Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Foto Dire)
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Foto Dire)

Rovigo, 6 aprile 2020 – Si parla molto di modello Veneto a proposito dell'approccio con il quale viene gestita l'emergenza Coronavirus. E in effetti la Regione guidata da Luca Zaia ha fatto da apripista su diversi fronti. Compreso l'obbligo delle mascherine, come in Lombardia; regioni che presto saranno imitate dalla Toscana, dalla città di Ferrara e probabilmente dalle Marche.

Qui gli aggiornamenti del 7 aprile

Tre giorni fa, infatti, la Giunta veneta ha rinnovato l'ordinanza regionale per contenere il virus e, come il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, fino al 13 aprile, ma con qualche variazione più restrittiva. Ad esempio nei supermercati e nei mercati all'aperto, che per restare aperti dovranno avere un piano perimetrale ben delineato, si dovranno indossare obbligatoriamente guanti e mascherina. "Obbligo per tutti gli esercizi commerciali e anche all'aperto di ammettere e far circolare solo soggetti con mascherine e guanti, al supermercato si va con mascherine e guanti o comunque verificando la copertura di naso e bocca. Non esiste andare al supermercato 'alla libera'", ha spiegato Zaia.

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Quanto a un possibile allentamento sulle aperture dei negozi ,"dobbiamo vedere come va la settimana, giovedì dirò quali sono le nostre scelte. Può riportarci nell'oblio o portarci allo svuotamento degli ospedali", ha dichiarato Zaia nel corso del quotidiano punto stampa sull'emergenza coronavirus nella sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia). "Siamo arrivati allo stress test degli ospedali, dove a un certo punto i posti si contavano sulle dita di una mano – ha sottolineato -. Se non si ferma l'ingresso agli ospedali, tutto va in collasso. Al momento quello che fa paura ai sanitari sono le aggregazioni di persone".

"Ho sentito il ministro Speranza questa mattina – ha rivelato ricordando che "la mia ordinanza e il Dpcm scadono alle 24 del 13 aprile"- e spero che si possa lavorare già questa settimana per costruire il provvedimento successivo". Pertanto, visto che un provvedimento andrà fatto, "ci sono solo due strade: farlo all'ultimo minuto col rischio di farlo male o iniziare a farlo subito". E per questo "noi, ma ho sentito anche il presidente dell'Emilia Romagna, Bonaccini, siamo disponibili a iniziare il confronto".

E ha sottolineato: “A me piacerebbe aver già riaperto, ma ogni decisione dovrà essere supportata dai dati epidemiologici e dal parere degli esperti della sanità, ma questa è la settimana determinante per proseguire nella tendenza positiva di minori ricoverati in terapia intensiva e perché riparta l'epidemia e per questo non possiamo abbassare la guardia". In ogni caso il presidente della regione ha annunciato che: "Stiamo già preparando un piano per una riapertura seppur graduale che vogliamo sia una valido contributo al piano nazionale del governo".

Al via i test sierologici sui sanitari

Come l'Emilia Romagna anche il Veneto ha iniziato la sperimentazione del test sierologico su un campione rappresentativo tra i dipendenti degli ospedali, per cominciare a validare il fatto che ci siano degli anticorpi che possano rendere immuni. Lo annuncia il governatore del Veneto nella quotidiana conferenza stampa dal centro della Protezione Civile regionale a Marghera.

Il dati del contagio

I casi i positivi al Sars-Covid2 in Veneto sono stamane 11.588, 181 in più della rilevazione di ieri sera. Lo rende noto il bollettino della Regione Veneto. Calano i malati in terapia intensiva che sono 322, 5 in meno. I decessi sono 10, dato che porta a 609 il totale delle morti. I pazienti in area non critica sono 1.602 (17 in più). I casi attualmente positivi sono 9.943, quelli dei negativizzati virologici 983. I deceduti in ospedale e in aree extra ospedale sono complessivamente 662. Il numero dei soggetti in isolamento è pari a 19.595. I dimessi sono 1.191.

Acquistata macchina da 9mila tamponi al giorno

"Siamo arrivati a 150mila tamponi. Ora per fortuna abbiamo acquistato una macchina dall'Olanda che ha un potenziale di 9.000 tamponi al giorno. Questo ci permette di raggiungere il target di 15-20 mila tamponi al giorno", ha aggiunto Zaia virando sull'aspetto diagnostico. "Stiamo diventando autonomi anche nei reagenti e stiamo sperimentando tamponi made in Veneto".

"Propongo la Pasqua e la Pasquetta in differita"

Nel corso della conferenza il presidente ha anche proposto “Pasqua e la Pasquetta in differita". Ovviamente non per quanto riguarda gli aspetti religiosi ma "per pranzi e scampagnate". Zaia è tornato a ribadire l'importanza del rispetto delle indicazioni (e le prescrizioni di legge), rimanendo in casa ed evitando gli assembramenti fino al 13 aprile. "Io sono qui anche a Pasqua e Pasquetta con gli assessori, più di dare l'esempio cosa volete che vi dica?". "L'ordinanza vieta qualsiasi aggregazione pubblica o privata, quindi se si vuole rispettare la legge, ma soprattutto fare gioco di squadra...". In ogni caso "questo non è un gioco e non è neanche un esercizio di dittatura o di sadismo. Le indicazioni sono per il bene dei cittadini", ha concluso il governatore.