Rovigo, 4 marzo 2020 - Scuole e università chiuse in tutta Italia (quindi anche nel Venetofino al 15 marzo. Lo hanno annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. I numeri sono in continua crescita e il governo mette in atto nuove misure contro la diffusione del coronavirus. "In queste ore c'è stata una valutazione in corso sulla possibilità di chiudere o meno scuole. Per il governo non è stata decisione semplice, abbiamo aspettato il parere del comitato tecnico-scientifico e abbiamo deciso prudenzialmente di sospendere e attività didattiche al di là della zone rossa a partire da domani fino al 15 marzo".

Il bilancio dei contagiati

Salgono a 360 i contagi da coronavirus in Veneto e il governatore Luca Zaia invoca l'estensione di misure urgenti anche per l'economia a tutta la regione. Ad aggiornare il contatore dei malati è il nuovo bollettino della Regione Veneto. Si tratta di un incremento di 27 casi rispetto alle 17.30 di ieri. Si registrano rispetto a ieri due morti in più: sette i decessi conteggiati fino ad ora più altri due relativi a persone positive al virus ma decedute per cause differenti. A Rovigo ci sono tre nuovi casi oltre a quello di Adria.

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I ricoverati sono 99 (+18), di cui 23 sono in terapia intensiva (+4), e con 9 dimissioni. L'area più colpita è quella di Treviso e provincia, con 93 casi, invariati rispetto a ieri, che supera il focolaio di Vò Euganeo, con 90 casi in aumento (+1) rispetto a ieri. Seguono Padova escluso Vò (58, +16), Venezia escluso Mirano (53, +6), il focolaio di Verona (22, +4), quello di Limena (14), Vicenza (11, +2), il focolaio di Mirano (7), Belluno (4) e Rovigo (3, +2). Altri tre casi (-3) sono in corso di assegnazione.

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Zaia: "Tutto il Veneto zona rossa"

"Siamo preoccupati della salute di tutti i veneti", ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia arrivando alla protezione civile di Marghera per la video conferenza di questo pomeriggio col premier Conte sul coronavirus. "Noi ci consideriamo tutta una zona rossa, trovo assurdo pensare che lo sia solo una parte della Lombardia, così come per il Veneto e l'Emilia-Romagna", ha sottolineato Zaia. "Siamo ormai toccati da vicino - ha proseguito Zaia - da un lato perchè i focolai ci sono in tutte le province del Veneto, dall'altro perché comunque il danno diretto e indiretto l'economia lo subisce sempre, sia che abbia un cittadino malato sul suo territorio o che non ce l'abbia. Noi porteremo avanti questa sfida facendo capire che realtà come le nostre, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, rappresentano sostanzialmente il Pil italiano, e quindi la recessione del Veneto è la recessione del Paese". Zaia ha quindi ribadito che nella videoconferenza con il premier Giuseppe Conte, nel pomeriggio, "presenteremo una serie di misure assieme alle altre regioni delle zone rosse, Lombardia ed Emilia-Romagna e chiederemo misure urgenti per il mercato, per le imprese, per il turismo in particolare e una campagna di promozione a livello internazionale del nostro tessuto produttivo".

VIDEO Le 10 nuove regole contro il Covid-19

"Che sia chiaro a tutti i cittadini: le misure adottate non sono un'invenzione della politica ma sono dettate dall'Istituto Superiore della Sanità e dall'Oms e da tutti i più grandi esperti di virus ed epidemia", ha detto Zaia. "Finiamola con questa storia di dire sempre che e' colpa di qualcuno- ha aggiunto - non e' colpa di nessuno. E' un problema sanitario e il mondo scientifico ci dice di fare così. Peraltro non sto difendendo un mio provvedimento ma quanto stabilito dal Governo. Lo dico per un fatto di lealtà e responsabilità".

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Disposti 534 letti su tutto il territorio

La Regione Veneto ha disposto l'incremento di 534 posti letto complessivi in tutte le aziende sanitarie del territorio e presso le aziende ospedaliere di Padova e Verona, nell'ambito delle azioni legate all'emergenza Coronavirus.
I nuovi posti letto aggiuntivi sono suddivisi tra le Terapie Intensive e i reparti di Pneumologia (Ospedali Hub) e Malattie Infettive.

Vista la possibilità di quadri di aggravamento in soggetti malati, con la necessità di cure maggiormente intensive, il provvedimento è stato preso per assicurare al sistema sanitario la disponibilità di un più ampio numero di posti letto in questo ambito e gestire l'eventualità di picchi tra le persone ricoverate.