta la sospensione di  tutte le gare del girone B. Nel girone D non si disputeranno Progresso-Vigor Carpaneto, Mantova-Fanfulla, Fiorenzuola-Lentigione, Crema- Forlì.

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