Rovigo, 28 febbraio 2020 - Emergenza Coronavirus, i casi di positività ai test salgono a 151 in Veneto  ed è arrivata la conferma del primo caso in Polesine. A comunicarlo con un bollettino con i dati aggiornati al pomeriggio è la Regione Veneto. Rispetto all'ultima rilevazione compaiono 18 casi in più

Il malato è un uomo di 50 anni, residente a Adria, che è venuto a contatto con un imprenditore di Vo' Euganeo per motivi di lavoro: l'incontro è avvenuto nel comune di Saonara, nel Padovano. E' attualmente ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Rovigo.

Dei 151 casi 95 sono asintomatici, 33 sono i ricoverati totali, di cui 9 in terapia intensiva. Il focolaio più grande resta quello di Vò Euganeo, con 70 casi, seguito da Treviso con 23, poi Venezia con 10, Limena con 9, Mirano con 5 e Vicenza con 3.

"Non abbiamo una crescita esponenziale, c'è una crescita lenta dei positivi e dei contagiati. Abbiamo fatto 6.800 campioni perché abbiamo voluto da subito il campionamento dei casi per dare tranquillità ai cittadini rispetto al focolaio". Lo dice il presidente della Regione Veneto Zaia a Rainews.

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Per aiutare la popolazione a fare chiarezza sulle situazioni legate al Coronavirus, il governatore Zaia rende noto, pubblicandolo anche sul suo profilo facebook, uno schema (flow-chart) approntato dagli esperti, basato sulle precisazioni inviate dal Ministero della Salute con la circolare del 25 febbraio, che spiega quando va eseguito il tampone nei soggetti a contatto di caso confermato

Zaia: "Scuole riaperte? Spero presto nuova ordinanza"

Scuole riaperte da lunedì? "Io sto chiedendo che si scriva una nuova ordinanza. Dire domenica serache le scuole sono aperte lunedì o nei prossimi giorni significa mettere in difficoltà tante famiglie. Spero che si chiuda oggi questo dibattito". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in collegamento con RaiNews24, intervistato in merito all'emergenza coronavirus. "Io spero che si possa aprire e ripartire, tenendo presente che parliamo di un territorio che ha il virus - ha sottolineato Zaia -. Ogni misura che verrà adottata è fondamentale che abbia una validazione scientifica degli esperti, onde evitare di vedere esperti che dicono una cosa e altri il contrario" ha concluso.

Dai tamponi di Vò, studio epidemiologico unico

Dopo i primi due casi di contagio a Vò "ho avanzato la richiesta di fare i tamponi a tutti i cittadini. Sembrava uno spreco. Adesso abbiamo uno studio epidemiologico eccezionale che nessuno ha al mondo e ora, con l'Università di Padova vogliamo sviluppare uno studio scientifico su questa casistica".  Ha annunciato Luca Zaia. "Siamo stati criticati per avere realizzato troppi campioni - aggiunge Zaia -, ne abbiamo fatti 6.800 con una positività dell'1,7%. Adesso abbiamo un grande campione che nessuno ha al mondo. Nessuno ha una enclave con i primi due contagiati, i contagiati positivi, l'asintomatico che diventa negativo. Abbiamo un modello su cui costruire un algoritmo, che sarà studiato in collaborazione con il prof. Andrea Crisanti direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova", ha concluso.

 

Quando va eseguito il tampone nei soggetti a contatto di casi confermati:

1 - Se il contatto stretto è asintomatico, viene posto in isolamento domiciliare fiduciario senza l’esecuzione del test con tampone.
2 - Se il soggetto, durante il periodo dei 14 giorni di durata dell’isolamento, dovesse manifestare una sintomatologia, lieve o grave che sia, viene immediatamente preso in carico dal servizio sanitario regionale.
3 - Nel caso in cui la sintomatologia sia lieve, viene garantita la valutazione da parte del proprio medico curante e l’effettuazione del tampone.
4 - Se la sintomatologia invece è grave, interviene il 118 e il paziente viene trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale di riferimento e viene effettuato il tampone.
5 - Se il tampone risulta positivo, si prosegue con quanto previsto per il caso confermato.



Cala l'influenza stagionale

Nonostante l’attenzione sia in massima parte dedicata a seguire gli sviluppi del coronavirus, la Direzione Prevenzione della Regione Veneto sta monitorando anche l’andamento dell’influenza stagionale. Nell’ultima settimana monitorata (17-23 febbraio) il tasso d’incidenza è sceso a 8,24 casi per mille abitanti (inferiore alla media nazionale che è del 10,87 per mille), rispetto al picco di 10,83, registrato nella sesta settimana del 2020. Complessivamente, l’influenza ha colpito finora 365.700 persone, 40.400 delle quali nell’ultimo periodo. L’età maggiormente colpita è sempre quella tra 0 e 4 anni, ma con un tasso di notifica in forte calo, sceso al 21,03 per mille. Segue la seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con 18,56 casi per mille, anche questa in calo. Diminuzione, ma contenuta, per la fascia centrale d’età (15-64 anni) con 6,17 casi per mille. In controtendenza il leggero aumento nella fascia over 65, ma con un tasso molto basso, pari al 2,37 per mille. In tutto, i casi gravi segnalati sono stati 12, con 3 decessi. Entrambi i dati sono, al momento, i più bassi dalla stagione 2014-2015, quando si iniziò a monitorare le complicanze.

Dieci comportamenti da seguire