Bologna, 21 gennaio 2021 - Mentre è praticamente certa la permanenza dell'Emilia Romagna in zona arancione almeno per un'altra settimana, il bollettino di oggi registra un aumento dei contagi da Coronavirus e del tasso di positività e una mortalità ancora alta in regione. In calo, invece, i ricoveri sia in terapia intensiva sia nei reparti ordinari. 

AGGIORNAMENTO I dati in Italia ed Emilia Romagna del 22 gennaio 

Su quasi 22mila tamponi effettuati, nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 1.320 nuovi positivi (ieri i nuovi casi erano poco più di mille), di cui 597 asintomatici. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di test fatti da ieri è del 6%, in crescita rispetto a ieri (5,3%) e a martedì (4,3%) e superiore a quello nazionale che oggi è del 5,2%. 

Come dicevamo, è elevato purtroppo il numero dei deceduti emilia-romagnoli legato al Covid-19: 73 vittime (ieri 64).  Dall'inizio della crisi, è stata superata quota 9000 decessi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 218 (-12 rispetto a ieri), 2.456 quelli negli altri reparti Covid (-34).

Sono 1.787 i guariti in regione, diminuiscono ancora casi attivi (-540). 

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Coronavirus Italia: dati e tabella delle regioni

Sono 14.078 (ieri 13.571) i nuovi casi di Covid-19 e 521 i morti (ieri 524) registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Il totale dei decessi sale così a 84.202 da inizio pandemia E' quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 267.567 tamponi (molecolari e antigenici). Ieri erano stati 279.762. Il tasso di positività nazionale è al 5,2%, in aumento rispetto al 4,9% di ieri.

Attualmente sono positive in Italia 516.568 persone.  Sono 2.418 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in calo di 43 nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 155. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati
22.045 pazienti, in calo di 424 unità rispetto a mercoledì.

È ancora la Lombardia la regione con il più alto numero di nuovi casi di Covid in Italia: 2.234 nelle ultime 24 ore. Altre sei regioni superano i mille casi in un giorno: Emilia Romagna (1.320), Lazio (1.303), Puglia (1.275), Sicilia (1.230), Campania (1.215) e Veneto (1.003)

Dati dalle Regioni Contagi nelle Marche - Coronavirus in Veneto - Dati Covid della Toscana 

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La mappa del contagio in Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Covid-19, in Emilia-Romagna si sono registrati 206.578 casi di positività, 1.320 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.949 tamponi (antigenici e molecolari) eseguiti nelle ultime 24 ore.

Bologna è la prima provincia per numero di nuovi positivi: 260 casi; a seguire Modena (216), Reggio Emilia (144), Rimini (127), Ravenna (109), Forlì (94), Ferrara (90). Poi la provincia di Parma (85), quindi di Piacenza e Cesena (77) e infine Imola (41).

Dei nuovi contagiati, 597 sono asintomatici: 362 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 91 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 con gli screening sierologici, 28 tramite i test pre-ricovero. Per 111 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Tra i nuovi positivi 388 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 628 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45 anni.

I sintomatici provincia per provincia

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia: 17.731 a Piacenza (+77 rispetto a ieri, di cui 45 sintomatici), 14.649  a Parma (+85, di cui 52  sintomatici), 27.573 a Reggio Emilia (+144, di cui 61 sintomatici), 36.716 Modena (+216, di cui 120 sintomatici), 40.878 a Bologna (+260, di cui 135 sintomatici), 6.506 casi a Imola (+41, di cui 27 sintomatici), 11.696 a Ferrara (+90, di cui 31 sintomatici), 15.755 a Ravenna (+109, di cui 66 sintomatici), 7.591 a Forlì (+94, di cui 72 sintomatici), 8.572 a Cesena (+77, di cui 52 sintomatici) e 18.911 a Rimini (+127, di cui 62 sintomatici).

I contagi a Bologna

Sui 260 nuovi casi in provincia di Bologna, 135 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 48 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 33 mediante i test per le categorie più a rischio, 7 attraverso i test pre-ricovero, mentre per 37 l’indagine epidemiologica è ancora in corso. Tra i 260 nuovi contagi, 78 sono sporadici e 182 sono inseriti in focolai. Un caso è stato importato da fuori regione e un caso dall’estero

Morti Covid: superata quota 9000 

Nel bollettino di oggi si registrano 73 nuovi decessi in Emilia Romagna: 8 a Piacenza (3 donne – di 84, 96 e 98 anni– e 5 uomini, di 78, 80, 81, 94 e 95 anni); 3 in provincia di Parma (una donna di 84 e due uomini, rispettivamente di 68 e 84 anni); 5 a Reggio Emilia (due donne – di 83 e 85 anni – e tre  uomini di 67, 77 e 96 anni,);11 nella provincia di Modena (8 donne – due di 71 anni, una di 82, una di 85, due di 88, una di 89 e una 90enne – e tre uomini, rispettivamente di 69, 85 e 86 anni); 20 in provincia di Bologna (13 donne: una di 51, una di 77 anni, una di 78, una di 84, una di 88, una di 89, 2 di 90, poi una di 91, due di 92, una di 99 e una di 106 anni; e 7 uomini: 71, 72, 85, 88, 90, 95 e 98 anni); 6 nel ferrarese (tre donne – rispettivamente di 83, 84, 85 anni– e tre uomini di 73, 80 e 95 anni); 8 in provincia di Ravenna (4 donne – di 69, 74, 89, 92 anni – e 4 uomini, rispettivamente di 64, 66, 81 e 94 anni);  nella provincia di .a Forlì-Cesena (due donne di 78 e 96 anni; tre uomini di 71, 86, e 96 anni); 6 nel riminese (tre donne, di 80, 89 e 91 anni, e tre uomini, di 81, 83 e 94 anni). Infine, la Regione segnala il decesso di una donna di 91 anni diagnosticata dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.008.

Dove sono ricoverati i pazienti più gravi

I pazienti ricoverati in terapia intensiva in Emilia Romagna sono 218 (-12 rispetto a ieri), 2.456 quelli negli altri reparti Covid (-34).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:17 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (+1), 43 a Modena (-3), 41 a Bologna (-3), 14 a Imola (-1), 26 a Ferrara (-3), 11 a Ravenna (-3), nessun ricoverato a Forlì (come ieri),5 a Cesena (invariato) e 28 a Rimini (+2).

Guariti e casi attivi

Le persone emilia-romagnole guarite sono oggi 1.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 145.533.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 52.037 (-540 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 49.363 (-494), il 94,9% del totale dei casi attivi.

Vaccino anti Covid in Emilia Romagna: ultime notizie 

In attesa di certezze sul ritorno a regime delle consegne al nostro Paese delle fiale di vaccino di Pfizer-BioNTech, la Regione Emilia-Romagna da qualche giorno ha stoppato la somministrazione delle prime dosi del siero, ad eccezione di quelle ai degenti delle residenze per anziani. Per tutti gli altri appartenenti alle categoria di questa prima fase di campagna vaccinale - in primis operatori sanitari e delle Rsa - si sta procedendo con i richiami.

Alle 17.30 di oggi risultano vaccinate 123.399 persone, di cui 1.253 oggi.

"Non sono a rischio le 8mila dosi di richiamo che stiamo somministrando questa settimana e le 62mila dosi che dovremo somministrare la prossima settimana sempre per il richiamo": lo ha precisato l'assessore regionale alle politiche per la salute, Raffaele Donini, intervistato dal Tgr sulla campagna di vaccinazione in corso.

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Scuola Emilia Romagna: superiori in presenza al 50% fino al 6 febbraio

Fino al 6 febbraio sarà ancora didattica in presenza al 50% nelle scuole superiori in Emilia Romagna. A sorpresa, a metà della prima settimana in cui sono rientrati in aula 98mila ragazzi emiliano-romagnoli (ovvero il 50%), il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari decide di prolungare il 50% fino alla prima settimana di febbraio. Decisione presa sull’onda di una comunicazione del "direttore generale della Direzione cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia-Romagna – scrive Versari nelle indicazioni operative ai presidi delle superiori lungo la via Emilia - Sono stati rasmessi elementi di conoscenza riguardo l’andamento dell’epidemia Covid-19. Nello specifico, dalla valutazione del rischio, tenendo in considerazione anche indicatori quali l’incremento dei focolai e la ricomparsa di focolai nelle strutture residenziali, deriva una classificazione complessiva del rischio alta".

Questo parere tecnico, prosegue il direttore generale, "considera che solo il mantenimento rigoroso delle misure di mitigazione può contribuire ad evitare un rapido aumento del numero dei casi nelle prossime settimane e che il ritorno alla didattica in presenza al 50% nelle scuole superiori di secondo grado dal 18 gennaio 2021, deve rispondere al medesimo principio di rigorosa applicazione delle misure di sicurezza. Il documento di cui trattasi conclude invitando ad osservare un atteggiamento di massima prudenza almeno fino a tutta la prima settimana di febbraio per non inficiare gli auspicabili effetti positivi che le misure di mitigazione previste dovrebbero portare".

Per questo, "in ragione dei principi di ragionevolezza, prudenza e congruenza territoriale", dopo un confronto con il presidente della Regione Stefano Bonaccini e con la Prefettura di Bologna, "si è convenuto opportuno che da lunedì 25 gennaio e fino a sabato 6 febbraio, le lezioni degli studenti delle scuole secondarie di II grado proseguano garantendo l’attività didattica in presenza al 50%".

Scompare quindi del tutto, mentre invece era presente nella prima nota dell’Usr e anche nel Dpcm, la possibilità di aumentare fino al 75% della presenza degli studenti a scuola.

Critico Lamberto Montanari, presidente dell’Anp Emilia Romagna: "Mi sembra che questa decisione sia un gioco delle mediazioni tra le manifestazioni per il rientro, lo sciopero degli studenti, i timori di chi non vuol rientrare e la posizione della regione. Posso capire che Versari abbia avuto all’orecchio tutte queste incertezze e che quindi abbia intenzione di aspettare i dati epidemiologici. Cosa cambia tra un 50% e un 75% in presenza – si chiede Montanari -? Niente. Tutti vivono in un momento di grande incertezza che si scarica sulla scuola che, invece, ha bisogno di stabilità e di poter programmare per tempo".

(f. g. s.)