Venezia, 16 ottobre 2020 - L'allarme Covid viene seguito sempre con maggiore apprensione in Veneto. Il bollettino sul Coronavirus di oggi 16 ottobre non lascia spazio alle interpretazioni: la curva continua a salire e sono 704 i nuovi casi registrati in Veneto nelle ultime 24 ore portando così il numero totale di contagiati a 8.138 positivi al coronavirus.

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I decessi

Si registra quindi un nuovo balzo in avanti dei contagi: ieri i nuovi casi erano stati 600 con 11 vittime. Oggi si registrano sette decessi, che portano il totale delle vittime in regione a 2.244.

Nelle altre regioni: Marche - Lombardia - Toscana - Emilia Romagna

 

Ricoverati

Attualmente in Veneto ci sono 443 persone ricoverate, di cui 339 positive (299 in area non critica e 40 in terapia intensiva) e 104 negativizzati (97 in area non critica e 7 in terapia intensiva).

Isolamento domiciliare

I soggetti in isolamento domiciliare in Veneto sono 13.873, così suddivisi per provincia: Belluno 1.266, Padova 1.371, Rovigo 542, Treviso 3.327, Venezia 2.743, Verona 2.919, Vicenza 1.705.

"Sempre più asintomatici"

"La curva dei nuovi positivi - afferma il presidente della Regione Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della protezione civile a Marghera - è più alta che a marzo. E’ un nuovo stereotipo di Covid, su 10 positivi 9,5 non hanno sintomi. Stiamo rilevando tanti più positivi perché stiamo facendo molti più test. L'età media dei positivi si è abbassata, passando da 65 a 45 anni circa, e i sintomatici sono 287, il 3,52% dei positivi”. “Anche se la degenza media si è abbassata - prosegue il Governatore Zaia -, ora è di circa sette giorni, cominciamo a sentire la pressione sui reparti. Le terapie intensive occupate sono il 10% della base dei letti in Veneto: se cristallizzassimo questa situazione non saremmo in emergenza ospedaliera. La situazione di oggi è sopportabile, quella di domani non lo so. E dipende dall'utilizzo della mascherina".

Il presidente Zaia: "Sono contrario a un nuovo lockdown"

"Sono contrario ad un nuovo lockdown, dopodiché un lockdown chirurgico lo abbiamo già fatto nel Comelico, che può essere preso ad esempio. Abbiamo introdotto misure per 10 giorni e poi siamo tornati alla normalità". Ha affermato ancora Zaia dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. Un nuovo lockdown, insomma, sarà eventualmente "un abito sartoriale", continua Zaia, spiegando che "quello della primavera è stato dettato anche dalla mancata conoscenza del virus".

Ora, semmai, "si andrà verso restrizioni a seconda dei contesti territoriali e di quello che accade". E anche per questo, è necessario che "il Governo elabori scala di parametri che non sia l'Rt. Noi abbiamo i positivi che schizzano ma siamo quelli con gli ospedali meno occupati", esemplifica Zaia. "In generale l'auspicio è che a livello nazionale con le Regioni si concordino parametri. Fino a che percentuale di copertura delle terapie intensive base possiamo dire che non siamo in emergenza? Fino a che punto possiamo dire che non siamo in emergenza con i ricoveri? Questi sono dati che da Roma non sono mai stati elaborati e ci servono per fare sanità pubblica".

"Tifo perché la scuola rimanga aperta"

"Tifo perchè la scuola rimanga aperta e non perché si chiuda. Sono stato criticato perché ho posto una questione. Il tempo sarà galantuomo e vedrete come andrà a finire. Si andrà lì: con la didattica a distanza, la didattica a vista, con le turnazioni, ovviamente rispetto a quegli studenti che possono autogestirsi una parte di giornata senza i genitori".

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Il presidente del Veneto ammette però anche di non saper dire "come si espleterà" la modalità per la scuola a distanza, "ma potrebbe essere che si farà un giorno per settimana per classe, una settimana al mese per classe". "Oggi in Veneto ci sono 2.715 studenti in isolamento, lo 0,38% - ha riferito Zaia -. Su 707mila ragazzi ci sono 388 casi, che rappresentano lo 0,08%. Consideriamo che la Campania in isolamento ne ha oltre 8 mila".