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5 mar 2020
5 mar 2020

Coronavirus Veneto, dove sono i casi. Cinque in Polesine

I 3.500 residenti della zona rossa di Vò, chiusa dall'inizio dell'emergenza, saranno sottoposti a un nuovo tampone per capire come evolve il virus

5 mar 2020

Rovigo, 5 marzo 2020 - Il Veneto arriva a quota 459 positivi al Coronavirus, 52 in più di ieri. E le zone più colpite sono quelle di  Treviso (108 casi) e Vo' Euganeo (84). Seguono poi  i 104 rilevati a Padova, 82 a Venezia, 37 a Verona, 22 a Vicenza, 6 a Belluno e a 5 a Rovigo. In Polesine, infatti, è stato registrato il  quinto caso  positivo. Si tratta di un uomo di 82 anni che si è presentato al pronto soccorso, su consiglio del suo medico curante, perché lamentava forti difficoltà respiratorie. Solo successivamente è emerso che l'uomo aveva   partecipato ad   un evento di ballo a Ferrara , probabilmente lo stesso a cui aveva preso parte  il paziente di Lusia   risultato poi positivo al tampone. Sottoposto a quarantena il personale medico che è stato a stretto contatto con l'anziano , come da protocollo.

Due sono i casi collegati alla Lombardia (anche se residenti in Veneto) e per 8 è in corso l'assegnazione epidemiologica. Ed è proprio sulla zona di Vo' che si concentra il primo studio epidemiologico sull'evoluzione del virus. 

Sono 21 i Comuni del Veneto potenzialmente più penalizzati dalla crisi del turismo derivante dall'emergenza sanitaria del Coronavirus. La fotografia dei territori più esposti al previsto calo del movimento turistico è stata scattata dalla Fondazione Think Tank Nord Est: secondo le ipotesi della Fondazione, i Comuni più svantaggiati saranno quelli contraddistinti da un'economia fortemente sbilanciata nei confronti delle attività turistiche , da una quota elevata di turisti stranieri e da un picco stagionale dei visitatori previsto nel prossimo semestre.

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Lo studio

l comune di Vo diventerà un caso di studio. Da venerdì 6 marzo tutti i 3.500 abitanti che dall'inizio dell'emergenza vivono in quarantena sorvegliati a vista e impossibilitati ad uscire dal territorio comunale verranno ricontrollati per realizzare di fatto il primo studio epidemiologico sul coronavirus. A presentare il progetto sono stati oggi il presidente Luca Zaia e il rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto. "Questo progetto ha un valore speciale per l'emergenza che riguarda il coronavirus", ha spiegato Zaia: "Sulla popolazione di Vo' verrà eseguito un secondo tampone per capire l'evoluzione della malattia, comprendere chi si è negativizzato, acquisire dei dati, comprendere le modalità di trasmissione . E' come accedere una luce in una stanza buia per capire con l'evidenza dei dati le dinamiche della diffusione". "Non sono delle cavie e a loro va tutta la nostra solidarietà e spero che domenica con la decadenza del decreto Vo' venga liberata ", ha aggiunto il presidente della Regione.

"Abbiamo un' emergenza sanitaria e una reputation internazionale da ricostruire - ha inoltre spiegato il Governatore - spero che questo Paese inizi a intessere rapporti con i leader degli Stati in cui si parla male del nostro Paese, e si faccia capire che qui non siamo un Paese di infettati in quarantena , ma un Paese che con grande civiltà sta affrontando l'emergenza a differenza di qualcun'altro che fa finta di non vederla".

I danni

I primi posti della graduatoria della triste classifica dei danni causati dal coronavirus sono occupati dal Lago di Garda e dalle località balneari, territori naturalmente vocati all'ospitalità, con una netta prevalenza di turisti stranieri e con un picco delle visite durante il periodo primaverile ed estivo. A questi si aggiunge Venezia ed alcune aree montane. Il Comune più sfavorito dalla crisi del turismo risulta Malcesine, seguito da altre località gardesane come Brenzone sul Garda, Garda, Torri del Benaco, Bardolino e Lazise. Tra le località più penalizzate troviamo poi le spiagge dell'Alto Adriatico con Cavallino-Treporti, Caorle e San Michele al Tagliamento (ovvero la spiaggia di Bibione). Tra i Comuni del Veneto più colpiti c'è anche Venezia, alcune località dolomitiche (Livinallongo del Col di Lana e Rocca Pietore) e del Polesine (Rosolina e Porto Tolle).

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