Venezia, 29 Dicembre 2020 - Per la prima volta Zaia non partecipa alla conferenza stampa sulla situazione pandemica in Veneto. Il Governatore è infatti impegnato a verificare i danni dopo la forte scossa di terremoto con epicentro in Croazia e avvertita in tutta la regione, oltre che in mezza Italia. In uno dei giorni più tragici per il Veneto, 191 morti causa Covid, l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin ha prontamente sostituito il presidente.

Il primo vaccinato: "Sto bene"

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Crescono i contagi

Crescono i contagiati dal coronavirus in Veneto: oggi sono in totale 246089 (+2655 nelle ultime 24 ore, ieri +2782). Tornano a calare gli attualmente positivi, che toccano quota 90.365 (-577). Aumenta il numero di deceduti, che oggi sono 6298 (+191 nelle ultime 24 ore, ieri +69). Crescono i guariti: 149.426 (+3.041).

Continuano a salire i ricoverati negli ospedali: oggi sono 3395 (+1). 2998 sono in area non critica (-9), di cui 2678 positivi (-18) e 320 guariti (+9). Sono 397 le persone ricoverate in terapia intensiva (+10), di cui 366 positive (+11) e 31 negativizzate (-1).

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"Tamponi rapidi al via nelle farmacie del Veneto" 

“L'andamento della curva Covid è stabile - afferma Manuela Lanzarin, assessore alla sanità della Regione Veneto -, siamo in attesa da parte del ministero della nuova circolare che chiarisce alcune questioni tecniche sulle interpretazioni e le classificazioni. Oggi in Giunta abbiamo approvato il protocollo con le farmacie per eseguire i tamponi. L’adesione è su base volontaria da parte delle farmacie, non serve la ricetta, occorre predisporre spazi consoni, serve il personale sanitario per fare il tampone rapido antigenico e devono inserire il risultato all'interno del portale regionale. Slittano di un giorno le vaccinazioni per un problema di arrivo causa maltempo”.

“Dei 397 in rianimazione - spiega il dottor Luciano Flor, direttore generale della sanità della Regione Veneto - solo 366 sono positivi al virus. Nelle aree non critiche, dei 2998 ricoverati 320 sono pazienti negativizzati. Ci stiamo sforzando di tenere aperte altre aree di cura”.

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