Coronavirus, aumentano i casi di contagio in Emilia Romagna (FotoSchicchi)
Coronavirus, aumentano i casi di contagio in Emilia Romagna (FotoSchicchi)

Bologna, 27 febbraio 2020 -  Sono 97, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 63 a Piacenza, 10 a Parma, tutti riconducibili al focolaio lombardo, 18 a Modena e 6 a Rimini. Lo fa sapere la Regione Emilia Romagna in una nota.

Nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva, dove invece rimangono i tre di ieri (uno all’ospedale di Piacenza e due a Parma), e la maggior parte si trova in condizioni non gravi; molti sono addirittura asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse).  "Non abbiamo ragione di ritenere un focolaio autoctono in Emilia Romagna", precisa l'assessore.

"Un aumento dei riscontri positivi – che ieri pomeriggio erano 47 – dovuto anche all’elevato numero di tamponi refertati nella nostra regione (1.033) ed effettuati nei giorni scorsi anche su persone asintomatiche spesso contatto di casi positivi, prima che le nuove indicazioni nazionali stabilissero la necessità di fare il test tampone solo in caso di sintomi manifesti", fa sapere la Regione.  

Rispetto a ieri pomeriggio, i 50 nuovi casi riguardano prevalentemente Piacenza, dove sono 35; 10 a Modena; 2 a Parma (l'origine del contagio rimane Codogno, dove si era recato un pullman di ballerini) e 3 a Rimini (tutti correlati al primo paziente di Rimini). Dei 10 nuovi casi di positività riscontrati nel modenese, sette sono riconducibili alla persona che si era recata nel Lodigiano e prima contagiata nel territorio provinciale. Gli altri tre riguardano un uomo che ha ricevuto la visita del figlio arrivato dalla Lombardia e due persone "sulle quali sono in corso approfondimenti epidemiologici".

“Il fatto che per oltre la metà dei pazienti l’ambiente di cura sia quello domestico- ha spiegato l’assessore Venturi - è da un lato tranquillizzante, dall’altro stiamo procedendo con l’armonizzazione dell’effettuazione dei test alle indicazioni nazionali, per le quali vanno effettuati sulle persone sintomatiche. Pertanto, il contatto asintomatico continuerà ad essere isolato in quarantena per 14 giorni, e gli sarà effettuato il tampone solo in caso di comparsa di sintomi. Mi aspetto dunque che nei prossimi giorni il ritmo dei casi positivi possa diminuire. Nella situazione data, abbiamo diversi elementi da valutare positivamente, a partire dal fatto che nella maggioranza dei casi si guarisca semplicemente stando a casa e assumendo degli antipiretici”.

Alle nuove indicazioni sui tamponi, Venturi ha ricordato che continua ad affiancarsi, sempre sul piano diagnostico, la linea ‘aggressiva’ messa in campo dalla Regione fino ad ora: tutti i pazienti con polmonite in ospedale vengono sottoposti a tac del torace e tampone. E a questo proposito, tra tutte le indagini effettuate, soltanto in un caso - quello di Cattolica - è stata riscontrata la positività.

Per quanto riguarda i medici di base, la Regione fa sapere che a  breve saranno distribuiti "i presidi di protezione individuale". 

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Riapertura scuole, la Regione decide venerdì 28 febbraio

Domani la nuova giunta regionale dell'Emilia Romagna deciderà se prolungare o meno la chiusura delle scuole. Lo ha annunciato l'assessore uscente alla salute Sergio Venturi. "Ci rendiamo tutti conto che non siamo di fronte a una situazione che desta preoccupazione sulla pesantezza della malattia", ha detto Venturi. "Sono il primo ad auspicare che l'allentamento delle protezioni possa essere preso per dare un segnale alle famiglie e ai ragazzi", ha aggiunto.

E poi: "Non c'è alcun bisogno di sanificare le scuole: non abbiamo avuto nessun caso proveniente da scuola, asilo nido o materna dell'Emilia Romagna". 

Nel caso in cui si tornasse a scuola lunedì, non servirebbe comunque il certificato medico. "Certamente non servirà. A meno che in questa settimana qualche bambino non si sia ammalato, in quel caso serve. Ma se l'unica motivazione legata all'assenza è stata quella dell'ordinanza Bonaccini, si va a scuola senza alcuna giustificazione", conclude Venturi.

Coronavirus, il video della conferenza stampa dell'assessore Venturi

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Università di Bologna, lezioni ed esami online

Da lunedì l'Università di Bologna sperimenterà una modalità di lezioni, esami e sedute di laurea online. Inizialmente la novità riguarderà il 30-40% dei circa 3.500 insegnamenti previsti per il secondo semestre, ma l'obiettivo è andare a regime nelle prossime due settimane. Ad annunciarlo il rettore, Francesco Ubertini (video).

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Un altro laboratorio per l'analisi dei tamponi sul coronavirus

L'Emilia Romagna mette al lavoro un terzo laboratorio per l'analisi dei tamponi sul coronavirus: il test diagnostico è stato attivato al laboratorio unico del centro servizi dell'Ausl Romagna, con sede a Pievesestina di Cesena, a cura del laboratorio di virologia. Si aggiunge, come annunciato nei giorni scorsi dalla Regione, ai laboratori di Bologna e Parma già al lavoro da giorni e potenziati.

Sono stati a tal fine acquisiti con procedure d'urgenza i reagenti specifici per i tamponi ed è stata attivata l'organizzazione dei percorsi diagnostici dedicati. Il laboratorio fa capo all'Unità operativa di microbiologia diretta dal professor Vittorio Sambri.

Il numero verde regionale è 800.033.033 (oltre a quelli attivati direttamente dalle Aziende sanitarie e al numero nazionale 1500) per ricevere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti. Al numero 800.033.033 oggi sono arrivate 1.899 chiamate, con una percentuale di risposta del 75,9 %.

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Turismo in ginocchio, arriva un piano straordinario

Le disdette negli hotel e nelle altre strutture ricettive ormai sono contagiose. Come e più del virus. "Prepariamoci a una Pasqua durissima". Se la situazione non migliorerà velocemente, il primo ponte della stagione sarà un bagno di sangue per il turismo dell’Emilia Romagna. Già il mese di marzo "si annuncia difficile" (per usare un eufemismo) come hanno avvertito ieri sindaci, assessori, rappresentanti delle associazioni di categoria al vertice convocato a Bologna dall’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini.

Perché il rinvio forzato di manifestazioni fieristiche come Cosmoprof a Bologna, Enada e Mir a Rimini, la cancellazione di centinaia di piccoli e grandi congressi, convegni e meeting e di manifestazioni sportive, sta mettendo in ginocchio gli operatori. Nella Riviera romagnola ci sono già i primi hotel che hanno deciso di chiudere i battenti, venendo a mancare il turismo congressuale e quello scolastico.

"Siamo di fronte a un’emergenza di portata straordinaria – dice Corsini – e dobbiamo rispondere con misure straordinarie". La Regione e le associazioni degli albergatori hanno già avviato un puntuale monitoraggio sulle attività ricettive. Unioncamere avrà il compito di quantificare sia il calo delle presenze sia il danno in termini di indotto legato al turismo. 

Un’analisi "approfondita e mirata, che servirà poi a chiedere fondi al governo – dice Corsini –. Ma anche la Regione metterà a disposizione risorse in tal senso. Sarà attivato col governo un piano straordinario per l’industria turistica, per ottenere agevolazioni, sgravi fiscali, sospensione e dilazione dei mutui e tutte le altre misure necessarie per sostenere gli operatori in questo momento così difficile". 

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