Bologna, 24 febbraio 2021 - Alla vigilia dell'ingresso in zona arancione rafforzata (qui le regole) di 14 Comuni tra l'Imolese e la provincia di Ravenna, i dati sui contagi da coronavirus in Emilia Romagna migliorano leggermente.  A livello nazionale però si registra un balzo di positivi che passano dai circa 13mila di ieri ai 16mila di oggi con un tasso di positività che passa dal 4,4 al 4,8%.

Oggi in Emilia Romagna si registra un nuovo record: in un solo giorno sono stati processati 42.169 tamponi, il 3,4% dei quali è risultato positivo (in calo rispetto al 4,5% di ieri). In numeri assoluti, si parla di 1.427 persone a cui è stato certificato il contagio da coronavirus. Gli asintomatici sono 648.

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Resta alta la pressione sugli ospedali, dove comunque il livello dei ricoveri resta sotto alla soglia critica. Crescono, infatti, i ricoveri in terapia intensiva, dove ci sono 201 malati molto gravi (+5 rispetto a ieri): la percentuale dei letti in questo delicato reparto occupato dai malati covid è del 26%, con la soglia critica fissata al 30%. Nei reparti non critici i malati sono invece 2.025 (16 in più di ieri), il che significa che il 33% dei letti è destinato ai malati di coronavirus. I casi attivi sono oggi 36.771 (+63 rispetto a ieri). Le vittime registrate nelle ultime ore sono 33, 16 delle quali in provincia di Bologna. Sempre a Bologna, calo drastico dei positivi che passano dai quasi seicento di ieri ai 227 di oggi.

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Coronavirus in Italia: i dati e la tabella 

A livello nazionale, oggi sono stati rilevati 16.424 nuovi positivi al coronavirus, in aumento rispetto ai 13.314 di ieri, su 340.247 tamponi processati, oltre 36mila in più rispetto a ieri. Il tasso di positività è salito al 4,8% dal 4,4% di ieri. Calano i morti, oggi 318, a fronte dei 356 di ieri. Nelle terapie intensive ci sono 11 letti occupati in più, per un totale di 2.157 pazienti ricoverati, mentre nei reparti non critici i ricoverati sono oggi tornati a scendere, 78 in meno, in tutto 19.217. E' la Lombardia la regione con più contagi (3.310), seguita da Campania (2.185) e Piemonte (1.453). Ecco la tabella per regione:

Le vittime

Tornando ai dati emiliano romagnoli, purtroppo, si registrano 33 nuovi decessi: 3 a Piacenza (una donna di 63 anni e due uomini di 73 e 82 anni); 3 nella provincia di Parma (una donna di 74 anni e due uomini di 61 e 93 anni); 1 nella provincia di Modena (un uomo di 54 anni); 16 in provincia di Bologna (dieci donne, rispettivamente di 57, 68, 73, 81, 85, 89, 91, 93, 94 e 95 anni, e sei uomini: due di 83 anni, uno di 87, due di 91 e uno di 96 anni); 3 nel ferrarese (due donne - di 86 e 93 anni - e un uomo di 89 anni);1 in provincia di Ravenna (una donna di 89 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 89 anni e un uomo di 57 anni); 4 nel riminese (una donna di 91 anni e tre uomini di 74, 84 e 92 anni). Nessun decesso nella provincia di Reggio Emilia e nell’imolese.

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I ricoveri

Sono 2.025 quelli i malati di covid nei reparti non critici (-16) e 201 (+5 rispetto a ieri) quelli in terapia intensiva, così suddivisi: 8 a Piacenza (-1), 12 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 45 a Modena (+1), 56 a Bologna (+1), 14 a Imola (-1), 20 a Ferrara (+1), 5 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 7 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (+1).

Sintomatici e asintomatici per provncia

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 57 a Piacenza (di cui 31 sintomatici), 62 a Parma (di cui 28 sintomatici), 172 a Reggio Emilia (di cui 85 sintomatici), 94 a Modena (di cui 71 sintomatici), 227 a Bologna (di cui 107 sintomatici), 65 casi a Imola (di cui 48 sintomatici), 82 a Ferrara (di cui 13 sintomatici), 240 a Ravenna (di cui 139 sintomatici), 73 a Forlì (di cui 62 sintomatici), 133 a Cesena (di cui 86 sintomatici) e 222 a Rimini (di cui 109 sintomatici). Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 17 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

I vaccini in Emilia Romagna

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 347.915 dosi; sul totale, 131.569 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

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Zona arancione scuro in Emilia Romagna

La risalita dei dati degli ultimi giorni ha preoccupato il presidente Bonaccini, che non aveva escluso la possibilità di istituire zone rosse locali, per cercare di arginare la diffusione della variante inglese. In particolare, il comune di San Benedetto Val di Sambro (Bologna) ha visto in questi giorni un picco dei contagi, alcuni dei quali causati proprio dalla variante inglese. Per questo, si è reso necessario il provvedimento del sindaco, che ha chiuso le scuole nel comune e organizzato una campagna di tamponi e vaccinazioni a tappeto per oggi.

In generale, tutta la provincia di Bologna è sotto speciale osservazione: negli ultimi giorni, infatti, nel bolognese si sono registrati circa 500 contagi al giorno e nel 70% dei casi si tratta della variante inglese. Bonaccini ha detto che si tratta di una "situazione preoccupante" e infatti ha provveduto a emanare misure più stringenti.

Alcuni comuni che fanno riferimento all'Ausl di Imola (Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio) e i territori confinanti (nella provincia di Ravenna) che fanno a capo all'Ausl Romagna (comuni di Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme) dovranno seguire regole più restrittive da domani, 25 febbraio. L'istituzione di questa zona "arancione scuro" sarà valida fino all'11 marzo, per cercare di rallentare la corsa del virus in questi 14 comuni. 

A Modena, poi, secondo Vittorio Sambri, direttore del laboratorio di microbiologia di Pievesestina, i contagi sarebbero "da zona rossa". Infatti, Sambri ha dichiarato: "Qui le varianti hanno attecchito da tempo, quella inglese per quanto ne sappiamo rappresenta più del 40% dei contagi. A Bologna ha raggiunto il 70% e presto diventerà dominante. La variante inglese è più trasmissibile (non più contagiosa), e questo può spiegare in parte il boom di positivi in regione e in città come Modena". Il direttore ha poi aggiunto che molto nella diffusione del virus dipende dai comportamenti delle persone: "Ho visto comportamenti dissennati. Folle di gente in giro. Se sommiamo i due fattori, una variante più trasmissibile e il mancato distanziamento sociale, è ovvio che i casi aumentano".

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Bonaccini: "Bisogna contenere la terza ondata"

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenendo in tv a Mattino Cinque, ha aggiunto alcune considerazioni sulla necessità della zona rancione scuro per 14 Comuni della regione: "Stiamo monitorando la situazione territorio per territorio. Laddove ci sono problemi bisogna intervenire tempestivamente - ha spiegato il governatore -. Con il conforto degli esperti dobbiamo capire come comportarci. Bisogna essere molto seri e attenti". Attenti e seri per scongiurare gravi conseguenze di una terza ondata: "In Germania e in Gran Bretagna è già arrivata da settimane. Cerchiamo qui di fare il meglio possibile per contenerla e contrastarla".. 

Covid Bologna, Bordon: "numeri preoccupanti" 

In merito alla situazione nel bolognese, si è espresso anche Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl Bologna: "I numeri sono preoccupanti, dobbiamo abituarci a dei picchi e del resto con un Rt a 1,20 i contagi aumentano. Tecnicamente la seconda ondata non è finita, anche se eravamo scesi quasi a zero nuovi infettati e a 200 ricoveri e poi siamo risaliti. Quindi è un fatto anomalo, che non si è mai verificato prima, possiamo parlare di crescita della seconda ondata". Il direttore ha chiesto all'Associazione italiana ospedalità privata un contributo di posti letto per rafforzare la rete ospedaliera per fare fronte all'emergenza. 

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Prosegue la campagna vaccinale 

Intanto procede la lotta al covid anche attraverso i vaccini, che al momento, in questa fase della campagna vaccinale, sono somministrati a personale della sanità e delle Cra, agli ospiti delle residenze per anziani, agli ultraottantenni in assistenza domiciliare e ai loro coniugi, se di 80 o più anni, e infine alle persone dagli 85 anni in su (dal primo marzo potranno prenotare il proprio appuntamento anche le persone dagli 80 agli 84 anni). 

Lunedì hanno aperto le prenotazioni per il personale scolastico e, quando queste ultime saranno concluse, si procederà con il personale universitario - compatibilmente con le forniture di dosi di AstraZeneca che arriveranno alla nostra regione.