Bologna, 20 marzo 2021 - Lieve calo dei nuovi contagi da coronavirus e del tasso di positività per l'Emilia-Romagna che, nel cambio dei colori di ieri, è stata confermata in zona rossa. In Italia complessivamente 23.832 contagi e ancora 401 morti. 

Aggiornamento Zona rossa a Pasqua? Per Emilia Romagna e Marche poche speranze

Coronavirus oggi: i contagi e il bollettino Covid del 20 marzo. I dati dalle regioni

Sono 2.460 i nuovi casi rilevati nelle ultime ore (ieri 3.188), con una percentuale di tamponi positivi che scende al 7% dal 8,8% di ieri. Le vittime sono 47 (ieri 42). Le province più colpite restano Bologna (440 casi), Reggio (245) e Ravenna (231). Il dato più drammatico arriva dagli ospedali: i letti di terapia intensiva occupati da malati covid sono saliti di 15 unità, portando il totale a 401. Scendono, invece per fortuna, i ricoveri nei reparti non critici: sono 3.519, 27 in meno di ieri. La schiera dei guariti dal covid si ingrossa di 1.839 persone. I casi attivi sono ora 73.439, 674 in più di ieri.

Covid oggi: il bollettino in Emilia Romagna

Sono 2.560 i nuovi contagi rilevati ieri in Emilia Romagna su un totale di 36.549 tamponi: dato che porta il tasso di positività al 7%, in calo rispetto all'8,8% di ieri. Gli asintomatici sono 1.120, 605 dei quali scovati grazie all'attività di conact tracing. In lieve frenata l'aumento dei casi attivi che a oggi, in regione, sono 73.439 (+674) e ci sono anche 1.839 guariti. L'età media dei nuovi contagiati è di 43,1 anni. Le vittime sono 47, di cui 28 nella provincia di Bologna.

Covid: le vittime in Emilia Romagna

Purtroppo, si registrano 47 nuovi decessi, numero che porta il totole dall'inizio della pandemia a 11.390: 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 40 anni); 3 nella provincia di Parma (una donna di 80 anni e 2 uomini, di 69 e 72 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 94 anni e 3 uomini, di 60, 72 e 94 anni); 4 nella provincia di Modena (tutte donne, rispettivamente di 76, 77, 78, 90 anni); 28 nella provincia di Bologna (10 donne, rispettivamente di: 63, 67, 76, 79 anni – quest’ultima deceduta a Imola – poi 78, 83, 89, 3 di 97 anni; e 18 uomini: 47 anni – deceduto a Imola –, poi 54, 61, 63, 66, 2 di 73, 75, 76, 2 di 83, 85, 2 di 87, 88, 95, 96, 97 anni); 2 nel ferrarese (una donna di 82 anni e un uomo di 89); 2 in provincia di Ravenna (una donna di 89 anni e un uomo di 97); 3 nel riminese (tutte donne di 83, 85 3 89 anni). Nessun decesso in provincia di Forlì-Cesena.

I pazienti covid negli ospedali

Oggi, ci sono 27 malati di covid in meno nei reparti di medicina. Ma continuano a crescere quelli in terapia intensiva, che  sono 401 (+15 rispetto a ieri): 10 a Piacenza (+1), 27 a Parma (+1), 32 a Reggio Emilia (numero invariato rispetto a ieri), 82 a Modena (+8), 119 a Bologna (+3), 33 a Imola (invariato), 34 a Ferrara (invariato), 19 a Ravenna (+1), 9 a Forlì (-1), 9 a Cesena (invariato) e 27 a Rimini (+2).

Sintomatici e asintomatici per provincia

Ecco come sono distribuiti i 2.560 nuovi casi comunicati dalla Regione: 61 a Piacenza (di cui 37 sintomatici), 159 a Parma (di cui 115 sintomatici), 245 a Reggio Emilia (di cui 146 sintomatici), 440 a Modena (di cui 290 sintomatici), 630 a Bologna (di cui 335 sintomatici), 117 casi a Imola (di cui 45 sintomatici), 196 a Ferrara (di cui 37 sintomatici), 231 a Ravenna (di cui 132 sintomatici), 129 a Forlì (di cui 105 sintomatici), 168 a Cesena (di cui 89 sintomatici) e 184 a Rimini (di cui 109 sintomatici). Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 22 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

I vaccini covid

L'Emilia Romagna con 661.401 dosi somministrate ( di cui 228.739 sono seconde dosi) è terza in Italia per percentuale di vacicni somministrati. Ecco la classifica completa: Abruzzo (83,2%), Basilicata (80,2%), Calabria (67,6%), Campania (83,5%), Emilia-Romagna (81,3%), Friuli Venezia-Giulia (78,9%), Lazio (80,6%), Liguria (69,3%), Lombardia (74,8%), Marche (81,1%), Molise (79,2%), Provincia autonoma Bolzano (87,8%), Provincia di Trento (82,5%), Piemonte (81,9%), Puglia (84,3%), Sardegna (66,3%), Sicilia (77,4%), Toscana (80,7%), Umbria (78,2%), Valle d'Aosta (88,5%),

Emilia Romagna: i parametri del monitoraggio

La buona notizia è il sensibile calo dell'indice Rt che in una settimana è passato dall'1,34 di venerdì scorso all'1,18 di ieri (ma Bonaccini rivela che è già verso l'1,15-1,16): un valore al di sotto della soglia della zona rossa. Secondo il presidnete Bonaccini il picco in regione è passato, mentre a livello nazionale è atteso nei prossimi giorni.

Ma purtroppo gli altri parametri della regione, nel monitoraggio Iss e Cts, sono ancora preoccupanti, tanto che l'Emilia-Romagna viene inserita tra le zona ad alto rischio per la terza settimana di fila. L'incidenza, per comiunciare, è ancora molto alta: 403.53 casi a settimana per 100mila abitanti.

Prenotazione vaccino Covid a Bologna: dal 24 marzo è il turno delle persone fragili

Ma soprattutto, preoccupa la situazione negli ospedali che ersta sopra a tutti i livelli di guardia. Ieri, il 51% dei letti in terapia intensiva era occupato da malati covid: la percentuale media nazionale è ferma al 37%. Stesso discorso per le aree mediche: in Emilia-Romagna i pazienti covid sono il 55% (con il livello 'rosso' fissato al 50), mentre la media nazionale è al 41. Ma, a differenza del resto d'Italia dove il picco è previsto a fine mese, secondo Bonaccini nella nostra regione la curva sta scendendo.

Bonaccini: il picco è passato

"Noi abbiamo anticipato di una settimana le zone rosse in gran parte della regione e devo dire che nel dramma di questa terza ondata, con gli ospedali riempiti a una velocità", spiega il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, su Radio1. "Stiamo ancora a lottare - prosegue Bonaccini - abbiamo dovuto restringere perché era l'unico modo per combattere questa pandemia e pochi ricordano che un mese fa proposi la zona arancione per tutti, perché ero preoccupato" vedendo l'avanzata della terza ondata in altri Paesi. Dunque, "bisogna saper contrastare ma la curva anche da noi sembra aver raggiunto il picco e sta scendendo". Ora "andiamo verso l'estate e quest'anno abbiamo uno strumento in più, il vaccino. Dobbiamo vaccinare tutte le persone possibili di qui alla prossima estate, perché una volta ripartiti non si richiuda mai più. Perché' tutti siamo stanchi e abbiamo pagato tutti prezzi troppo elevati".

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Il bollettino coronavirus di oggi in Italia

In lieve calo il numero di casi nelle ultime 24 ore in Italia: sono 23.832, contro i 25.735 di ieri (e gli oltre 26mila di sabato scorso). I tamponi processati sono 354.480, 10mila in meno rispetto a ieri, ma il tasso di positività scende leggermente dal 7% al 6,7%. Aumentano invece i decessi, 401 (ieri 386), per un totale di 104.642 vittime da inizio epidemia. Così come prosegue la crescita dei ricoveri: le terapie intensive sono 23 in più (ieri +31) con 243 ingressi giornalieri, in totale 3.387, mentre i ricoveri ordinari aumentano di 203 unità (ieri +164), 27.061 in tutto. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.Cala il tasso di positività al 6,7% (ieri era al 7%). 

 

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Covid: dimessa dalla terapia intensiva la bambina di 11 anni 

La buona notizia della giornata arriva dall'unica terapia intensiva pediatrica della regione, che è al Sant'Orsola di Bologna. La piccola di 11 anni entrata nel reparto intorno al 20 febbraio scorso, è stata dimessa perché fuori pericolo. "Le abbiamo parlato, le abbiamo fatto ascoltare la sua musica preferita", raccontabo i sanitari. La piccola è stata in condizioni davvero critiche, ma (almeno) questa è una storia a lieto fine.

Decreto sostegno: Bonaccini chiede lo stop alla tassa di occupazione di suolo pubblico

Il presidente Bonaccini e l'assessore al Commercio Stefano Corsini si associano alla richiesta dell'Anci e chiedono che nel Decreto ristori appena varato dal governo Draghi sia inclusa anche la sospensione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico almeno per tutto il 2021. Una misura che permetterebbe a bar e a ristoranti di allargare i tavolini all'esterno senza dovere pagare di più. 

"Stiamo però parlando di attività fortemente penalizzate dalle misure restrittive necessarie a fermare il contagio, in particolare da quelle di distanziamento, e per loro poter usufruire degli spazi esterni è fondamentale, anche per le stesse ragioni di sicurezza. Permettere loro di ripartire davvero - chiudono Bonaccini e Corsini - vuol dire esentarle dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico fino a fine anno”.

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